LA RELAZIONE DEL MISE

Startup e pmi innovative: oltre 16mila realtà in Italia, occupazione a +40,5%

Il ministro Giorgetti: “Forniscono nuove idee per fare impresa e creare posti di lavoro”. Le aziende sempre più resilienti: nuovi modelli di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi per venire incontro a una domanda di mercato in evoluzione anche a causa della pandemia

02 Feb 2022

Veronica Balocco

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Startup e pmi innovative: una realtà che continua a crescere, sospinta anche da anche “una importante capacità di adattamento e trasformazione in una realtà economica e sociale in continua evoluzione a causa della crisi pandemica”. E’ la fotografia scattata dalla sesta edizione della relazione annuale del Mise sullo stato di attuazione e l’impatto delle misure a sostegno di startup e pmi innovative. Il report evidenzia che, nel 2021, il numero di imprese innovative è cresciuto posizionandosi, alla fine del terzo trimestre (luglio-settembre), a circa 14.000 start-up innovative (+16,8%) e a 2.066 pmi innovative (+15,5%), confermando il buon risultato già ottenuto nel 2020 in cui il numero di iscrizioni nella sezione speciale del registro delle imprese era cresciuto rispetto al 2019 del 10% per le startup innovative e del 31,4% per le Pmi innovative. Importante è stato il contributo di queste realtà imprenditoriali anche dal punto di vista dell’occupazione con un incremento del 40,5%.

La crisi pandemica e la transizione digitale hanno portato le startup innovative più dinamiche ad adattarsi ai nuovi scenari e mercati intraprendendo nuovi modelli di produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi, al fine di individuare nuove nicchie di mercato, realizzare un nuovo prodotto/servizio, oppure per sviluppare nuove tecnologie e attività di ricerca.

Gli strumenti messi a disposizione dal Mise

Per rendere l’ecosistema dell’innovazione nel nostro Paese più solido e competitivo il Mise mette a disposizione numerosi strumenti: Fondo nazionale innovazione, Voucher 3I e Fondo centrale di garanzia.

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“Il governo è impegnato a stimolare il potenziale di innovazione che startup e pmi innovative possono generare a supporto della trasformazione delle filiere nazionali, nel quadro della doppia transizione digitale ed ecologica. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza avrà un ruolo fondamentale in questo ambito”, commenta il ministro Giancarlo Giorgetti. “La nostra attenzione – prosegue il ministro – continuerà ad essere concentrata sulle imprese innovative, anche piccole e giovani, che hanno dimostrato di poter fornire un importante contributo al Paese lanciando nuove idee e creando nuove opportunità per fare impresa e generare nuova occupazione”.

Il contributo del Pnrr: sostenibilità e innovazione

Gli interventi previsti nel Pnrr per startup e pmi innovative sono orientati a sostenere e rafforzare la manifattura italiana attraverso l’aggiornamento tecnologico delle filiere per garantire sostenibilità e innovazione.

Sono, inoltre, previste misure per lo sviluppo del trasferimento tecnologico così da realizzare un’integrazione del mondo delle università e della ricerca con il sistema produttivo e da fornire spazi di sperimentazione, utilizzo e diffusione di soluzioni innovative, mentre verrà incentivato il ricorso al venture capital per supportare i processi di startup e potenziare i programmi di accelerazione nei settori strategici del tessuto produttivo.

 

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