Svolta digitale per le imprenditrici, il 46% punta a investire in innovazione - CorCom

IL REPORT

Svolta digitale per le imprenditrici, il 46% punta a investire in innovazione

Osservatorio Piccole imprese italiane di Credimi: e-commerce, attività di marketing digitale e formazione i settori su cui puntano le società individuali fondate da donne. Velocità di erogazione e flessibilità le caratteristiche di finanziamento più richieste

25 Feb 2021

L. O.

Pronte a voltare pagina sul fronte innovazione le imprese individuali femminili. Il 46% punta a investire nello sviluppo di attività di e-commerce, marketing digitale e formazione per fronteggiare gli effetti negativi della crisi e ritornare ad essere competitive. E questi investimenti saranno oggetto dell’impiego dei prossimi finanziamenti richiesti.

Emerge dal terzo Osservatorio Piccole Imprese Italiane lanciato dal digital lender Credimi (e realizzato da Nextplora), secondo cui il settore sta registrando un’inversione di tendenza rispetto al passato: le imprese femminili “soffrono” infatti di digital gap. Solo il 19% ha adottato o sta adottando misure di impresa 4.0, rispetto al 25% delle imprese non femminili. Ma la “svolta” digital viene ora considerata strategica per vincere la sfida economica e guadagnare in competitività.

I settori top dell’imprenditoria femminile

Da sempre considerate l’ossatura dell’economia italiana, le imprese individuali sono quelle con la più forte presenza femminile – secondo Unioncamere, dei 3 milioni di imprese individuali, il 62,3% sono fondate da donne. Attive principalmente nei settori legati al wellness, sanità e assistenza sociale, manifattura, moda, istruzione e turismo&cultura, sono tra le imprese più colpite dall’andamento negativo dell’economia, tanto che nel 2020 si è interrotto il trend di crescita costante di imprese “in rosa” partito nel 2014. Una sofferenza evidenziata anche dall’Osservatorio di Credimi.

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Le ditte femminili: le più colpite dalla crisi

Secondo l’Osservatorio di Credimi la crisi da Covid-19 ha impattato in maniera notevole le ditte individuali, che hanno registrato un importante calo di fatturato pari al 24%, ma sono state soprattutto le imprese femminili (44% delle imprese individuali intervistate) a subire l’impatto più forte: il 38% ha dovuto abbassare le saracinesche durante il lockdown della scorsa primavera, il 30% ha chiuso l’attività, riuscendo però a lavorare tramite delivery, e il 22% ha subito le conseguenze della crisi, anche se ha potuto continuare a operare normalmente. Nell’insieme, il 46% delle imprese femminili intervistate ha registrato un calo di fatturato tra il 20% e il 50%, una riduzione che supera il 50% per l’8% delle imprese.

Il digitale: la via di uscita dalla crisi

L’Osservatorio di Credimi evidenzia come sono le ditte individuale guidate da donne ad aver registrato un incremento dell’utilizzo di finanziamenti già a partire dal 2015. E se il ripristino della liquidità rimane il motivo principale per cui le ditte individuali femminili ricorrono a risorse in prestito, seguito da acquisto di software, investimenti in strumenti e macchinari e il pagamento dei fornitori, spicca però la percentuale di queste imprese che ha usato le risorse per creare/migliorare l’e-commerce (23%), per attività di marketing digitale (19%) e per formazione (16%).

Sono soprattutto i mutui e i finanziamenti a lungo termine sopra i 5 anni gli strumenti usati dalle imprenditrici che hanno richiesto anche la quota maggiore di finanziamento Covid con il 100% di garanzia statale. Il 72% delle ditte individuali prevede di richiedere un finanziamento. Sono le imprese femminili però quelle più decise: il 33% prevede di richiedere un finanziamento nei primi mesi del 2021. Mentre il 39% di quelle maschili pensa di non averne bisogno. Anche sull’ammontare, l’87% delle intervistate ritiene di aver bisogno di una cifra tra i 25k e i 100k euro.

Fondamentale per le imprenditrici che il finanziamento sia veloce, che abbia una durata congrua, che sia flessibile, semplice e che non ci sia documentazione da anticipare (11%). L’atteggiamento nella ricerca di un finanziamento è molto proattivo nelle imprese femminili: tra i canali consultati al 1° posto c’è quello digitale.

Donne più orientate a investire sul futuro

“Se è vero che l’imprenditoria femminile è stata una delle più colpite da questa pandemia è anche vero che uno dei comparti che più si sta muovendo attivamente per uscire da questa crisi, ecco perché è importante mettere in piedi un sistema di sostegno con forti incentivi a loro dedicati. Credo che il fintech, in questo momento, possa fare la differenza e mettere in atto una serie di azioni concrete, flessibili, immediate, semplici da usare – dichiara Ignazio Rocco, CEO e Co-Founder di Credimi –. Credimi è in prima linea sul fronte di questa ripartenza. Abbiamo appena lanciato un finanziamento dedicato alle ditte individuali e stiamo lavorando per far arrivare anche alle imprese più piccole un sistema di consulenza a loro dedicata”.

“Come ci si poteva aspettare, tenendo conto del ritardo strutturale nel mondo del lavoro e dell’impresa, non certo imputabile alle donne, l’imprenditoria femminile ha sofferto di più dell’impatto della pandemia – dice Bruno Lagomarsino di Nextplora. Tuttavia, i dati dell’Osservatorio Credimi confermano una particolare capacità di reazione delle donne frutto di una visione più lungimirante. Ad esempio, emerge come la quota di imprenditrici che utilizzerebbe il finanziamento per la formazione del personale è quattro volte superiore a quella delle imprese non femminili. Le donne anche, in un momento di difficoltà straordinario, sono più propense a investire positivamente sulla costruzione del futuro”.

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