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MERCATI

Tech sugli scudi, per gli italiani è uno dei settori più vitali dell’economia

Secondo una ricerca di Omnicom Pr Group il mercato tecnologico è al terzo posto dopo automotive e fashion. Ma c’è da migliorare il customer care. E si può fare di più anche sul fronte dell’innovazione di prodotto

15 Feb 2019

Con il 34% dei consensi, i consumatori esperti italiani considerano il settore tech come uno dei più vitali del Paese, dopo Automotive e Fashion. Un assunto che nasce dalla convinzione che le aziende che ne fanno parte si siano mosse nella giusta direzione negli ultimi sei-dodici mesi. Una percezione supportata da consensi sulla comunicazione credibile da parte delle aziende del settore (+6,1%) e dal giudizio positivo sul top management delle aziende, capace non solo di garantire performance economiche oltre le aspettative (+4,2%), con evidenti benefici anche sulle comunità in cui le aziende operano (+3,3%), ma anche di agire nel complesso in maniera corretta (+0,9%). A rivelarlo è un’indagine realizzata da Omnicom Pr Group – società di consulenza strategica in comunicazione con circa 7 mila addetti nel mondo – che per la prima volta ha analizzato nove settori chiave dell’economia italiana, con una rappresentanza di 81 brand, attraverso le lenti attente di oltre mille consumatori “esperti”. Stando ai risultati del sondaggio, la reputazione di un brand dipende per il 29% dall’impatto sociale della marca, mentre i dipendenti sono le fonti di informazioni più credibili col 39% dei consensi, seguiti da carta stampata (24,8%) e Tv (24,7%)

La percezione positiva rispetto all’attuale stato dell’ambito tecnologico è bilanciata da una valutazione negativa rispetto alle attese, a partire proprio dall’elemento caratterizzante di questa industry: l’innovazione di prodotto e servizio (-3,4%). Tecnologie come Artificial intelligence, Blockchain, IoT, ma anche gli strumenti a supporto della Digital transformation nella Pubblica Amministrazione, hanno infatti creato aspettative elevate, ancora però non completamente apprezzabili dagli utenti. C’è poi il tema del benessere dei dipendenti, la seconda priorità in ordine di importanza per questo comparto (- 3,2%). In questo senso alcune notizie circolate su possibili rimodulazioni della forza lavoro e l’apertura di alcune vertenze occupazionali possono aver inciso negativamente sul parere espresso dal panel degli intervistati. Migliorabile anche l’aspetto del customer care (-2,9%), in cui forse la strada da seguire è quella del corretto mix tra l’utilizzo di chatbot più efficienti grazie all’AI e l’empatia garantita dal contatto con un operatore “umano”. Maggiore attenzione, infine, è attesa nel campo del rispetto ambientale (- 3,0%), con la richiesta di un più ampio ricorso a fonti rinnovabili e a un approvvigionamento di materie prima che impatti sempre meno sull’ambiente.

“La survey ci restituisce un quadro del sentiment verso il settore tecnologico interessante e tutt’altro che scontato”, afferma in una nota Eros Bianchi, Technology Industry Lead di Omnicom PR Group. “Se oggi la tecnologia si dimostra sempre più pervasiva rispetto alle nostre attività quotidiane – si pensi ai device legati a smart home, healthcare, fitness – è altrettanto evidente come dai player del settore ci si attenda un’innovazione costante e concretamente esperibile. Altro elemento di importanza capitale è il fattore umano: le aziende di tecnologia sono percepite come economicamente solide e performanti. L’elemento umano deve essere sempre mantenuto al centro e su di esso deve essere costruito ogni progresso tecnologico”.

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