IL FUTURO

Telecom, call center e piano industriale: il governo pronto al confronto

Il ministero dello Sviluppo economico aprirà un tavolo con l’azienda e i sindacati sul futuro dell’azienda. Slc, Fistel e Uilcom: “Garantire occupazione e crescita”. Faro anche la questione dello spin off del caring: in ballo 9mila posti di lavoro

03 Lug 2015

Federica Meta

Lo spin off dei call center di Telecom Italia “è inaccettabile”. Lo hanno i sindacati che oggi al ministero dello Sviluppo economico hanno incontrato Telecom Italia. “Abbiamo espresso le nostre forti preoccupazioni – racconta Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom – su questa vicenda che, se non gestita in modo ragionevole e produttivo, potrebbe portare alla societarizzazione di tutto il Caring, provvedimento per noi inaccettabile”.

A febbraio Telecom Italia aveva annunciato lo spin off dei call center. La compagnia, dopo aver preso atto dell’esito negativo del referendum svolto tra i lavoratori nel mese di gennaio relativo all’ipotesi di accordo raggiunto il 18 dicembre per la Divisione Caring Services, aveva comunicato alle organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil di voler avviare l’implementazione degli accordi siglati precedentemente con gli stessi sindacati il 27 marzo del 2013. Il procedimento – come spiegava una nota Telecom – prevede una razionalizzazione delle sedi territoriali di Caring Services, con la chiusura di alcuni presidi e la costituzione di una distinta società per l’erogazione dei servizi di caring alla clientela. La newco – stando ai piani di Telecom – dovrà essere operativa entro l’estate.

Nell’attesa della soluzione del problema, i sindacati hanno evidenziato “la necessità di un confronto anche sul Piano Industriale di Telecom alla luce delle recenti notizie da parte del Governo sul difficile reperimento di risorse economiche affinché molte Società, tra le quali la stessa Telecom Italia, potessero avviare un serio ricambio generazionale”, puntualizza Ugliarolo.

La necessità di analizzare la situazione di Telecom Italia nel suo complesso la sottolinea anche la Slc Cgil. “La societarizzazione del caring è l’ultimo dei problemi– dice Michele Azzola, segretario nazionale della Slc Cgil – In Telecom stanno avvenendo cose importanti che non riguardano solo lo sviluppo della banda ultralarga ma anche la possibilità che l’azienda si trasformi in veicolo di contenuti, soprattutto con l’ingresso di Vivendi. In questo senso ci interessa un confronto stretto con il governo per capire come e se intende affrontare la questione”.

Stesso discorso per il tema dell’intervento sui guasti delle reti degli Olo. “Non vogliamo entrare nel merito di quello che deciderà Agcom – spiega Azzola – ma è certo che anche in questo caso il governo deve battere in colpo dato che sono a rischio 5mila lavoratori specializzati”. Non ultimo problema fa affrontare quello della fine della solidarietà espansiva.

“Il governo ha mostrato disponibilità – conclude il sindacalista – proponendo l’apertura di un tavolo con il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, per discutere del problema della manutenzione della rete e uno, appunto sul Caring che però, come Cgil, crediamo vada affrontato nel quadro più complesso del futuro di Telecom”.

Alla fine dell’incontro il ministero si è dichiarato disponibile all’apertura, a breve, di un nuovo tavolo con la presenza del ministro Federica Guidi sul futuro di Telecom.

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Vito Vitale segretario della Fistel Cisl dà “un giudizio positivo sul confronto. E’ stato rimesso al centro delle relazioni il futuro del caring (i call center, ndr) ma al contempo si è elevato il tavolo di confronto, con l’impegno del Ministero a una discussione anche di politica industriale”. Il sindacalista infine si dice soddisfatto dell’intesa unitaria tra le sigle, fondamentale in un momento come questo per il futuro dell’azienda.

Il segretario generale dell’ Ugl Telecomunicazioni Stefano Conti evidenzia come la richiesta di questo tavolo nasca dall’esigenza di tutelare dalla societarizzazione gli oltre 9mila lavoratori di quel settore, ma debba inevitabilmente proseguire trattando i temi che rappresenteranno il futuro dell’azienda.
“Le misure del Governo previste per lo sviluppo della Banda Ultra Larga ed il coinvolgimento strategico di Telecom Italia nella realizzazione di questo progetto, i nuovi assetti societari con l’ingresso di Vivendi, il ruolo che l’Azienda dovrà svolgere nei prossimi mesi e soprattutto la difesa del perimetro occupazionale, sono argomenti dei quali bisogna discutere e confrontarsi da subito – ricorda Conti – Dal canto suo il Mise ricordando l’importanza di Telecom Italia per il Paese, anche per il ruolo centrale dovuto alla propria infrastruttura di Rete, ha recepito l’importanza di questa vertenza, rendendosi disponibile ad organizzare nei prossimi giorni un incontro alla presenza del ministro Guidi”.