Telecom nella morsa francese. E ora che succede? - CorCom

IL CASO

Telecom nella morsa francese. E ora che succede?

Niel (Iliad) in quota 11,2%. Patto segreto con Bolloré per prendere il controllo totale evitando l’Opa? La Consob indaga e intanto si fanno strada anche altre ipotesi fra cui lo zampino di Sawiris. E il governo italiano che fa?

29 Ott 2015

Mila Fiordalisi

Xavier Niel è il nuovo azionista “forte” di Telecom Italia con l’11,2%. Una notizia “bomba” per diverse ragioni. Intanto il fatto che un altro francese entri nell’azionariato “affiancando” i connazionali di Vivendi che hanno il 20%, ha fatto da subito pensare a un doppio binario di ipotesi: se è vero che la storica inimicizia fra Vincent Bolloré e Xavier Niel farebbe allontanare l’ipotesi di un “patto” segreto per prendersi il timone di Telecom senza l’obbligo dell’Opa, escludere qualcosa in questi casi non aiuta a venirne a capo. Ad ogni modo la notizia è piaciuta al mercato: il titolo Telecom ha guadagnato addirittura l’8,7%.

Secondo Patuano fra i due francesi non ci sarebbe alcun “legame”. La Consob però ha deciso di vederci chiaro e sta indagando sulla questione, nonostante lo stesso Bolloré abbia tentato di liquidare la questione. “Non c’entro nulla”, ha detto dopo il tourbillon di voci che si sono rincorse. E se non c’entra Bolloré come stanno le cose? C’è chi propende per un’ipotesi da colpo di scena: dietro l’operazione ci sarebbe lo zampino di Nagub Sawiris l’ex patron di Wind che non è mai riuscito, nonostante svariati tentativi, a entrare in Telecom. Anche perché Xavier Niel e Naghub Sawiris sono in ottimi rapporti di amicizia.

Se così fosse sarebbe una bella rivincita per il magnate egiziano. Comunque stiano le cose la questione non è di poco conto eppure per il momento nessun esponente politico né tantomeno il governo si sono espressi. Asati, l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti Telecom, ha evidenziato “l’assordante silenzio della politica” e da parte loro i sindacalisti della Slc-Cgil hanno “richiamato” all’azione il governo: “In gioco c’è il futuro del Paese”. Sulla necessità di vigiliare sull’operazione concorda anche la Uilcom. Secondo il segretario generale, Salvo Ugliarolo, “è necessaria una grande attenzione del governo sul futuro di un’azienda strategica per il Paese”. A questo proposito Ugliarolo ricorda che “abbiamo fatto bene a firmare l’accordo sui 2600 esuberi perché, in questo modo, abbiamo messo in salvo il perimetro occupazionale anche in vista di eventuali assetti azionari”.

Ma chi è Xavier Niel? Imprenditore di successo, dal Minitel venduto un anno prima dello sgonfiamento della bolla Internet, il lancio di Iliad ed il decollo di Free. Ma nel suo passato c’è anche qualche macchia.