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LA CRISI

Toshiba, profondo rosso: buco monstre da oltre 7 miliardi

Il colosso giapponese annuncia i dati preliminari per l’anno fiscale 2016: grave perdita a causa delle svalutazioni del business nucleare e patrimonio in passivo per 3 miliardi. Intanto Western Digital punta i piedi e chiede l’esclusiva sulla vendita della divisione chip

15 Mag 2017

Andrea Frollà

Perdita record, che porterà al terzo anno consecutivo in rosso, e vendita delle divisione chip che rischia di andare per le lunghe. La luce in fondo al tunnel appare davvero lontano per Toshiba, che si si avvia ad archiviare un 2016 terribile. Il colosso giapponese ha infatti annunciato i dati preliminari dell’esercizio annuale chiuso al 31 marzo scorso, che evidenziano una perdita di 7,65 miliardi di euro a causa delle massicce svalutazioni delle attività nucleari statunitensi della controllata Westinghouse.

Il risultato negativo, che va oltre il raddoppio della perdita dell’esercizio 2015, conferma le proiezioni anticipate lo scorso mese che non avevano ottenuto l’approvazione dei revisori. “Compiremo ogni sforzo per cooperare con la società di revisione PwC Aarata sui conti ancora in attesa di conferma”, ha dichiarato in conferenza stampa Satoshi Tsunakawa, presidente della compagnia che recentemente ha anche annunciato un piano di ristrutturazione che prevede la separazione delle principali attività.

Il passivo di bilancio non è l’unico dato negativo dell’esercizio, anzi. Preoccupa molto anche la situazione patrimoniale, in passivo di oltre 3 miliardi che secondo Toshiba rimarrà tale anche per l’anno fiscale 2017. Una situazione che mette il titolo della compagnia a rischio delisting. L’uscita dalla Borsa di Tokyo potrebbe essere scongiurata dalla vendita della divisione chip, la cui valutazione supera i 15 miliardi. Il condizionale è d’obbligo, visto che dopo la raccolta degli interessamenti e delle offerte preliminare, tra cui spiccano quelli di Foxconn e Broadcom, il processo di vendita è arrivato a una fase di stallo.

Lo stop è dovuto al fatto che Western Digital, partner commerciale di Toshiba con cui gestisce uno stabilimento di memorie a Yokkaichi, si è rivolto alla Corte internazionale di Giustizia di Parigi per una competenza arbitrale. L’obiettivo della compagnia, che si è spesa per cercare l’appoggio del governo in un eventuale deal, è bloccare la vendita della divisione dei chip e ottenere diritti esclusivi di negoziazione. Toshiba ha minacciato di rispondere alle interferenze nelle trattative con la cessazione delle attività di collaborazione e il divieto di accesso agli impianti degli operai della Western Digital.

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