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LA GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Trump all’attacco di Google & Co., pronta un’ordinanza contro le piattaforme online

Il presidente Usa dà seguito alle accuse di manipolazione dell’informazione. In cantiere un ordine esecutivo che dà mandato alle agenzie federali di indagare sugli algoritmi utilizzati dalle digital company

24 Set 2018

La Casa Bianca contro Facebook, Google & Co. Dopo le accuse di diffondere fake news e manipolare l’opinione pubblica a scapito delle strategie del governo, Donald Trump si prepara a emettere un ordine esecutivo grazie al quale le agenzie federali antitrust e le forze dell’ordine potranno indagare su eventuali comportamenti “in violazione delle leggi” delle digital company (pur senza citare esplicitamente nessuna di esse) improntati al “pregiudizio”.

Trump in più di un’occasione si è fatto sentire contro le piattaforme, accusate di essere “totalmente discriminatorie” contro la parte conservatrice del Paese e di alimentare false notizie online. Due giorni fa il Wall Street Journal ha scritto che i dipendenti di Google avevano discusso come ritoccare le ricerche per contrastare iniziative come il bando dei musulmani. Le compagnie digitali hanno smentito simili operazioni durante recenti audizioni al Congresso, ma hanno ammesso di non aver preso misure adeguate per contrastare le fake news.

Funzionari della Casa Bianca dicono che l’ordine è ancora nelle sue fasi iniziali e non è stato gestito da altre agenzie governative. Il vice segretario stampa della Casa Bianca, Lindsey Walters, ha dichiarato a Bloomberg che il documento non è il risultato di un processo decisionale ufficiale della Casa Bianca. 

Il progetto di decreto prevede che qualsiasi azione svolta dalle agenzie federali debba essere “coerente con altre leggi”, come l’indipendenza delle forze dell’ordine statunitensi o il Primo Emendamento, che protegge le opinioni politiche dalla regolamentazione governativa. “A causa del loro ruolo fondamentale nella società americana, è essenziale che i cittadini americani siano protetti da atti anticoncorrenziali svolti dalle piattaforme online dominanti”, continua l’ordine. Aggiunge che il danno al consumatore potrebbe derivare “dall’esercizio di pregiudizi”.

Il procuratore generale Jeff Sessions si sta preparando per un briefing del 25 settembre  da parte di procuratori generali dello stato che stanno già indagando sulle pratiche delle aziende tecnologiche. L’incontro aiuterà le Sessioni a decidere se c’è un caso federale contro le società dei social media.

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