Twitter a secco di pubblicità, parte la caccia agli inserzionisti - CorCom

Twitter a secco di pubblicità, parte la caccia agli inserzionisti

Lanciati nuovi prodotti per ampliare video adv. Lo spazio per crescere ancora è enorme. Ma il segreto, dicono gli analisti, sarà diversificarsi dalla concorrenza

16 Set 2014

Patrizia Licata

Non solo cinguettii: Twitter sta rafforzando con una precisa strategia il suo business lanciando nuovi prodotti e servizi che servono a puntellare le sue entrate e il valore delle azioni. Nelle ultime settimane sono entrati in attività le video ads e il pulsante “Buy” per fare acquisti tramite Twitter e l’azienda si aspetta anche grazie a queste novità di raddoppiare quest’anno il fatturato portandolo a 1,4 miliardi di dollari.

Il mercato, nota oggi un’analisi del Financial Times, approva queste mosse. Le azioni hanno guadagnato il 50% negli ultimi tre mesi. E c’è ancora spazio per crescere. La spesa in pubblicità digitale varrà 140 miliardi di dollari nel mondo quest’anno e per ora Twitter cattura appena l’1% della torta.

L’azienda dei cinguettii appare del resto ancora un “nano” in confronto a giganti quali Facebook e Google: ha un quinto degli utenti del social network di Mark Zuckerberg e le sue revenues sono un quarantesimo di quelle di Big G. Questi concorrenti offrono servizi per la pubblicità simili a quelli di Twitter, compresi video ads e pulsanti per gli acquisti.

Gli inserzionisti sono ansiosi di farsi vedere e trovare sui social media per cui, al momento, quasi qualunque strumento o piattaforma che Twitter compri o sviluppi internamente sarà bene accolta, purché dia all’azienda più spazi pubblicitari da vendere. Tuttavia, nota il Financial Times, Twitter deve assicurarsi di avere prodotti che continuino a funzionare anche dopo che sarà passata la prima ondata di entusiasmo verso la pubblicità sui social media. Potrebbe per esempio fare di più per mettere in luce i suoi punti di forza, come gli eventi live: durante la finale dei Mondiali di calcio, Twitter ha registrato 4,4 miliardi di pagine viste sui suoi siti. Ciò ha aiutato a far salire le revenues e Twitter può lavorare per sfruttare queste occasioni e trasformarle in macchine da soldi.

Qualcosa in cantiere ci potrebbe essere. Twitter si prepara a emettere un bond convertibile da 1,8 miliardi di dollari e il nuovo capitale si aggiunge ai suoi 2 miliardi in contanti e a un altro miliardo come parte non utilizzata di una forma di credito. Sono circa 5 miliardi di dollari: come potrebbe utilizzarli Twitter? Per il Financial Times, per comprare attività nella musica e nel video, oppure un gruppo dei contenuti come Buzzfeed.

Di recente è entrato in Twitter un nuovo chief financial officer, Anthony Noto, proveniente da Goldman Sachs. L’entusiasmo che il mercato sta dimostrando verso la sua azienda gli dà una molteplicità di opzioni ma, a detta degli analisti, dovrebbe lavorare per rendere Twitter non tanto più grande quanto diversa dalla concorrenza.