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SOCIAL LOBBY

Zuckerberg all’attacco di Warren: in un audio segreto minaccia causa

La candidata alla presidenza Usa non piace al numero uno di Facebook: gli “spezzatini” rischiano di depotenziare i colossi del Web ed eventuali misure stringenti in chiave privacy e sicurezza avrebbero un impatto notevole sul business. E arriva subito la controreplica su Twitter

02 Ott 2019

Antonio Dini

Sembra quasi un fatto personale. E per Mark Zuckerberg in effetti lo è. Il tormentone che dice che le aziende del tech sono troppo grandi e dovrebbero essere divise almeno in due, secondo le principali linee di business, nelle primarie dei democratici per la Casa Bianca in corso in questi mesi è impersonificato da Elizabeth Warren, candidato donna che ha fatto del “break up” la sua bandiera per la campagna presidenziale.

Per la Warren quindi Google dovrebbe essere diviso in due società: una per il motore di ricerca e l’altra per l’advertising; Apple tra produttore di hardware e fornitore di software e servizi; Microsoft tra software b2b e b2c; Amazon tra retail e servizi cloud. E Facebook direttamente in due, messaggistica da una parte, social dall’altra, oppure pubblicità di qua e social di là. In ogni caso quanto basta per provocare le reazioni tutt’altro che moderate di Mark Zuckerberg.

Il giovane fondatore di Facebook non ci sta e ha dichiarato già a luglio agli impiegati dell’azienda che sarebbe andato sino in fondo pur di sconfiggere la candidatura di Elizabeth Warren alla presidenza degli Stati Uniti, ben consapevole che una sua eventuale elezione sarebbe stata una grande iattura per il suo business.

“Se Warren – ha detto Zuckerberg nell’intervento che è stato registrato e solo recentemente è stato diffuso anonimamente ai mezzi di comunicazione – verrà eletta presidente, scommetto che avremmo una causa e scommetto che la vinceremmo. Però questo per noi sarebbe lo stesso una cosa molto negativa. Voglio dire, non voglio avere una causa legale contro il nostro governo”.

Nell’audio poi Zuckerberg ha detto che la frammentazione delle grandi aziende tecnologiche renderebbe le interferenze elettorali “più probabili perché le aziende non potrebbero più coordinarsi e lavorare insieme”. Zuckerberg anche detto che l’investimento di Facebook sulla sicurezza è maggiore di tutti i ricavi di Twitter, notizia che è stata accolta con molte risate nella registrazione.

La Federal Trade Commission (Ftc) ha aperto un’indagine antitrust su Facebook e c’è un’altra indagine in corso da parte di un gruppo di procuratori di stato guidati da quello di New York. “Il vero problema – ha risposto via Twitter la senatrice Warren – è se non cambiamo un sistema corrotto che consente alle aziende gigantesche come Facebook di impegnarsi in pratiche anticoncorrenziali illegali e calpestare i diritti alla privacy dei consumatori”.

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