IL PROVVEDIMENTO

Data governance act: rafforzate le misure per i player extra-Ue

L’Europarlamento approva la legge per lo sharing delle informazioni all’interno dei Paesi dell’Unione: più stringente il perimetro di applicazione per evitare abusi o scappatoie da parte delle imprese non europee

06 Apr 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Il Parlamento europeo ha approvato il Data Governance Act (Dga), l’atto sulla governance dei dati che mira ad aumentare la condivisione e il riuso dei dati all’interno dell’Unione. Dopo l’accordo provvisorio raggiunto con il Consiglio dell’Ue alla fine del 2021 l’Europa va avanti con una misura che intende accrescere la fiducia dei cittadini sulla sicurezza dello sharing dei dati e apre la strada alla strategia europea sulla data economy.

L’Europa vuole dar vita un ambiente fondato sulla fiducia o trust per facilitare l’uso dei dati per la ricerca e lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti innovativi.

Durante i negoziati con i ministri Ue il Parlamento ha ottenuto che non ci fossero scappatoie per permettere agli operatori dei Paesi non-Ue di abusare del sistema, rafforzando le disposizioni sulla fiducia e sull’accesso equo, oltre a requisiti precisi per stabilire quali servizi rientreranno nel campo di applicazione delle nuove regole.

Il testo è stato approvato con 501 voti favorevoli, 12 contrari e 40 astensioni.

Gli obiettivi del Data governance act

Come si legge nella nota dell’Europarlamento, il Data governance act mira a creare nuove norme Ue sulla neutralità dei mercati dei dati, favorire il riutilizzo di alcuni dati detenuti dal settore pubblico e creare spazi europei dei dati in settori strategici

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I deputati hanno sostenuto l’idea di sfruttare il potenziale dei dati messi a disposizione su base volontaria dagli interessati per finalità di interesse generale, come la ricerca scientifica, l’assistenza sanitaria, la lotta ai cambiamenti climatici o il miglioramento della mobilità.

In aggiunta, le organizzazioni di intermediazione e quelle per l’altruismo dei dati riconosciute nell’Unione avranno una maggiore visibilità e useranno un logo comune riconoscibile in tutta l’Unione che certifichi la loro conformità al Dga.

Inoltre, gli enti pubblici non potranno creare diritti esclusivi di riutilizzo di alcuni dati. Il periodo di esclusiva sarà limitato a 12 mesi per i nuovi contratti, e a due anni e mezzo per quelli esistenti, così da rendere un maggior numero di dati accessibili a start-up e piccole e medie imprese.

Il trust al centro delle regole sul data sharing

La relatrice Angelika Niebler (Ppe, Germania) ha dichiarato: “Il nostro obiettivo con il Dga è quello di porre le basi per un’economia dei dati di cui le persone e le imprese possano avere fiducia. La condivisione dei dati può svilupparsi solo se fiducia ed equità sono garantite, stimolando nuovi modelli di business e l’innovazione sociale. L’esperienza ha dimostrato che la fiducia – che si tratti di fiducia nella privacy o nella riservatezza dei dati aziendali di valore – è un tema fondamentale. Il Parlamento ha insistito su un campo di applicazione chiaro, assicurandosi che il principio della fiducia sia iscritto nel futuro dell’economia dei dati in Europa.”

Ha poi aggiunto: “Siamo all’inizio dell’era dell’Ai e l’Europa avrà bisogno di sempre più dati. Questa legislazione dovrebbe rendere facile e sicuro attingere ai numerosi bacini di dati sparsi in tutta l’Ue. La rivoluzione dei dati non aspetterà l’Europa. Dobbiamo agire ora se le aziende digitali europee intendono avere un posto tra i migliori innovatori digitali del mondo”.

Il testo dovrà ora essere adottato formalmente dal Consiglio Ue ed entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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