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BILANCIO 2021-2027

Sprint della Ue sul digitale: le risorse superano i 12 miliardi

Nel Bilancio 2021-2027 la Commissione propone di raddoppiare i fondi del programma Cef, che riguarda anche energia e trasporti, con risorse pari a 42,3 miliardi, di cui 3 destinate alle reti ultraveloci. Oltre 9 miliardi per il primo programma paneuropeo per lo sviluppo dell’Ict: focus su AI, cybersecurity, competenze e PA

06 Giu 2018

Raddoppiare i fondi a sostegno degli investimenti nelle reti infrastrutturali, comprese quelle digitali, e istituire un programma paneuropeo per il digitale. Lo ha proposto oggi la Commissione Ue, nell’ambito del bilancio Ue 2021-2027. In base a quanto si legge nel comunicato ufficiale, “l’Esecutivo Ue vuole rinnovare il Connecting Europe Facility (Cef), con 42,3 miliardi di euro a sostegno di investimenti nelle reti infrastrutturali europee per i settori dei trasporti (30,6 miliardi), dell’energia (8,7 miliardi) e del digitale (3 miliardi)”.

La dotazione risulta aumentata del 47% rispetto al periodo 2014-2020. Un incremento, sottolinea la Commissione, “che dimostra l’impegno dell’Ue a favore di un’Unione ben collegata e integrata in cui i cittadini e le imprese possono beneficiare appieno della libera circolazione e del mercato unico“.

Entrando nel dettaglio il Cef sosterrà la creazione di infrastrutture digitali di ultima generazione, che rappresentano il fondamento di un mercato unico digitale operativo.

“La digitalizzazione dell’industria europea e la modernizzazione di settori come i trasporti, l’energia, la sanità e la pubblica amministrazione -spiega la Commissione – si basano sulla concessione di un accesso universale a reti ad alta e ad altissima capacità affidabili, di costo ragionevole e di qualità”. Dato il continuo aumento della domanda di reti e infrastrutture ad alta capacità per le comunicazioni elettroniche, il nuovo meccanismo per collegare l’Europa “dedicherà maggiore importanza alle infrastrutture per la connettività digitale”.

Inoltre si propone di istituire il primo programma paneuropeo per lo sviluppo del digitale con un pacchetto di investimenti da 9,2 miliardi di euro. La proposta della Commissione Ue, spiega una nota, si articola in cinque aree: supercomputer e trattamento dei dati con 2,7 miliardi disponibili, intelligenza artificiale con 2,5 miliardi, cybersicurezza e fiducia con 2 miliardi, competenze digitali dei lavoratori con 700 milioni e 1,3 miliardi per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici.

“Avere a disposizione il primo programma digitale paneuropeo è un passo importante per rafforzare la leadership mondiale dell’Europa nel conseguimento della trasformazione digitale”, commenta la Commissaria Ue responsabile per l’Economia e le società digitali, Mariya Gabriel. “Investiremo in capacità digitali strategiche essenziali – prosegue Gabriel -, come l’intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni e la cibersicurezza, e, come sempre in tutte le nostre iniziative in campo digitale, i cittadini europei saranno al centro. Uno dei principali pilastri del programma è l’investimento a favore dei nostri cittadini affinché acquisiscano le competenzeavanzate, necessarie per accedere alle più recenti tecnologie e per usarle”.

La proposta della Commissione Ue, prosegue la nota, mirerà a sviluppare un’infrastruttura di dati e supercomputer di livello mondiale con capacità a esascala, ossia un miliardo di miliardi di calcoli al secondo, entro il 2022/2023, e strutture di calcolo post esascala entro il 2026-2027, dotando l’Ue di un proprio parco tecnologico autonomo e concorrenziale che le consentirà di conseguire l’eccellenza in applicazioni di supercalcolo ampliandone al contempo la disponibilità e l’uso. Le iniziative previste si baseranno sulla strategia europea nel settore dei supercalcolatori che consentirà all’Ue di progredire in molti settori: dall’assistenza sanitaria alle energie rinnovabili, dalla sicurezza dei veicoli alla cibersicurezza. Europa digitale permetterà alle autorità pubbliche e alle imprese, soprattutto quelle più piccole, di avere un migliore accesso alle strutture di prova e sperimentazione in intelligenza artificiale negli Stati membri, mentre maggiori investimenti in ricerca e innovazione nell’ambito di Orizzonte Europa assicureranno che l’Ue rimanga all’avanguardia degli sviluppi scientifici e tecnologici nel campo dell’intelligenza artificiale. La Commissione propone di creare ‘biblioteche europee’ comuni di algoritmi accessibili a tutti, per aiutare i settori pubblico e privato ad individuare e acquisire le soluzioni più adatte alle loro esigenze. Piattaforme aperte e accesso a spazi industriali di dati per l’intelligenza artificiale saranno resi disponibili in tutta l’Ue in poli di innovazione digitale, che forniranno strutture di prova e di conoscenza alle piccole imprese e agli innovatori. Nel programma, inoltre, i poli di innovazione digitale svolgeranno programmi mirati per aiutare le piccole e medie imprese e le pubbliche amministrazioni a fornire al proprio personale le competenze avanzate necessarie per poter accedere alle nuove opportunità offerte dal supercalcolo, dall’intelligenza artificiale e dalla cibersicurezza.

L’aumento dei fondi Ue per il digitale fa il paio con quello destinato a media e cultura. Nel bilancio pluriennale 2021-2027 la Commissione europea punta ad aumentare i fondi per il programma Europa creativa, portando il budget a 1,85 miliardi di euro dagli attuali 1,46 miliardi.

La maggior parte delle risorse sarà destinata a finanziare progetti audiovisivi e incentivare la competitività del settore in Europa. Secondo la proposta avanzata dalla Commissione, infatti, al programma Media andranno 1.080 miliardi per sostenere lo sviluppo, la distribuzione e la promozione di film, programmi televisivi e videogiochi europei. Nei prossimi anni aumenteranno gli investimenti nella promozione e nella distribuzione di opere e narrativa innovativa europee, compresa la realtà virtuale, a livello internazionale. Sarà creato un repertorio online di film dell’Ue per rafforzare la visibilità e l’accessibilità delle opere europee.

Altri 609 milioni del nuovo bilancio saranno riservati alla cultura, per istituire e promuovere progetti, reti e piattaforme di cooperazione. L’idea è quella di collegare tra loro gli artisti di talento presenti in tutta Europa e agevolare la cooperazione transfrontaliera dei creatori. Gli ultimi 160 milioni saranno destinati alle piccole e medie imprese e alle altre organizzazioni attive nel settore.

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