Bitcoin, brusco calo dopo il record storico. Continua la volatilità - CorCom

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Bitcoin, brusco calo dopo il record storico. Continua la volatilità

Discesa del 14% della criptovaluta più famosa del mondo, dopo aver toccato un massimo di 33.670 dollari: chiusura a -8%. Per i trader la causa è l’instabilità dell’asset, che ha appena spento le 11 candeline dalla prima emissione arrivando a 34.800 dollari di valore

04 Gen 2021

Veronica Balocco

Brusco calo oggi del bitcoin: la criptovaluta ha perso terreno dal massimo record di 34.800 dollari toccato ieri, scendendo di oltre il 14% dopo aver raggiunto un massimo di 33.670 dollari. E mentre i trader citano la volatilità nei mercati dei futures ad alta leva, si è così cancellata più della metà del suo rally di Capodanno: il bitcoin è infine sceso dell’8% a 30.542 dollari.

“Una mossa tecnica”

Secondo i trader, il calo del bitcoin non è insolito: “È ancora un asset inevitabilmente volatile per sua natura”, ha affermato Joseph Edwards del brokeraggio crittografico Enigma Securities. “Per la maggior parte, questa sembra una mossa puramente tecnica, segnalata e causata da euforia a breve termine”, ha aggiunto.
Anche le monete più piccole che spesso si muovono in tandem con il bitcoin sono diminuite, anche se non così bruscamente. Ethereum, il secondo più grande, è sceso dell’1% dopo aver toccato un massimo in tre anni di 1.170 dollari.

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Ad alimentare il rally di bitcoin è stata la percezione che questa criptovaluta possa fungere da copertura contro il rischio di inflazione, mentre i governi e le banche centrali attivano gli stimoli per contrastare l’impatto economico della pandemia Covid-19.
L’avanzata del bitcoin ha anche riflesso le aspettative che diventerà un metodo di pagamento mainstream. Non a caso, il suo potenziale di guadagni rapidi ha attirato la domanda di grandi investitori statunitensi.

Una storia iniziata il 3 gennaio 2010

Il record toccato ieri è coinciso con l’undicesimo anniversario della prima emissione della criptovaluta più conosciuta al mondo. Per capire quanto poco valesse il bitcoin agli esordi, basti pensare alla sua prima transazione come valuta di scambio: 10mila bitcoin bastarono a un programmatore negli Stati Uniti per acquistare due pizze nel maggio 2010. Pochi mesi dopo, però, un bitcoin veniva già scambiato con mezzo dollaro.

Sarà nel febbraio del 2011 che la sua quotazione sarà pari con la moneta statunitense: un bitcoin, un dollaro. Da quel momento in poi, il suo valore è cresciuto nel tempo, arrivando a quota 100 dollari nell’aprile del 2013. Nello stesso mese esplode la prima bolla del bitcoin: sale a 266 dollari per poi crollare di oltre il 60%. Tra alti e bassi, a novembre tocca un record storico: 1.206 dollari, valore poi attenuato dall’intervento di Pechino per contrastare la criptovaluta, portandola intorno ai mille dollari.

Sarà il 2014 ad essere ricordato come l’anno peggiore per la criptovaluta: l’arresto dell’ad di BitInstant per riciclaggio e lo stop alle transazioni deciso dal sito di scambi MtGox porta al crollo del bitcoin, che passa da 938 dollari a 111 dollari in meno di un mese, per poi assestarsi nel corso dell’anno a 330 dollari. Nel 2016 l’adozione da parte di alcuni negozi online del bitcoin come valuta per gli acquisti e l’accettazione da parte della banca centrale del Giappone del ruolo della criptovaluta fanno sì che il valore riprenda la sua corsa, chiudendo l’anno a 959 dollari.

Sintomi di volatilità

Sarà invece il biennio 2017-2018 quello che mostrerà l’estrema volatilità del bitcoin: l’enorme interesse da parte degli investitori quando la moneta venne ‘divisa’ in due (Btc e Bch) fa salire nei primi mesi del 2017 il valore a quasi 5mila dollari. A fine anno tocca il record di 19.800 dollari. A inizio 2018 cala leggermente (17mila) per poi crollare a meno della metà. Poi risale ancora a 11mila e a luglio si stabilizza a poco oltre 8180 euro. A fine anno esplode la bolla prevista da alcuni analisti: il bitcoin chiude il 2018 ad “appena” 3.200 dollari. A metà 2019, tra alti e bassi, un bitcoin arriva a toccare i 12.500 dollari dopo aver iniziato l’anno intorno ai 4mila. Ancora lontani i valori del picco del 2017 ma si tratta, comunque, di un segnale di ripresa del trend. A fine anno la criptovaluta si attesta su cifre attorno ai 7mila dollari.

2020: l’anno del boom (+279%)

Il 2020 è stato, infine, quello che si può definire ‘l’anno del bitcoin’, con un aumento del 279% nel corso dei 12 mesi, sfondando quota 20mila per la prima volta a dicembre e toccando a fine mese quasi i 30mila. Un trend confermato sino a ieri: il 2 gennaio il bitcoin ha sfondato quota 30 mila dollari, guadagnando quasi il 6% per raggiungere quasi 31mila, prima di tornare a circa 30.800 dollari, mentre ieri la quota sfondata è stata di 33mila dollari.

Oggi, però, il calo.

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