AGRITECH

Philip Morris rilancia la call for startup per una filiera del tabacco più digital e green

Dopo la prima edizione cui hanno aderito oltre 60 realtà innovative e Pmi, aperte le candidature al round che mira a ricercare soluzioni per le fasi di coltivazione, raccolta e lavorazione. Tre i progetti che saranno ammessi allo step di co-design e sviluppo

01 Feb 2022

Veronica Balocco

Campi di tabacco (5)

Al via oggi la seconda edizione di “BeLeaf: Be The Future”, la call for start-up di Philip Morris Italia per rendere la filiera del tabacco sempre più sostenibile e digitalizzata. Realizzata con Almacube, l’Innovation hub e incubatore certificato dal Ministero dello Sviluppo Economico, e con Skipsolabs,  “BeLeaf: Be The Future” si rivolge a start-up, spin-off e piccole-medie imprese nazionali e internazionali che abbiano sviluppato tecnologie e soluzioni applicabili al settore agritech e in particolare per tutto ciò che riguarda la coltivazione, la raccolta e la lavorazione del tabacco.

Tra i progetti ricevuti, tre saranno quelli ammessi alla successiva fase di co-design e sviluppo con Philip Morris Italia e la sua rete di partner e fornitori, nei mesi di marzo e aprile 2022. Al termine del percorso, la valutazione, da parte di Philip Morris Italia, sul possibile avvio di una proof of concept delle soluzioni più promettenti, al fine di inserire nuove realtà nella propria rete di innovation partner & supplier.

Supportare la sostenibilità ecologica, economica e sociale

“La nuova edizione della call for innovation “BeLeaf: Be The Future” rientra pienamente nell’impegno che stiamo portando avanti per supportare la sostenibilità ecologica, economica e sociale di una filiera che vogliamo rendere sempre più ottimizzata ed efficiente – ha dichiarato Cesare Trippella, Head of Leaf EU Philip Morris Italia –. Trovare sinergie e soluzioni innovative con aziende flessibili e focalizzate sull’innovazione e sulla digitalizzazione è essenziale e può fare la differenza, guardando in prospettiva alla nuova generazione di coltivatori.”

INFOGRAFICA
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Almacube crede fortemente nell’open innovation come modello di collaborazione tra start-up e grandi imprese, in grado di creare innovazione ad alto valore” spiega Andrea Barzetti, amministratore delegato di Almacube con sede a Bologna. “Iniziative come questa permettono di prendere il meglio dai due mondi, facilitando l’incontro tra nuove tecnologie e processi consolidati, minimizzando al contempo costi e tempi di sviluppo per tutte le parti coinvolte. È un modello ampiamente validato e che funziona”.

Il termine per la presentazione delle candidature online è il 25 febbraio 2022. 

In Italia l’87% degli agricoltori ha fiducia nelle nuove tecnologie

Ma qual è il rapporto tra l’agricoltura italiana e le tecnologie più innovative? Un sondaggio svolto dal Gruppo Bcs, azienda attiva nel settore della meccanizzazione, ha cercato di comprendere quanto l’industria agricola italiana possa essere davvero definita “Agricoltura 4.0”, ovvero se possieda quell’attitudine propria dell’attuale automazione industriale a inserire alcune nuove tecnologie produttive, che possono migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business, aumentare la produttività degli impianti e migliorare la qualità dei prodotti. Ne è emerso che l’87% degli agricoltori afferma di avere grande fiducia nelle trasformazioni tecnologiche applicate all’agricoltura. Coerentemente con questo dato, il 67,5% dice di ritenere utili le tecnologie presenti sul mercato per migliorare la propria attività quotidiana. Da sottolineare anche che ben il 95,3% degli intervistati risponde affermando come le innovazioni tecnologiche siano importanti per una maggiore sostenibilità ambientale.

In generale, il sondaggio ha messo in luce come, dal miglioramento delle tecnologie, il settore agricolo italiano chieda e si aspetti in futuro soprattutto ottimizzazioni pratiche e dei costi, la riduzione consumi, maggiore sostenibilità ambientale e, di conseguenza, maggiore efficienza.
Ai trattori gli addetti all’agricoltura chiedono soprattutto la capacità di monitorare precisamente i consumi, quella di avvertire in caso di pericoli, garantendo quindi maggiore sicurezza sul lavoro e, infine, quella di svolgere in autonomia i lavori più meccanici e più dispendiosi in termini di tempo ed energie, come la fresatura o la trinciatura.

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