Digitale al centro della "rinascita": gli industrali di Italia e Germania fanno fronte comune - CorCom

IL DOCUMENTO

Digitale al centro della “rinascita”: gli industrali di Italia e Germania fanno fronte comune

Dichiarazione congiunta di Confindustria e Bdi. Focus su mercato unico e transizione ambientale e tecnologica, ma è necessario un contesto politico “eccellente” che spinga gli investimenti. Sì agli accordi multilaterali in ambito e-commerce

08 Set 2021

Veronica Balocco

La trasformazione digitale delle imprese europee, l’adozione di tecnologie digitali (quali Ia, Quantum e il calcolo Hp o la blockchain), l’accesso competitivo e l’uso dei dati hanno un ruolo cruciale nell’incremento della produttività industriale. La loro capacità di ridurre i costi fornendo prodotti e servizi innovativi è infatti un valore che oggi, alla luce delle conseguenze della pandemia, emerge più che mai, tanto da assumere una potenzialità mai vista.
Ma per perseguire questo percorso serve un solido appoggio istituzionale, quindi ben vengano le iniziative messe in campo dall’Ue in questo ambito, “poiché un’intelligente politica in materia di dati associata alla certezza del diritto per l’uso e lo scambio di dati da parte delle imprese è parte integrante del successo di un’economia di dati innovativa”. E l’auspicio è che, in questo quadro, il contesto politico sappia anche supportare con finanziamenti specifici la necessità di “ingenti investimenti privati nell’ambito di tecnologie verdi e digitali per nuovi prodotti, tecnologie di produzione e servizi per i clienti”.

Ad affermarlo sono Bdi e Confindustria nella dichiarazione congiunta siglata oggi dal presidente degli industriali italiani, Carlo Bonomi, e dall’omologo tedesco, Siegfried Russwurm, in occasione dell’11mo Business Forum tra le federazioni industriali dei due Paesi. Il documento contiene una serie di proposte concrete, che oggi saranno presentate al presidente del Consiglio Draghi, “per un’Europa più forte e incisiva con l’industria protagonista”.

Vincere la sfida sanitaria ed economica

Al centro della riflessione degli industriali italiani e tedeschi vi è dunque la transizione ambientale e digitale, che si conferma principale fattore di competitività per le imprese europee in un contesto strategico di mercato unico per l’Unione europea. “Oggi più che mai è necessario rimanere uniti, per rafforzare la ripresa in atto e vincere le sfide che abbiamo davanti – – ha dichiarato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi –: quella sanitaria e quella economica, che vede l’Europa competere con le altre grandi economie globali. Solo uniti potremo raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo, anche in campo sociale ed ambientale. Credo che la collaborazione tra Confindustria e Bdi possa essere portata come esempio: le prime due economie manifatturiere d’Europa stanno facendo la loro parte. Questo è il messaggio che emerge dalla nostra collaborazione ormai più che decennale e che abbiamo voluto ribadire anche in questi giorni”.

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Necessario un contesto politico eccellente

“Il settore manifatturiero in Germania e in Italia è nel mezzo di una doppia transizione – ha aggiunto Russwurm -. Le nostre imprese devono compiere ingenti investimenti privati nell’ambito di tecnologie verdi e digitali per finanziare nuovi prodotti, tecnologie di produzione e servizi per i loro clienti. Abbiamo bisogno pertanto di un contesto politico eccellente, per finanziare questi investimenti dopo la più grande recessione del dopo-guerra europeo. Parallelamente, i nostri governi e l’Unione Europea stanno prendendo importanti decisioni, sia per quanto riguarda i nuovi pacchetti di politiche climatiche, a supporto dell’obiettivo di neutralità climatica stabilito dell’Unione, che riguardo alla sovranità strategica dell’Europa. Anche qui, le nostre imprese necessitano di eccellenti politiche industriali per fare di queste sfide dei successi imprenditoriali a livello nazionale, assicurando un export competitivo che supporti i nostri standard di vita. Il prezzo del carbonio, l’innovazione e le politiche industriali a supporto della doppia transizione, devono andare di pari passo, sia a livello nazionale che europeo. Ci resta ancora molto lavoro da fare a livello di politiche”.

Green deal Ue: necessario un sostegno pubblico più ampio

La dichiarazione congiunta conferma l’impegno di Confindustria e Bdi a sostegno del Green Deal europeo, in un percorso di transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico. Il sistema imprenditoriale sta sostenendo un grande sforzo per rendere i propri processi produttivi più efficienti e sostenibili, anche in considerazione delle proposte contenute nel pacchetto Fit-for-55, che rafforzano il contributo delle imprese al raggiungimento degli obiettivi climatici Ue, imponendo nel breve periodo un cruciale cambio di ritmo. Secondo gli industriali italo tedeschi, quindi, è necessario un chiaro orientamento della politica industriale per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, evitando, come è accaduto nell’ultimo decennio, che la produzione di tecnologie per la transizione energetica venga prodotta fuori dell’Europa.
Obiettivi climatici davvero ambiziosi – affermano – possono essere raggiunti solo tramite un investimento pubblico e privato che vada ben oltre 300 miliardi di euro all’anno previsti dall’Ue. Mentre i prezzi del carbonio svolgeranno un ruolo importante nella creazione di maggiori incentivi per gli investimenti privati, sarà necessario un sostanziale e permanente incremento di investimento pubblico in nuove infrastrutture, edifici e trasporti. Inoltre – fa presente il documento -, il sostegno fiscale per gli investimenti privati dovrà inizialmente essere ampio, per incentivare complesse trasformazioni in molti settori, in cui un processo graduale e guidato dal mercato sarebbe troppo lento.

Di conseguenza, con questa dichiarazione congiunta Confindustria e Bdi esortano le istituzioni Ue a fornire nuove regole sugli aiuti di Stato per il Green deal, che consentano un sostegno pubblico più ampio sia a livello Ue sia nazionale. Chiedono inoltre l’avvio in tempi brevi di un “serio dibattito sul finanziamento della trasformazione oltre le attuali quote nei programmi di spesa dell’Unione, che in quelli del NextGeneration o in quelli di finanziamento della Bei, in seno ai parlamenti nazionali e a livello europeo”.

Gli industriali di Italia e Germania accolgono quindi con favore la “rinnovata strategia industriale della Commissione, volta a promuovere crescita, resilienza e sovranità, poiché è necessario un approccio più forte che comprenda obiettivi chiari, strumenti adeguati e un monitoraggio rigoroso della politica”. Così come è importante “ridurre le principali dipendenze strategiche industriali e tecnologiche dell’economia dell’Ue sulla base della strategia della Commissione. Le istituzioni europee – conclude la dichiarazione – dovrebbero presto fissare chiari traguardi di politica industriale, stabilire piani d’azione sui temi più cruciali ed applicare gli strumenti politici derivanti dal finanziamento nei programmi dell’Ue, inserendoli in un contesto normativo favorevole e all’interno di strutture adeguate alle reti ed alla governance”.


No al protezionismo, sì ad accordi multilaterali sull’e-commerce

Confindustria e Bdi ritengono inoltre necessario preservare il Mercato unico quale risorsa strategica dell’Ue e invitano la Commissione a contrastare ogni tentativo di frammentazione e ad assicurare una reale parità di condizioni per le imprese europee aumentando i controlli e le sanzioni nei confronti degli Stati membri che non rispettino le norme Ue. Nella dichiarazione congiunta i due presidenti delle principali economie manifatturiere europee sottolineano infine la contrarietà a qualsiasi forma di protezionismo e chiedono all’Ue di continuare ad impegnarsi con i suoi partner commerciali al fine di rinnovare il sistema commerciale multilaterale, stabilendo un regolamento moderno che consenta all’Omc di svolgere efficacemente il proprio ruolo.

La dodicesima Conferenza dei ministri che prenderà avvio il 29 novembre 2021 a Ginevra rappresenta un’opportunità unica per affrontare sia questi temi sia ulteriori questioni urgenti, come la stretta interconnessione di scambi e investimenti con l’azione climatica e la sostenibilità. Bonomi e Russwurm si sono inoltre dichiarati a favore della riforma e della modernizzazione dell’Accordo sulle sovvenzioni e sulle misure compensative, e dello sviluppo di accordi multilaterali e plurilaterali ambiziosi in ambiti quali l’e-commerce.

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