Recovery Fund, Patuanelli: "Pronti a rafforzare Industria 4.0"

LA STRATEGIA

Patuanelli: “Con Recovery Fund pronti a rafforzare Industria 4.0”

L’annuncio del ministro dello Sviluppo economico: “Puntiamo ad estendere e aumentare le aliquote del credito di imposta, che devono essere rinnovate ogni anno per garantire continuità agli investimenti innovativi”

10 Set 2020

Federica Meta

Giornalista

C’è anche la transizione digitale dell’industria tra gli investimenti prioritari che il governo ha intenzione di effettuare tramite il Recovery Fund. “Il pacchetto 4.0 va profondamente rafforzato, sia estendendo e aumentando le aliquote del credito di imposta, sia ampliando i margini e soprattutto che non possa essere elemento da rinnovare di anno in anno”, ha annunciato Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, in audizione alla Camera sul Recovery Fund.

Con le risorse europee, ha proseguito il ministro, “l’Italia per la prima volta da contributore netto diventerà percettore netto, di poco. Per la prima volta c’è un’inversione”.

Nell’iter per poi utilizzare i fondi europei, “riteniamo necessaria una semplificazione degli strumenti, quanto cioè ciascun ministero può fare per semplificare gli strumenti di accesso ai finanziamenti”.

Inoltre “se ogni anno agli imprenditori cambiamo modalità di accesso, l’estensione degli incentivi è un motivo di incertezza”.

In generale, ha precisato il ministro, “noi abbiamo una grandissima occasione, complessivamente una cifra vicina a 200 miliardi , ricordo che abbiamo fatto extra deficit di 100 mld sono nel 2020. Certamente abbiamo un’occasione perché  gli importi a disposizione sono alti, ma non sono risorse infinite”.

Il piano Transizione 4.0 e Industria 4.0 Plus

A luglio Patuanelli ha annunciato la partenza, a gennaio 2021, del piano Industria 4.0 Plus che, stando alle intenzioni del governo, verrà finanziato con le risorse europee e inserito nella prossima legge di Bilancio.

Tra le novità del pacchetto, defiscalizzazioni in arrivo per chi investe nelle tecnologie emergenti con obiettivi precisi come “green” e cybersicurezza.

“Chi utilizzerà le migliori tecnologie emergenti come la blockchain, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose, per raggiungere determinati obiettivi come innovazione dei prodotti, green e cybersicurezza – spiegava il ministro – avrà un incremento esponenziale delle percentuali di credito di imposta sull’investimento fatto”.  Con la possibilità per chi mette insieme questi due elementi – tecnologie e obiettivi – di arrivare ad una “defiscalizzazione totale”, spiegava Patuanelli. Puntiamo anche per il 2020 ad ampliare le aliquote di credito di imposta per gli investimenti e sarà prevista la triennalità del 4.0“.

Industria 4.0 Plus andrà dunque a completare il puzzle della politica industriale del governo nella quale gioca un ruolo centrale il Piano Transizione 4.0 il cui decreto attuativo è stato varato a maggio dal Mise. Si punta a far salire il tetto di spesa ammissibile per ottonere il bonus – che sostituisce iper e superammortamento – da 3 a 5 milioni di euro.

Con il Piano saranno mobilitati 7 miliardi di euro di risorse per le imprese che maggiormente punteranno sull’innovazione, gli investimenti green, in ricerca e sviluppo, in attività di design e innovazione estetica, sulla formazione 4.0. Si tratta di settori decisivi nei quali sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni per favorire il processo di transizione digitale del nostro sistema produttivo, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, e accrescere le competenze tecnologiche dei lavoratori.

Il decreto, oltre a consentire alle imprese di condurre gli investimenti in corso e di programmare quelli successivi con maggiori certezze sul piano operativo e interpretativo, definisce le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. Si definiscono in particolare i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta, nonché l’individuazione, nell’ambito delle attività di innovazione tecnologica, degli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta. Sono inoltre individuati i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.

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