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Rivoluzione chatbot, Intelligenza artificiale “portavoce” delle aziende

Secondo Accenture Technology Vision 2017, il 79% delle imprese prevede che l’AI cambierà le modalità di raccolta dei dati e di interazione con i clienti, determinando anche nuove esperienze di acquisto

Pubblicato il 09 Mag 2017

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L’Artificial Intelligence è destinata a diventare un vero e proprio portavoce digitale delle aziende. Andando oltre le funzionalità di back-end, l’AI sta diventando così la nuova user interface (UI), ridefinendo il modo in cui tutti si opera e ci si relaziona con la tecnologia. Secondo la Accenture Technology Vision 2017, il 79% degli executive intervistati concorda nel prevedere che il machine learning rivoluzionerà le modalità di raccolta dei dati e di interazione delle aziende con i clienti, dando vita a nuove forme di Customer Experience.

Al cuore della diffusione delle tecnologie di Artificial Intelligence risiede il dato, senza il quale non è possibile generare alcun processo di automazione né forma di intelligenza. A fronte di questo, un fenomeno sempre più in crescita fra le comunità di software vendor è legato alla crescente importanza strategica che stanno assumendo i dati e i relativi tool di analisi. Non a caso molti player stanno acquisendo società di data management o stanno realizzando internamente motori di analytics e machine learning. In questo scenario, tecnologie come l’adaptive intelligence giocheranno un ruolo fondamentale nel generare nuovo valore per i business e velocizzare il time-to-market.

La consolidata collaborazione tra Accenture e Oracle è attiva anche in questo senso e il fatto che quasi la metà di tutti i dati disponibili a livello globale risiedano in database Oracle, accresce notevolmente il valore di questa sinergia. “Accenture e Oracle collaborano da anni per supportare le più grandi aziende italiane e internazionali a trasformare il proprio business in chiave digitale – spiega Raffaele Castagna, Managing Director Accenture Technology, Oracle Practice Lead – Il lancio di Oracle Adaptive Intelligent Applications a settembre 2016 è in linea proprio con questi trend e offre ai nostri clienti la possibilità di indirizzare in modo efficace il crescente volume e la maggiore complessità dei dati con i servizi di data management e advanced analytics su piattaforma Oracle”.

L’Adaptive Intelligence di Oracle inoltre nasce e viene sviluppato sulla base dall’ampio spettro funzionale ed applicativo del portafogli Oracle, laddove la soluzione si innesta non come una “platform” AI di general purpose, ma come soluzione su specifici use case di processo, con un disegno di architettura basata principalmente su integrazioni out-of the box con le soluzioni applicative del portafoglio Oracle.

A fronte del ruolo sempre più significativo dell’Intelligenza Artificiale nell’esperienza di acquisto, la soluzione di Adaptive Intelligence di Oracle è stata inserita quale componente portante della piattaforma di Customer Experience Oracle. Nei processi di Customer Management l’adozione di questa soluzione permette di avere una definizione dinamica dell’esperienza del cliente in due momenti fondamentali: Trouble Support Management, attraverso l’utilizzo di una soluzione di ChatBot in grado di relazionarsi col cliente e di adattare e migliorare l’interazione con il consumatore in base all’evoluzione della conversazione; Next Best Action, ovvero la formulazione della miglior azione commerciale possibile, che si evolve autonomamente sulla base dell’analisi del contesto

“Accenture sta dando un forte impulso al programma di partnership con Oracle attraverso un’estesa collaborazione a livello globale in ambito cloud e Artificial Intelligence, che ha portato alla creazione dell’Accenture Cloud Hub for Oracle. Questa offering è frutto dell’integrazione delle consolidate competenze di Accenture in progetti di innovazione con le tecnologie Oracle Cloud – SaaS, PaaS e IaaS – e quelle di Artificial Intelligence e offre ai nostri clienti uno strumento efficace per realizzare e interagire con i nuovi e complessi ecosistemi digitali del futuro”, conclude Castagna.

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