IL CASO

Amazon, lavoratori Usa verso sindacato unico. E Biden dà l’endorsement

Il pieno supporto del presidente americano arriva mentre LinkedIn nomina l’azienda “Best place to work”. Ma tra i criteri non ci sono la sicurezza e il benessere dei dipendenti. Intanto la Sec indaga per il presunto uso dei dati dei merchant a favore dei prodotti del colosso di Seattle

Pubblicato il 07 Apr 2022

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Ha il pieno supporto del presidente Joe Biden il sindacato dei lavoratori di Amazon, l’Amazon Labor Union, una rappresentanza unitaria da sempre osteggiata dal colosso americano dell’e-commerce ma che ha messo a segno una storica vittoria nella sede logistica di Amazon a Staten Island, New York. I dipendenti del magazzino hanno infatti votato a grande maggioranza per l’adesione all’Amazon Labor Union. E, intervenendo alla conferenza nazionale dei sindacati dei costruttori del Nord America (Building Trades Unions), Biden ha salutato la notizia: “La scelta di unirsi a un sindacato appartiene solo ai lavoratori. A proposito: Amazon, attenzione, stiamo arrivando”.

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti arrivano mentre Amazon è risultata il “Best place to work” secondo LinkedIn per chi cerca opportunità di carriera.

Sempre più lavoratori nel sindacato unico di Amazon

L’Amazon Labor Union riunisce attuali ed ex dipendenti dell’azienda. Il voto favorevole di Staten Island è significativo perché da anni i sindacalisti cercano di riunire i lavoratori dei magazzini e delle consegne di Amazon ma con successi altalenanti per l’opposizione dell’azienda – un atteggiamento ora stigmatizzato dalle parole di Biden.L’ex ceo Jeff Bezos ha cercato di correggere i comportamenti di Amazon, soprattutto in merito alla sicurezza e al benessere dei dipendenti, ma di fatto, secondo i media Usa, l’azienda ha cercato di fermare le spinte dei dipendenti verso l’adesione al sindacato con “campagne aggressive”. Lo avrebbe fatto sia a Staten Island che nel magazzino in Alabama dove, infatti, i lavoratori l’anno scorso hanno votato contro l’adesione al sindacato. L’elezione si è tenuta nuovamente nei giorni scorsi, ma l’esito è incerto per via di alcuni voti contestati.

Biden si è espresso apertamente contro le intimidazioni da parte delle aziende definendo la rappresentanza sindacale “un diritto dei lavoratori”. Biden ha anche chiesto al Congresso di approvare il Protecting the right to organize act, la legge (che ha il via libera della Camera ma è in stallo al Senato) che fornisce specifiche tutele ai lavoratori che cercano di organizzarsi e limita la possibilità dei datori di lavoro di interferire con le campagne pro-sindacato.

Intanto il voto a Staten Island apre la strada a nuove adesioni di lavoratori di Amazon all’Amazon Labor Union.

Amazon è il Best place to work?

Amazon è risultata per il secondo anno consecutivo il miglior posto per lavorare nel 2022 secondo LinkedIn (“2022 Top Companies”) in base a sette parametri che misurano gli avanzamenti di carriera, come la crescita delle competenze, la stabilità dell’azienda, la diversity. La classifica di LinkedIn si basa sui dati dei suoi 810 milioni di membri e sugli investimenti che le aziende fanno nelle loro risorse umane.

Un sondaggio condotto da Cnbc.com con il suo partner JustCapital è più critico: Amazon è 569ma sulla Russell 1000. La classifica si basa su un sondaggio tra gli americani su temi che secondo loro dovrebbero essere la priorità delle aziende. I lavoratori hanno citato: salario soddisfacente, sicurezza, benefit, equilibrio vita-lavoro, giustizia, inclusione, formazione e investimento sui lavoratori. Amazon ha punteggi sopra la media di Just in tutte le categorie tranne una: la sicurezza e salute dei lavoratori, ovvero la capacità di proteggerne il benessere, un aspetto citato anche da Biden nel discorso in cui ha sostenuto la forza delle organizzazioni sindacali.

Il basso punteggio di Amazon sulla sicurezza e benessere si deve anche alle tante controversie in cui è stata coinvolta l’azienda, con i lavoratori dei magazzini e del delivery che hanno ripetutamente denunciato un “focus ossessivo sul cliente” e sulla consegna veloce da parte di Amazon che si traduce in un contesto di lavoro poco sicuro. Molti dipendenti hanno citato un ritmo di lavoro frenetico senza tempo per pause adeguate, nemmeno per andare al bagno. A ciò si sono unite le lamentele sui salari bassi e le ridottissime ferie pagate. Il ceo di Amazon, Andy Jassy, ha riconosciuto che l’azienda, che gestisce 1,2 milioni di dipendenti, ha spazi di miglioramento, come ha affermato durante il GeekWire Summit di ottobre.

La Sec apre un dossier sull’uso dei dati dei merchant

Su un diverso fronte, Amazon è finita in un dossier della Securities and exchange commission (Sec): il regolatore di Borsa sta indagando su come Amazon.com abbia utilizzato i dati dei venditori terzi (i merchant) per – secondo l’ipotesi della Sec – far crescere le vendite dei prodotti a marchio Amazon. Lo riporta il Wall Street Journal. La Sec avrebbe chiesto email e comunicazioni inviate da diversi manager senior di Amazon.

La questione del potenziale uso per fini anti-concorrenziali dei dati dei venditori del marketplace non è nuova: negli Stati Uniti diversi politici, come la senatrice Elizabeth Warren, hanno sottolineato il possibile conflitto di interessi nel doppio ruolo di Amazon come venditore di prodotti sia propri che di terzi, mentre la Commissione europea ha aperto un’indagine sul presunto abuso delle informazioni dei merchant per creare prodotti a marchio Amazon simili a quelli di maggior successo dei venditori e favorirli tra le proposte di articoli in vendita sulla piattaforma. Amazon ha sempre negato questo comportamento e non ha per ora confermato la notizia dell’indagine della Sec.

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