L'ACCORDO

Competenze digitali, Mip e Fpa uniscono le forze: via ai corsi per i dipendenti pubblici

Al centro delle lezioni project management, change management, co-design e intelligenza artificiale. Ma anche progettazione urbanistica. Gianni Dominici: “Momento di grande opportunità grazie al Pnrr”

03 Feb 2022

Veronica Balocco

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Rafforzare la collaborazione e offrire corsi ad altissimo livello per soddisfare i bisogni e le conoscenze di una Pa in grado di gestire il futuro: si fonda su questi obiettivi l’accordo siglato dal Mip, la Business school del Politecnico di Milano, e Fpa,  società del Gruppo Digital360 che da più di 30 anni favorisce l’incontro e la collaborazione tra pubblica amministrazione, imprese, mondo della ricerca e società civile. Nel catalogo temi quali le competenze digitali, il project management, change management e competenze trasversali, co-design e intelligenza artificiale e percorsi dedicati alle città digitali e alla progettazione urbanistica.

L’intesa si inquadra in un contesto di particolare evoluzione della pubblica amministrazione. La formazione dei dipendenti pubblici ha infatti subìto un grande rallentamento negli ultimi anni, a causa di tagli che hanno portato a un progressivo impoverimento degli investimenti sul rafforzamento delle competenze. Ora la rotta si sta invertendo: la Pa è considerata un attore fondamentale per la ripartenza del Paese e per l’attuazione del Pnrr e questo ha messo al centro dell’attenzione (mediatica e politica) anche il tema delle persone che lavorano nelle nostre amministrazioni. Ci sono molte risorse a disposizione ed è stato appena presentato Ri-formare la Pa. Persone qualificate per qualificare il Paese”, piano strategico per la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di accompagnare all’assunzione di personale sempre più qualificato anche la formazione di chi già lavora nella Pa.

Due realtà in campo da anni sulle competenze

Il Mip è attivo da anni sulla formazione rivolta ai dipendenti pubblici con un’offerta di master e corsi di perfezionamento sui temi della gestione dell’innovazione tecnologica e digitale rivolti alla Pa centrale e locale. Tra i percorsi più recenti rientrano un Master per la trasformazione digitale della Pa, un Master in Intelligenza artificiale per la Pa e un Master in Management pubblico incentrato specificamente sul Pnrr.

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Fpa è stata tra le primissime realtà a mettere a punto un’offerta di qualità di corsi basati sul Syllabus delle competenze digitali così come sulle competenze trasversali. In pochi mesi ha formato su questi temi oltre 50.000 dipendenti pubblici e rilasciato 450.000 open badge di certificazione delle competenze acquisite, requisito sempre più fondamentale per l’accesso agli avanzamenti di carriera e di retribuzione previsti dai piani di performance.

Importanza degli interventi di upskilling e reskilling

“Nell’ultimo decennio il settore pubblico ha subito gli effetti della crisi economica, con una riduzione del personale e il contenimento di investimenti in formazione – sottolinea Federico Frattini, dean del Mip -. Gran parte delle missioni del Pnrr e il recente piano Ri-formare la Pa rappresentano un’inversione di tendenza rispetto al passato e pongono le persone al centro, sottolineando l’importanza di interventi di upskilling e reskilling del personale in servizio e di tutti i nuovi assunti. Il Mip, insieme a Fpa, vuole contribuire a questo progetto epocale di formazione del personale pubblico, mettendo a disposizione il proprio know-how per la formazione di una nuova classe di dipendenti pubblici, in grado di operare in un contesto sempre più complesso e dinamico come quello della pubblica amministrazione.”

“Il momento attuale rappresenta una grande opportunità per far crescere il valore delle persone nelle nostre pubbliche amministrazioni – aggiunge Gianni Dominici, amministratore delegato di Fpa – ci sono, però, alcuni aspetti da non dimenticare: primo fra tutti la necessità di mettere in campo una formazione che parta dai reali fabbisogni delle amministrazioni e sia accompagnata dalla valutazione degli impatti ottenuti, sia a livello individuale che a livello di organizzazione. Dobbiamo poi sottolineare che non si può fare formazione di qualità a costo zero: proprio ora che le risorse ci sono, gli investimenti restano centrali per fare formazione di qualità.”

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