Quibi a rischio? L'anti-Netflix accusata di violazione di brevetto - CorCom

VIDEO-STREAMING

Quibi a rischio? L’anti-Netflix accusata di violazione di brevetto

Ombre sull’imminente lancio della app mobile dei “morsetti” di serie Tv sostenuta da Disney e Alibaba. Eko sostiene il “furto” di una sua tecnologia

11 Mar 2020

Patrizia Licata

giornalista

A poche settimane dal lancio della sua app di video-streaming la start-up Quibi è stata accusata di violazione di brevetto dalla specialista dei video interattivi Eko. Lo riporta il Wall Street Journal. Secondo Eko, Quibi avrebbe “copiato” la sua feature “turnstyle”, che Quibi ha pubblicizzato come una delle sue funzionalità di punta e che permette di ruotare i video da orizzontale a verticale e viceversa sullo smartphone senza soluzione di continuità.

Quibi, è una piattaforma video mobile-only per consumare “morsettini” di serie Tv (della durata massima di 10 minuti a episodio) sullo smartphone. Preannunciata fin dal 2018, il debutto è previsto per il 6 aprile negli Usa e in Canada. La start-up è stata fondata dalla leggenda di Hollywood Jeffrey Katzenberg (ex Disney, fondatore della Dreamworks con Steven Spielberg e David Geffen), e dalla ex ceo di Hp, Meg Whitman, che ne è ora la ceo.

La disputa sul brevetto

Eko afferma di aver inventato e brevettato la tecnologia turnstyle e ha ingiunto a Quibi, tramite i suoi avvocati, di smettere di usarla o di pagare le royalty per averla in licenza. Eko sostiene che alcuni dipendenti di Quibi abbiano avuto accesso al suo brevetto quando lavoravano nella società Snap prima di passare alla startup del video-streaming.

Quibi ha respinto le accuse di Eko affermando che non hanno fondamento e che la funzionalità turnstyle è stata sviluppata internamente dai suoi ingegneri con un suo brevetto. Inoltre, secondo Quibi, passare i video da verticale a orizzontale in tempo reale non è un segreto industriale o un brevetto di Eko e la funzionalità, continua l’azienda di Katzenberg, era già in fase di sviluppo prima che i suoi dipendenti lasciassero Snap per andare a lavorare per Quibi.

La start-up ha presentato richiesta per un ordine del tribunale per stabilire davanti a un giudice di non aver sottratto una tecnologia proprietaria di Eko.

Muscolo finanziario per l’alternativa a Netflix

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Quibi è considerata una new entry rivoluzionaria nel mercato del video-streaming che potrebbe fare concorrenza ad attori consolidati come Netflix e Amazon Prime.

Quibi ha già raccolto 1,4 miliardi di dollari per sostenere la sua avventura, compresi i finanziamenti dai principali studi cinematografici (tra gli altri Walt Disney, 21st Century Fox e Time Warner), da grandi aziende tecnologiche come Alibaba, Viacom e Liberty Global e dalla banca JP Morgan. Il denaro è stato raccolto tramite il veicolo WndrCo Holdings (si pronuncia Wonder Co.), fondo Hollywood-Silicon Valley fondato da Katzenberg stesso e di cui fa parte anche la Whitman.

Nomi d’eccellenza sono già a bordo: tra gli altri Leonardo DiCaprio e il regista Guillermo del Toro, ma altri sono in arrivo sedotti dalla possibilità di cavalcare un’ondata di successo grazie al “mago” di Hollywood.

Quibi nega tuttavia di essere concorrente di Netflix; piuttosto, afferma di essere complementare. L’idea, secondo Katzenberg, è che Quibi possa aggiungersi alle scelte dei consumatori senza cannibalizzare i contenuti in streaming già esistenti: “Netflix è una fantastica alternativa per quando arrivi a casa e vuoi investire un’ora e mezzo a guardare qualcosa di bellissimo. Ma noi abbiamo in mente quelli che guardano i video in movimento – ha detto Katzenberg in un’intervista alla Stampa dello scorso anno -: è per loro che creeremo contenuti di alta qualità, superiore a quella di YouTube”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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