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ECONOMIA

Digitale motore di cambiamento del capitalismo moderno

Inquadrato in una prospettiva storico evolutiva, il libro “Capitalismo digitale” di Nick Srnicek descrive il funzionamento del nuovo sistema economico che vede la rapida ascesa delle grandi piattaforme web

31 Ago 2017

Carlo Salatino

Il sistema economico capitalistico ha tradizionalmente inquadrato il suo principale punto di forza nella capacità di reagire alle crisi auto rinnovandosi attraverso la creazione e l’adozione di nuove infrastrutture e complessi tecnologici.

Dalla crisi economica del 2008, il leitmotiv nei paesi più avanzati è stato incentrato sul cambiamento tecnologico abilitato dall’Ict. Si è assistito, infatti, alla proliferazione di nuovi termini: gig economy, sharing economy, on-demand economy, app economy, attention economy, quarta rivoluzione industriale e così via. Ma cosa tiene assieme questi fenomeni?

Secondo Nick Srnicek, lecturer in economia politica internazionale alla City University di Londra, tutte queste tendenze sono esemplificative di come la nuova forma di capitalismo sia sempre più basata sull’estrazione e sull’utilizzo di una nuova materia prima: i dati. Essenziali a tale scopo sono le piattaforme digitali che costituiscono di fatto l’infrastruttura di riferimento per abilitare nuovi modelli di business basati sulla nuova preziosa merce. In questo contesto, dunque, il nuovo capitalismo coincide con il capitalismo delle piattaforme.

Nel saggio Capitalismo digitale, edito dai tipi di Luiss University press, Srnicek illustra il funzionamento del nuovo capitalismo, delineandone il ruolo centrale nell’odierna economia globale e tracciandone i possibili, e spesso inquietanti, sviluppi futuri.

In particolare, sono presentate cinque categorie di piattaforme: piattaforme di advertising come Google e Facebook; piattaforme Cloud come Amazon Web Services e Salesforce; piattaforme industriali come Predix di General Electric e MindSphere di Siemens; piattaforme prodotto come Rolls Royce e Spotify; piattaforme lean come Uber e Airbnb. Ciò che accomuna le piattaforme digitali è la loro caratteristica di mettere in contatto utenti diversi tendendo sempre più ad avere un ruolo monopolistico sul mercato.

Una piattaforma, infatti, si posiziona fra gli utenti come il luogo principale sul quale si svolgono le attività di questi, ottenendo un permesso privilegiato a registrarne i dati. Man mano che sempre più industry spostano le loro attività online (come Uber che declina il settore dei taxi in chiave digitale), sempre più aziende saranno soggette allo sviluppo delle piattaforme decretandone la loro crescente rilevanza.

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