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MANOVRA

Conte non molla: “Pagamenti digitali anti-evasione”

Il presidente del Consiglio: “Con il ministro Gualtieri siamo al lavoro sui dettagli. L’uso della moneta elettronica porterà all’emersione dell’economia sommersa”

11 Ott 2019

A. S.

Il governo punta sui pagamenti digitali per combattere l’evasione fiscale, e conta di inserire il punto nelle misure della manovra economica, articolandolo in un piano per il quale Palazzo Chigi sta lavorando gomito a gomito con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri. Lo ha confermato oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontrando i cronisti a Isernia. “Stiamo mettendo a punto i dettagli della manovra, – annuncia Conte – stiamo lavorando su un piano anti-evasione. Sin dall’inizio serve un indirizzo di politica economico-sociale forte, cercando di favorire l’uso della moneta elettronica e nella convinzione che ciò poterà all’emersione dell’economia sommersa. Essere onesti conviene – prosegue Conte – recuperare un euro dall’economia sommersa significa poter investire nella scuola pubblica, poter investire negli ospedali, significa poter ridurre le tasse a tutti”. “Stiamo lavorando a varie misure – conclude – che ci consentano di poter dare quella svolta che vogliamo imprimere al Paese in direzione di un’Italia più verde, più inclusiva, che faccia crescere tutto il Paese, in direzione di una crescita economica ma anche di uno sviluppo sostenibile. Se siamo qui oggi è per dare anche un grande segnale al Sud, che ha grandi potenzialità”.

Le dichiarazioni di oggi possono essere inquadrate in un impegno più ampio del governo per la diffusione delle tecnologie digitali, come lo stesso Conte aveva confermato in più occasioni nelle scorse settimane, snocciolando alcuni obiettivi del suo esecutivo: “perseguire l’evasione, realizzare la modernizzazione, la digitalizzazione del Paese, far volare l’Italia – aveva detto incontrando la stampa fuori da Palazzo Chigi – Non mi posso accontentare di sterilizzare l’Iva. Stiamo lavorando a un piano”.

Obiettivi che il premier aveva annunciato già nel discorso in cui aveva chiesto la fiducia alle Camere per il suo secondo mandato: “La nostra forza che ci viene universalmente riconosciuta è un sistema industriale che fa incontrare la produzione di massa con la qualità del prodotto. Questa spiccata potenzialità deve essere adeguatamente sfruttata. L’azione pubblica deve definire le regole del gioco e una visione di politica industriale aumentando gli investimenti pubblici anche nel digitale. Per questo abbiamo creato un ministero dedicato all’Innovazione tecnologica (la ministra è Paola Pisano, ex assessora all’Innovazione della Città di Torino ndr) e alla digitalizzazione che aiuti le imprese oltreché la pubblica amministrazione per trasformare l’Italia in una vera e propria smart nation. L’innovazione deve essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica Amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie”.

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