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Conte: “Faremo volare l’Italia con il digitale”

Il presidente del Consiglio: “Sterilizzare l’Iva non basta, l’obiettivo è modernizzare il Paese”. Pagamenti digitali il driver di sviluppo

Pubblicato il 30 Set 2019

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Far volare l’Italia grazie al digitale. È l’intenzione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha sottolineato l’obiettivo di governo parlando con i cronisti fuori da Palazzo Chigi. “Sono andato in Parlamento per perseguire l’evasione, realizzare la modernizzazione, la digitalizzazione del Paese, far volare l’Italia. Non mi posso accontentare di sterilizzare l’Iva – ha detto – Stiamo lavorando a un piano per raggiungere gli obiettivi, lasciateci qualche giorno di tempo. Non sono il mediatore, sono il riformatore del Paese”.

La chiave di volta saranno i pagamenti digitali. “La prima bella notizia è che sterilizziamo l’aumento dell’Iva. Neutralizziamo le clausole di salvaguardia, i 23 miliardi ci sono, li abbiamo trovati – ha detto il premier ai cronisti – Anzi stiamo lavorando per portare l’Iva sulle bollette dal 10% al 5%, e su latte, pasta, pane dal 4% all’1%. Per fare questo dobbiamo incrementare l’utilizzo anche di pagamenti alternativi al tradizionale contante ma serve un piano, un “patto” con tutti i cittadini, significa dare la possibilità a tutti di accedere a questi mezzi elettronici di pagamento a costo zero”.

La strategia digitale del governo

Nel suo discorso davanti alla Camere, dove ha ottenuto la fiduciaal suo governo, Conte ha sottolineato il ruolo che il digitale avrà nel rilancio del sistema Paese.

“La nostra forza che ci viene universalmente riconosciuta è un sistema industriale che fa incontrare la produzione di massa con la qualità del prodotto; questa spiccata potenzialità deve essere adeguatamente sfruttata – ha sottolineato Conte – L’azione pubblica deve definire le regole del gioco e una visione di politica industriale aumentando gli investimenti pubblici anche nel digitale. Per questo abbiamo creato un ministero dedicato all’Innovazione tecnologica (la ministra è Paola Pisano, ex assessora all’Innovazione della Città di Torino ndr) e alla digitalizzazione che aiuti le imprese oltreché la pubblica amministrazione per trasformare l’Italia in una vera e propria smart nation”.

“Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l’Italia a primeggiare, a livello mondiale, in tutte le principali sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale – ha spiegato – Una efficiente e razionale politica di investimenti ci consentirà di crescere nella digitalizzazione, nella robotizzazione, nell’intelligenza artificiale. Questo impegno non riguarda solo l’industria. L’innovazione deve essere il motore che imprime una nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società. La Pubblica Amministrazione dovrà essere alla testa di questo processo realizzando le infrastrutture materiali e immateriali necessarie”.

L’asse Dadone-Pisano

Collaborare in nome della cittadinanza digitale. In un post su Facebook la ministra della PA, Fabiana Dadone, ha dato notizia della collaborazione avviata con la collega Paola Pisano, titolare del ministero dell’Innovazione e Digitalizzazione.

“Al lavoro con Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione – scrive Dadone sul social – I nostri dipartimenti si coordineranno spesso per accelerare i progetti di semplificazione della Pubblica Amministrazione”.

La strategia per dare sprint alla PA digitale mette al centro la cittadinanza digitale,  il cui percorso il governo si impegna a completare in tempi rapidi. ”Completare il percorso verso la cittadinanza digitale significa avvicinare davvero la PA alle persone, alzando la qualità dei servizi con immenso risparmio di tempo per loro e una reale semplicità di fruizione- spiegava Dadone – L’Agenda digitale italiana ha precisi obiettivi di efficienza e semplificazione da perseguire. In tal senso ciascuna amministrazione ha responsabilità chiare rispetto alla transizione digitale, non a caso deve individuare al suo interno un responsabile di questo processo”.

Per raggiungere questi obiettivi digitali, Dadone punta sul pieno ricambio generazionale con lo sblocco completo del turn over, con “l’ingresso di nuove e specifiche professionalità legate alla digitalizzazione”.

Il programma del ministro dell’Economia

Far ripartire gli investimenti con un focus su quelli ad alto valore innovativo. E’ l’obiettivo primario di Roberto Gualtieri, nuovo ministro dell’Economia,. “Farli ripartire è una priorità assoluta – ha spiegato – puntando a innovazione e infrastrutture e con un focus particolare sulla sostenibilità  ambientale e sociale”.

Sono le stesse priorità della Commissione Ue guidata da Ursula Von der Leyen con cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, auspica di poter collaborare per fare l’Italia digitale. Si punta a chiedere alla Ue di scorporare gli investimenti tecnologici e verdi dal computo del patto di Stabilità, così come sottolineato da Gualtieri: “Sosteniamo l’idea di un Green New Deal presente nel programma del governo e della Commissione fondato su un piano straordinario di investimenti pubblici e privati. In questo quadro sarebbe opportuno che la quota di finanziamenti nazionali ricevesse un trattamento diverso da quello attuale e venisse scorporata dal calcolo del deficit strutturale”.

Il piano Patuanelli per Impresa 4.0

Incentivi a impresa 4.0 spalmati su 3 anni per dare continuità al piano di sviluppo dell’industra in ottica innovativa. “Non sono affezionato ai proclamo, il capitolo industria sarà al centro della nuova legge di bilancio perché è al centro del sistema Paese, essendo la sua spina dorsale – ha detto il ministro allo Sviluppo economici , Stefano Patuanelli Non amo parlare del chi e del cosa, ma del come, del metodo: la programmazione sarà all’insegna dell’ascolto e del confronto con i cosiddetti corpi intermedi, associazioni di categoria e sindacati in primis”, ha detto Patuanelli,  sottolineando che “in legge di bilancio confermeremo tutti gli strumenti che hanno spinto l’economia reale incontrando il favore delle imprese; li renderemo strutturali o comunque con un periodo minimo di tre anni”.

“Rivedremo ciò che deve essere corretto e valuteremo come il Mef i margini per nuove misure a sostegno della crescita, soprattutto in chiave green economy dato anche l’alto moltiplicatore economico”, aggiunge il ministro.

Il piano Impresa 4.0, rileva Patuanelli, “ha funzionato e lo shock positivo dato agli investimenti ha segnato un’inversione del trend registrato negli anni precedenti all’introduzione delle misure 4.0. Tuttavia le misure hanno bisogno di essere rimodulate in una visione anche legata al Green New Deal. Adesso è inoltre necessario fornire certezza a chi fa investimenti: è difficile per un imprenditore rincorrere il rinnovo delle agevolazioni a ogni legge di bilancio. C’è bisogno della garanzia legata alla stabilità. Al momento stiamo lavorando su ogni misura così da poter assicurare da una parte la stabilità e contemporaneamente un rinnovo”.

Entrando nel dettaglio, il ministero annuncia l’intenzione di coniugare i bonus “in una logica di maggiore sostegno alle piccole imprese attraverso l’introduzione di alcune premialità legate all’innovazione nelle filiere o nei grandi progetti, così da arrivare a tutto il tessuto produttivo, anche a quello maggiormente periferico e non solo geograficamente. Altro aspetto è quello della formazione per accompagnare chi lavora nelle fabbriche lungo la trasformazione tecnologica”.

“L’obiettivo è in ogni caso quello di confermare ogni misura, seppur rimodulandola affinché sia più efficace “, spiega.

“Tra qualche giorno convocherò il ‘Tavolo Transizione 4.0’ che sarà la sede di confronto permanente, vorrei a cadenza mensile, per discutere le proposte di tutti gli attori del comparto industriale, le associazioni di categoria anche della filiera green, i sindacati. Avrà lo scopo di accompagnare le aziende ed evitare loro gli shock dovuti ai cambiamenti che dovremo fronteggiare. Perché oltre alla sostenibilità ambientale abbiamo il dovere di garantire anche la sostenibilità sociale e quella economica. Una sorta di Tavolo Pmi ma a lunga gittata, è urgente confrontarsi e fare sintesi, mettendo a terra azioni concrete”.

Quanto alla “svolta verde”, Patuanelli dice che “vogliamo orientare le misure a sostegno delle imprese verso la green economy, anche all’interno della strategia per l’innovazione. Stiamo lavorando per valorizzare all’interno delle misure esistenti – iperammortamento e credito d’imposta R&S – gli investimenti su sostenibilità ed economia circolare anche attraverso una maggiore premialità in termini di incentivo fiscale. Al contempo occorre proseguire il percorso della scorsa legge di bilancio per la mobilità sostenibile e individuare interventi a carattere strutturale per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati”.

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