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IL CASO

In crisi il team health di Apple, fuggi fuggi dei manager chiave

Nonostante il forte impegno dell’azienda nel settore della sanità digitale e gli investimenti su app e dispositivi medici, il business non decolla. E all’interno della squadra voluta da Tim Cook i cambi di leadership e i disaccordi hanno causato le dimissioni delle figure considerate più competenti

21 Ago 2019

Antonio Dini

È uno dei settori più complessi e difficili al mondo: salute e benessere valgono 3.500 miliardi di dollari all’anno. La pressione sui manager Apple per fare bene è altissima: Tim Cook, il Ceo dell’azienda, reputa l’health-care uno dei settori più strategici per il futuro dell’azienda. E i conflitti interni vanno avanti da anni sulla scia di visioni completamente diverse relative al ruolo che Apple dovrebbe giocare. Il risultato, riporta la stampa americana, è che numerosi manager se ne sono andati nell’ultimo anno, trovando un lavoro dalla concorrenza, a partire da Google.

Il team salute e benessere di Apple (che include anche la parte medicale dei software e hardware aziendali) ha assistito infatti a una serie di partenze nell’ultimo anno, dopo una serie di cambi di leadership e disaccordi interni sulla direzione della divisione.

La tensione è cresciuta all’interno della squadra negli ultimi mesi, sebbene i conflitti siano iniziati in modo carsico già diversi anni fa. Alcuni dipendenti sono infatti rimasti delusi dalla cultura del gruppo: alcuni hanno prosperato mentre altri si sono sentiti messi da parte e incapaci di far avanzare le proprie idee.

Secondo le ricostruzioni alcuni dipendenti-chiave speravano di affrontare sfide più grandi nel sistema sanitario, come dispositivi medici, telemedicina e pagamenti sanitari. Al contrario, l’attenzione è stata invece rivolta alle funzionalità per una popolazione di utenti sostanzialmente sani. La salute rimane comunque una priorità strategica per Apple.

L’impegno per la salute di Apple è stato un fattore chiave per le vendite di Apple Watch, che ha contribuito a trasformare il segmento dei dispositivi indossabili di Apple nel suo motore di crescita proprio quando le vendite degli iPhone hanno rallentato. Tim Cook ha affermato che spera di fare in modo che il segmento della salute e benessere diventi il “più grande contributo dell’azienda all’umanità”.

Non è chiaro se il tasso di logoramento all’interno del gruppo salute e benessere sia superiore rispetto ad altri gruppi all’interno di Apple. Ma le partenze e la tensione interna sulla visione del team dimostrano se non altro come le aziende tecnologiche possano trovarsi all’improvviso in difficoltà in un settore notoriamente complesso, dal valore di 3,5 trilioni di dollari.

Il team salute e benessere riporta direttamente a Jeff Williams, il chief operation officer dell’azienda (la posizione tenuta da Tim Cook quando Steve Jobs era ancora vivo). È stata proprio un’idea di Williams, nel 2016, a spingere il gruppo di lavoro di Apple Watch a lavorare di più sul tema salute e benessere, quando è stato chiaro con i dati di vendita che la parte “moda” non avrebbe attratto l’attenzione in modo particolare, a partire dal flop ad esempio della prima generazione di Apple Watch in oro massiccio.

Il problema è che la strategia è cresciuta grazie a contributi divergenti di persone diverse a cui è stato chiesto di esplorare nuove idee con molta libertà, ma non è mai stata portata a una sintesi e direzione unica sufficientemente condivisa.

I dipendenti più ambiziosi in questo settore sono desiderano infatti affrontare direttamente i maggiori problemi nel sistema sanitario. Ma ciò non sempre si adatta all’approccio di prodotto più incrementale e misurato delle grandi aziende tecnologiche come Apple.

Tra le partenze più recenti, secondo la stampa americana ci sono: Christine Eun, che ha lavorato presso Apple per quasi otto anni con un background nel marketing e che ha lasciato questo agosto; Brian Ellis, che ha lasciato il team di supervisione di AC Wellness, una sussidiaria che gestisce una serie di cliniche sanitarie per i dipendenti Apple, e che è tornato ad Apple Music a giugno. Poi, Matt Krey, che ha lasciato Apple a maggio e si sta prendendo del tempo per concentrarsi sulla sua famiglia, almeno secondo quanto afferma il suo profilo su LinkedIn.

Altre recenti partenze che sono state precedentemente riportate includono Warris Bokhari, che è passato ad Anthem quest’estate, e il ricercatore Andrew Trister, che è entrato nella Gates Foundation all’inizio di agosto.

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