Semplificazioni bis è legge: novità per PA digitale e banda ultralarga

IL PROVVEDIMENTO

Il Semplificazioni bis in Gazzetta: ecco le novità per PA digitale e banda ultralarga

Sanzioni fino a 10mila euro per le amministrazioni che non innovano; arrivano le deleghe per Spid e Cie. Fibra ottica e 5G: autorizzazioni più rapide. Sarmi (Asstel): “Risposta concreta alle esigenze di modernizzazione del Paese”

03 Giu 2021

Federica Meta

Giornalista

Sanzioni per le PA che non innovano, Spid con delega per gli utenti più anziani e costi zero per chi richiede certificati in formato digitale. E ancora, autorizzazioni più rapide per fibra e 5G-Sono queste, tra le altre, diverse le novità inserite nel dl Semplificazioni pubblicato in Gazzetta e in vigore dal 1° giugno (dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni).

Sanzioni per le PA che non innovano

Il dl Semplificazioni prevede sanzioni da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 100.000 euro “in caso di mancata ottemperanza alla richiesta di dati, documenti o informazioni” al fine di assicurare l’attuazione dell’Agenda digitale italiana ed europea, ovvero in “violazione degli obblighi di transizione digitale”. E sarà l’Agid a irrogare la sanzione amministrativa ai dirigenti responsabili.

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Sanità

L’Agid pubblica le segnalazioni sul sito internet istituzionale e “procede altresì a segnalare le violazioni alla struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale” che, “diffida ulteriormente il soggetto responsabile a conformare la propria condotta agli obblighi previsti dalla disciplina vigente entro un congruo termine perentorio” e in caso di inottemperanza, potranno essere esercitati i poteri sostitutivi del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato. Inoltre, decorsi i termini, in base alla gravità della violazione può essere nominato un commissario ad acta.

Deleghe per Spid e Cie

Con l’idea di aiutare anche gli anziani ad utilizzare i servizi digitali, il governo ha introdotto la delega allo Spid, l’identità digitale. Sarà possibile effettuare l’accesso al servizio per conto di un’altra persona in possesso delle credenziali. Il meccanismo funzionerà anche con la Cie (carta di identità elettronica).

Si istituisce il Sistema di gestione deleghe (Sgd), affidato alla responsabilità della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.

Il SGD consente a chiunque di delegare l’accesso a uno o più servizi a un soggetto titolare dell’identità digitale con livello di sicurezza almeno significativo. La presentazione della delega avviene presso gli sportelli dell’ente.

“A seguito dell’acquisizione della delega al Sgd, è generato un attributo qualificato associato all’identità digitale del delegato, secondo le modalità stabilite dall’AgID con Linee guida. Tale attributo può essere utilizzato anche per l’erogazione di servizi in modalità analogica”, si legge nel testo.

Per la realizzazione, gestione e manutenzione del SGD e per l’erogazione del servizio, la struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale si avvale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

La struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale sarà il titolare del trattamento dei dati personali, ferme restando le responsabilità in capo all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con il Ministro dell’interno, sentita l’AgID, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza unificata definirà le caratteristiche tecniche, l’architettura generale, i requisiti di sicurezza, le modalità di acquisizione della delega e di funzionamento del SGD. Lo stesso decreto individuerà le modalità di adesione al sistema nonché le tipologie di dati oggetto di trattamento, le categorie di interessati.

Semplificazione dei dati pubblici

Si semplifica la gestione dei dati pubblici, rafforzandone al contempo la sicurezza. Con un focus sull’Anagrafe nazionale che rappresenta il più grande archivio di informazioni in mano alla PA.

“Con uno o più decreti del Ministro dell’interno, adottati d’intesa con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il Ministro per la pubblica amministrazione, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città ed autonomie locali testo  – si legge – sono assicurati l’aggiornamento dei servizi resi disponibili dall’Anpr alle pubbliche amministrazioni, agli organismi che erogano pubblici servizi, alle imprese e ai cittadini, nonché l’adeguamento e l’evoluzione delle caratteristiche tecniche della piattaforma di funzionamento dell’Anpr”

In pratica niente più moduli da compilare poi per ogni ente pubblico con cui ci si interfaccia e la pubblica amministrazione non potrà richiedere ai cittadini informazioni che sono già state fornite. Prevarrà il principio dell’interoperabilità dei dati, che significa database condivisi tra le diverse amministrazioni. Il governo ha in programma di emanare delle linee guida valide per tutta la pubblica amministrazione e di estendere l’uso la Piattaforma digitale nazionale dati, sistema che semplifica lo scambio di informazioni nel pubblico.

Niente costi se si sceglie il digitale

Il dl Semplificazioni introduce un’importante novità per i certificati come ad esempio lo stato di famiglia, il certificato di nascita o di matrimonio: si potranno richiedere gratuitamente online senza dover pagare la marca da bollo. L’obiettivo è quindi agevolare l’accesso digitale ai servizi per favorire lo sviluppo di PA senza carta.

Fibra ottica e 5g: autorizzazioni più rapide

Il decreto punta a dare un’ulteriore spinta ai cantieri per la banda ultralarga e il 5G semplificando anche le opere necessarie all’interno degli edifici. Punto primo l’istanza unica, alias una sola richiesta da parte degli operatori di Tlc: “Il soggetto richiedente dà notizia della presentazione dell’istanza a tutte le amministrazioni o enti coinvolti nel procedimento”, si legge nel documento. E “quando l’installazione dell’infrastruttura è subordinata all’acquisizione di uno o più provvedimenti, determinazioni, pareri, intese, concerti, nulla osta o altri atti di concessione, autorizzazione o assenso, da adottare a conclusione di distinti procedimenti di competenza di diverse amministrazioni o enti, inclusi i gestori di beni o servizi pubblici, il responsabile del procedimento convoca, entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione dell’istanza, una conferenza di servizi, alla quale prendono parte tutte le  amministrazioni, enti e gestori di beni o servizi pubblici interessati dall’installazione, nonché un rappresentante dei soggetti preposti ai controlli”.

Il parere positivo della conferenza sostituisce ad ogni effetto tutti i provvedimenti e della convocazione e dell’esito della conferenza viene comunque informato il Ministero.

E dopo 90 giorni scatta il silenzio-assenso. “Le istanze di autorizzazione si intendono accolte qualora, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla presentazione del progetto e della relativa domanda, non sia stato comunicato un provvedimento di diniego o un parere negativo da parte dell’organismo competente ad effettuare i controlli”.

Le nuove regole saranno valide anche per gli interventi di infrastrutturazione digitale degli edifici o delle unità immobiliari, “intesa come realizzazione di una infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio o all’unità immobiliare, contenente reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio o dell’unità immobiliare con il punto terminale di rete”.

Green pass: certificazioni verdi per covid-19

Le certificazioni verdi per Covid-19, meglio conosciute come Green pass, saranno poi disponibili per i cittadini nel loro fascicolo sanitario elettronico (Fse). Nel dettaglio, saranno emessi dalla piattaforma nazionale Dcg intorno a metà giugno secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Il Green pass dovrebbe essere disponibile anche sull’App Immuni.

Il commento di Asstel

“Esprimiamo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto dal Governo – commenta Massimo Sarmi, presidente di Asstel – poiché le procedure per autorizzare la realizzazione delle reti a banda ultra larga fisse e mobili, come previsto nel Decreto Legge forniscono una risposta concreta all’esigenza di certezza dei tempi richiesti dai procedimenti amministrativi, necessari alle imprese per dotare il Paese di infrastrutture in grado di supportare la digitalizzazione e incentivare la ripresa, nel rispetto delle competenze delle diverse amministrazioni coinvolte”.

“Auspichiamo altresì che il Parlamento, oggi chiamato a svolgere la propria funzione legislativa, possa concludere il proprio lavoro in tempi brevi. È questo, infatti, il momento decisivo per completare la digitalizzazione del Paese e promuovere gli investimenti – conclude Sarmi- L’obiettivo è che possa iniziare un nuovo corso che permetta alle persone e alle imprese di sfruttare appieno tutte le opportunità offerte dall’innovazione, dal 5G e da una copertura delle reti a banda ultra larga sempre più capillare del territorio italiano, per colmare il divario digitale”.

A Forum PA 2021  riflettori puntati sulla trasformazione digitale del Paese

Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese. Per questo motivo, il 27% delle risorse totali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono destinate alla transizione digitale del sistema-paese nel suo complesso.

In questo scenario il 22 giugno, dalle 14 alle 18, a Forum PA insieme al ministro della Transizione digitale Vittorio Colao si analizzeranno le principali linee di intervento rivolte alla digitalizzazione della PA (cloud, interoperabilità dati, servizi digitali, cyber-sicurezza), al potenziamento delle infrastrutture digitali e della connettività a banda ultra e all’ammodernamento del settore produttivo (transizione 4.0, ricerca e sviluppo, internazionalizzazione, ecc.).

Per maggiori info e per iscriversi https://forumpa2021.eventifpa.it/it/event-details/?id=9802

E il progetto di rilancio del paese necessita di una PA profondamente rigenerata che, attraverso un’azione coerente e costante di miglioramento, sia in grado di supportare la politica nella costruzione di strategie e obiettivi di ripresa e di indirizzare la comunità nazionale sulla strada di uno sviluppo inclusivo e sostenibile. A Forum PA 2021, il 24 giugno dalle 14 alle 18, insieme al ministro della PA, Renato Brunetta si aprirà il confronto sulla centralità dell’intervento pubblico per garantire un’economia efficiente e una crescita stabile che garantisca allo stesso tempo maggiore equità.

Focus inoltre le azioni necessarie ad abilitare una PA capace, competente, semplice, smart e digitale, in grado di offrire servizi di qualità ai cittadini e alle imprese e di rendere più competitivo il sistema-Italia.

Qui per maggiori informazioni e per iscriversi https://forumpa2021.eventifpa.it/it/event-details/?id=9801

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