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STRATEGIE

Piacentini: “Team digitali vanno replicati. Serve uno shock dall’esterno”

A ForumPA 2018 l’appello al nuovo governo del Commissario straordinario del Team Digitale: “Non bastano 30 persone per trasformare la PA. Stiamo muovendo una montagna di pochi centimetri. Bisogna portare a bordo esperti”

22 Mag 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

“Non basta un team di 30 persone per trasformare la PA e fare l’Italia digitale. Stiamo muovendo una montagna di pochi centimetri. Il mio suggerimento al nuovo governo? Replicare team simili al nostro nei ministeri e in alcuni enti”. Dal palco di ForumPA 2018 il Commissario straordinario del Team Digitale Diego Piacentini, intervistato da Luca Attias, guarda al futuro e accende i riflettori sul tema delle competenze. “In questo momento il nostro modello è difficilmente replicabile. Quello che abbiamo creato è un’eccezione all’interno della PA. L’obiettivo principale di un governo che vuole aiutare la PA a trasformarsi anche tramite la digitalizzazione è ampliare il modello che abbiamo messo in piedi”, ha detto il Commissario evidenziando però che “è necessario creare le condizioni, anche regolatorie, che permettano di attrarre persone dall’esterno”.

Secondo Piacentini la macchina pubblica non può svecchiarsi dall’interno: “Stiamo parlando di una macchina complessa che da 70 anni funziona nello stesso modo. Impossibile che un modello del genere si rivoluzioni dall’interno. E non è un caso se le attività del Tema Digitale benché siano del tutto normali vengono viste come anomale all’interno della PA . Servono momenti di shock e sperare che si vada nella direzione giusta”.

Piacentini ha puntualizzato che se potesse scegliere una priorità su cui agire “punterei sugli skill di project management. Sono poche le amministrazioni e le persone che hanno persino una minima capacità di gestione dei progetti con un workflow, momenti di controllo, verifica e correzione. Ma bisogna eliminare situazioni che disincentivano le persone a lavorare nella PA perché lo sbaglio fa rima con punizione. In Italia ci sono manager ed esperti disposti a lavorare nella PA per due tre anni se si creano le condizioni giuste”.

Il commissario ha poi ricordato che il Team sta lavorando “su un’app sperimentale dedicata al cittadino per comunicare con la PA, fare transazioni, richiedere certificati e impostare le proprie preferenze e il proprio profilo”. Si tratta di IO, l’applicazione tramite la quale, ad esempio, eseguire pagamenti, gestire documenti e in generale interagire con la PA. Lo sviluppo dell’app richiederà tempo e diversi step: questa estate dovrebbero partire i test. Il processo di realizzazione si dovrebbe completare nel 2022, come indicato dallo stesso Piacentini nei giorni scorsi. L’applicazione rende operativo il progetto di Cittadinanza Digitale, a cui stanno lavorando ministero della PA e Semplificazione, Team Digitale e Agenzia per l’Italia Digitale. L’applicazione del cittadino rappresenta un unico pannello di controllo centrale in cui confluiranno tutte le tecnologie essenziali del nuovo “sistema operativo” della pubblica amministrazione ovvero Spid, Anpr e PagoPA.

Che fine farà il Team Digitale? “Siamo in scadenza il 15 settembre. Abbiamo delle proposte da sottoporre al nuovo governo – ha annunciato il commissario – tra cui anche quella del proseguimento del lavoro del Team e la sua estensione ad altre strutture pubbliche”.

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