IL CASO

E-mail pubblicitarie non richieste, guai in vista per Google?

Secondo Noyb.eu, il gruppo di difesa della privacy fondato da Max Schrems, BigG vìola la sentenza della Corte di Giustizia Ue sul consenso preventivo al marketing diretto via posta elettronica. Depositato un reclamo al Garante francese per la protezione dei dati personali

24 Ago 2022

Federica Meta

Giornalista

Gmail

Google ha violato una sentenza del tribunale dell’Unione Europea inviando e-mail pubblicitarie non richieste direttamente alla casella di posta degli utenti di Gmail. Ad annuciarlo Noyb.eu (None Of Your Business), il gruppo di difesa fondato dall’avvocato austriaco e attivista per la privacy Max Schrems,  in un reclamo presentato all’organo di controllo francese per la protezione dei dati (Cnil).

Stando alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2021, Google dovrebbe chiedere agli utenti di Gmail il consenso preventivo prima di inviare loro e-mail di marketing diretto.

“Sebbene le e-mail pubblicitarie di Google possano sembrare normali – spiega noyb.eu nel reclamo – includono la parola “Ad” in lettere verdi sul lato sinistro, sotto l’oggetto dell’e-mail e non sono datate”.

“È come se il postino fosse stato pagato per rimuovere gli annunci dalla vostra casella di posta e mettere i propri”, ha spiegato Romain Robert, direttore del programma di noyb.eu, facendo riferimento ai filtri anti-spam di Gmail che spostano automaticamente la maggior parte delle e-mail non richieste in una cartella separata.

Google non ha risposto immediatamente alle richieste di commento. Un portavoce della Cnil ha invece confermato che l’autorità ha ricevuto il reclamo e che lo sta registrando.

La noyb.eu, con sede a Vienna, ha scelto il Cnil piuttosto che altre Authority per la privacu, in quanto nota una delle autorità di regolamentazione più influenti all’interno dell’Ue, ha fatto sapere l’associazione.

Sebbene la decisione del Cnil sarebbe applicabile solo in Francia, potrebbe comunque costringere Google a rivedere le sue pratiche in tutta la Ue.

All’inizio di quest’anno la Cnil ha imposto a Google una multa record di 150 milioni di euro (149 milioni di dollari) per aver reso difficile agli utenti di Internet rifiutare i tracker online.

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