CORONAVIRUS

Immuni, passaggio di consegne da Bending Spoons a Sogei e PagoPA

Concluso il percorso di progettazione, sviluppo e consulenza gratuita: ora la app sarà supervisionata dal Commissario straordinario per l’emergenza. E intanto un report europeo loda l’Italia per l’attenzione ai diritti fondamentali nell’uso del contact tracing

13 Ott 2020

Veronica Balocco

La app Immuni diventa ufficialmente “adulta”: dopo dieci mesi di lavoro, progettazione e sviluppo, il team di Bending Spoons ha completato il passaggio di consegne relativo al progetto, che si trasferisce ora nelle mani dei professionisti di Sogei e pagoPA. Saranno questi utimi, d’ora in poi, ad occuparsi della manutenzione e degli sviluppi futuri di Immuni, sotto la supervisione del Commissario Straordinario per l’emergenza, del Ministero della Salute e del Ministro dell’Innovazione. Il passaggio era previsto dal contratto senza alcun onere per l’Amministrazione siglato da Bending Spoons, società nata a Copenaghen e oggi tra i primi iOS app developer del mondo.
Fra le prime novità previste in questa nuova fase, vi sarà l’integrazione di Immuni con le altre app europee di contact tracing nel contesto del protocollo di interoperabilità delineato dalla Commissione Europea.

Protezione dei dati e tracciamento: Italia fra i pochi Paesi con una legge specifica

Nel contesto Ue, grazie al lavoro di Bending Spoons e dei suoi partner, l’Italia è stata tra i primissimi Paesi a beneficiare del tracciamento digitale. Ma i meriti del Belpaese non si esauriscono qui. Secondo il rapporto ‘Soluzioni digitali per combattere il Covid-19’, che analizza gli effetti sul diritto alla privacy e alla protezione dei dati delle varie soluzioni tecnologiche (tra cui le app per tracciare i contatti, droni, scanner per la temperatura) utilizzate dai 55 Stati che hanno ratificato la Convenzione sulla protezione delle persone al trattamento automatizzato di dati a carattere personale, conosciuta anche come convenzione 108, per combattere la pandemia, con Immuni l’Italia ha “rispettato molti dei principi sanciti dalla convenzione per la protezione dei dati del Consiglio d’Europa“. In particolare, risulta tra i pochissimi Paesi, insieme a Norvegia, Belgio, Francia e Finlandia, ad aver “preparato una legge specifica e ad aver fatto i necessari passi preliminari per limitare l’impatto di questo strumento sui diritti fondamentali“.

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Nel complesso la valutazione dell’Italia per quanto concerne l’app Immuni è positiva: i dati raccolti in modo completamente anonimo mostrano che l’app ha già contribuito a fermare decine di focolai, avvertendo in modo riservato e anonimo persone che, a causa di un contatto a rischio, erano state contagiate dal virus. In ogni caso, a Strasburgo si osserva che “non è chiaro come le autorità stiano ottenendo dati dall’applicazione, che si basa su un sistema che salva le informazioni sui cellulari, per monitorare l’evoluzione della pandemia e per migliorare l’accuratezza del modello utilizzato da Immuni per stabilire se un contatto è sufficientemente rischioso da dover inviare una notifica”.

Bending Spoons: “Noi mossi da spirito di solidarietà, ora speriamo in una maggior diffusione della app”

Immuni è frutto di un progetto corposo e importante, che ha ricevuto apprezzamenti da numerosi esperti di diritto, di sicurezza, di tecnologia e di design digitale, e che ha passato lo scrutinio del Massachusetts Institute of Technology. Merito anche della scelta di Bending Spoons di mettere la sua esperienza a disposizione dell’Italia in modo completamente gratuito, “mossa esclusivamente – spiega la stessa società – da spirito di solidarietà in un periodo così drammatico”. “Siamo orgogliosi del lavoro fatto e della fiducia che otto milioni di italiani hanno già riposto in Immuni – conclude Bending Spoons -. Speriamo che sempre più italiani installeranno l’app, contribuendo ad accrescerne l’efficacia ogni giorno di più”.

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