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L'INTERVENTO

Microsoft all’attacco di Facebook e Google: “Spremono profitti dai dati degli utenti”

Il ceo Satya Nadella mette nel mirino il modello di business basato sullo sfruttamento delle informazioni personali: “Un autogol”. Plauso al Gdpr europeo: “La privacy è un diritto fondamentale”

05 Nov 2018

Patrizia Licata

giornalista

Microsoft non sfrutta i dati personali dei clienti per aumentare il proprio profitto. Lo ha detto il Ceo Satya Nadella in un’intervista esclusiva a The Times, con un riferimento indiretto a Google e Facebook, i colossi di Internet che basano la loro redditività sull’analisi delle informazioni dei loro utenti e la creazione di profili dettagliati che servono a vendere spazi pubblicitari mirati.

Nadella ha chiarito alla testata britannica che la sua azienda ha scelto di non sfruttare oltre ogni limite il tesoro di dati degli utenti del motore di ricerca Bing e della sua piattaforma social LinkedIn. “Non è nostra intenzione iper-monetizzare”, ha affermato Nadella. “L’utilità massima deve essere per l’utente”.

Microsoft, che negli anni 2000 è finita nel mirino dell’antitrust per il predominio del suo software Windows, sa bene che per giocare bisogna stare alle regole. Altre aziende americane hanno imparato la lezione più di recente: Google è più volte stata oggetto di indagini in Ue per la posizione dominante con il prodotto di Internet search e col sistema operativo mobile, mentre Facebook è stata travolta dalla bufera Cambridge Analytica (per la quale è stata di recente multata dal regolatore britannico).

Nadella ha ribadito che, se Bing e LinkedIn fondassero la loro redditività sull’abuso dei dati personali, nel lungo termine questa strategia non pagherebbe. L’utilità di un prodotto come LinkedIn è usare i dati per il vantaggio economico degli iscritti, non per arricchire Microsoft o, come ha detto Nadella, “per prendere i dati e metterli al servizio di qualcos’altro”.

Il Ceo del colosso del software ha anche detto che considera la privacy su Internet un diritto fondamentale e ha lodato il nuovo regolamento Ue, la General data protection regulation (Gdpr). Nadella ha riferito che Microsoft ha applicato a tutti i suoi utenti globali protezioni simili a quelle richieste dal Gdpr in Europa: gli utenti devono avere la facoltà di scegliere quali dati condividere e come saranno usati, ha affermato.

Nadella, 51 anni, ingegnere del software, è alla guida di Microsoft dal febbraio del 2014. E’ solo il terzo Ceo di sempre per l’azienda, dopo il fondatore Bill Gates e il successore Steve Ballmer. Sotto la sua direzione, Microsoft ha acquistato LinkedIn (nel 2016) e potenziato i business innovativi come il cloud computing e gli investimenti in intelligenza artificiale.

A questo proposito Nadella ha detto al Times che molti clienti Microsoft usano prodotti di intelligenza artificiale e machine learning, ma che questo non significa che sia in arrivo un futuro in cui molti lavoratori si troveranno disoccupati perché la loro mansione è svolta da un robot o da un software. “Il futuro sarà come decideremo di forgiarlo”, ha detto Nadella. “L’AI potrebbe essere un miglioramento delle capacità umane anziché una sostituzione del lavoro dell’uomo“.

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