Privacy, nuova stretta per Facebook: anche le fanpage finiscono nel mirino della Ue - CorCom

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Privacy, nuova stretta per Facebook: anche le fanpage finiscono nel mirino della Ue

Una sentenza della Corte di Giustizia stabilisce che l’amministratore di una pagina è corresponsabile di eventuali violazioni al trattamento dati degli utenti. A rischio i contratti con le società di marketing europee

05 Giu 2018

Nuovo giro di vite per Facebook: l’amministratore di una fanpage è corresponsabile insieme alla stessa società con sede a Menlo Park del trattamento dei dati personali dei visitatori della sua pagina. Lo dice una sentenza della Corte Ue: gli amministratori delle pagine, infatti, possono ottenere dati statistici sui visitatori raccolti grazie a cookies associati agli utenti che consentono il monitoraggio del loro collegamento alla pagina. Dunque secondo la Corte se risulta che Facebook sta violando i diritti di protezione dei dati degli utenti che seguono una pagina fan, gli amministratori della pagina sono corresponsabili: la sentenza potrebbe avere una serie di ricadute negative non solo per la piattaforma social ma anche per una serie di società coinvolte nel marketing online, che potranno dover riscrivere i contratti con i clienti di tutta Europa.

Attraverso lo strumento “Facebook Insights” messo a disposizione degli amministratori delle fanpage dal social, questi raccolgono i dati sui loro visitatori con cookies attivi per due anni e salvati da Facebook su computer, tablet o smartphone. A ogni utente viene associato un codice unico, e all’accesso alla fanpage questo consente di raccogliere ed elaborare i dati su comportamenti e preferenze legate al profilo Facebook. Agli utenti, però, non viene chiesto il loro consenso per la raccolta di questi dati.

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Il caso è relativo alla tedesca Wirtschaftsakademie, che offre servizi di formazione attraverso la sua fanpage su Facebook. L’autorità di vigilanza regionale per la protezione dei dati personali del Land dello Schleswig-Holstein aveva chiesto, già nel novembre 2011, di disattivare la pagina in quanto né la Wirtschaftsakademie né Facebook avevano informato i visitatori della fanpage che Facebook raccoglieva, mediante cookie, informazioni personali per poi elaborarle. La società tedesca aveva presentato ricorso contro la decisione scaricando la responsabilità interamente su Facebook.

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