Coronavirus, Bill Gates ci ripensa: "Scenario da incubo" - CorCom

L'INTERVENTO

Coronavirus, Bill Gates ci ripensa: “Scenario da incubo”

La “profezia” annunciata pochi giorni fa – “ne usciremo presto” – non si avvera. Ma il fondatore di Microsoft si dice comunque ottimista sulla deadline di fine aprile. A patto però di un rigoroso rispetto delle misure di lockdown

06 Apr 2020

Patrizia Licata

giornalista

La pandemia di  coronavirus è uno “scenario da incubo”, ma negli Stati Uniti non avrà l’impatto drammatico a livello di mortalità prefigurato dal presidente Donald Trump. Lo ha dichiarato il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, intervenendo sul notiziario americano Fox News.

Trump la scorsa settimana ha detto che negli Usa potrebbero morire tra le 100.000 e le 240.000 persone per il Covid-19 prima che l’epidemia sia sotto controllo. La previsione di Trump si basa sulle stime fornite dal consulente alla salute della Casa Bianca, Anthony Fauci.

“Se applichiamo il social distancing in modo corretto, dovremmo essere in grado di uscirne con un tasso di mortalità ben inferiore”, ha dichiarato Gates. E ha aggiunto che, se le persone si tengono alla distanza di sicurezza quando escono e rispettano le misure di lockdown e la quarantena se sono malate, i casi dovrebbero smettere di aumentare già alla fine di aprile.

L’imprenditore oggi filantropo ha detto che è “molto importante” fornire alla popolazione i numeri dei contagi per far comprendere la gravità della situazione. Negli Stati Uniti, riporta Cnbc.com, ci sono 312.245 casi confermati di coronavirus (aggiornamento di domenica sera), tra cui 8.500 decessi.

Serve un vaccino “globale”

“Questo è uno scenario da incubo perché i virus respiratori che si trasmettono da persona a persona possono crescere in maniera esponenziale”, ha affermato Gates. “Se avessimo continuato a andare al lavoro, viaggiare e fare tutto il resto come prima, la curva si sarebbe impennata fino a vedere contagiata la maggior parte delle persone, con una massa di malati in ospedale e moltissimi decessi”.

In precedenti interviste Gates aveva detto che gli Stati Uniti si sono mossi con troppo ritardo sull’emergenza coronavirus. Agendo prima si sarebbero potuti evitare i severi lockdown.

Il fondatore di Microsoft ha anche chiarito che non si potrà tornare alla normalità vera e propria finché non sarà pronto un vaccino per tutto il mondo.

Fuori dall’emergenza col social distancing

Gli interventi dell’ex ceo di Microsoft sull’emergenza coronavirus sono stati numerosi. Gates ha parlato di recente anche in una sessione “Ask me anything” all’interno del forum di discussione di Reddit e ha detto che in 6-10 settimane potremo  tornare a una forma di normalità. Ma i paesi dovranno fare “un buon lavoro nei tamponi e nei divieti alla socializzazione”. Se così sarà, potremo veder diminuire i contagi ed essere in grado di riprendere le attività. Ma i tempi di ripresa potrebbero allungarsi anche a 2-3 mesi, ha sottolineato Gates in un commento su Cnbc.com.

Gates si è detto preoccupato dai danni economici del coronavirus, ma ancor di più dall’impatto sui paesi in via di sviluppo, “che non possono implementare lo shut down come i paesi ricchi e dove le strutture sanitarie hanno una capacità molto più ridotta”.

Gates si sta dedicando agli investimenti e alle iniziative in ambito sanità da diversi anni tramite la fondazione no-profit che ha fondato con la moglie, la Bill and Melinda Gates Foundation. Pochi giorni fa l’imprenditore e filantropo ha annunciato l’uscita dai Cda di Microsoft, che ha co-fondato nel 1975, e di Berkshire Hathaway per occuparsi solo delle attività benefiche.

Le “profezie” di Gates

Gates è noto per aver affermato, in un Ted Talk del 2015, che i virus possono essere una catastrofe anche peggiore di una guerra nucleare. “Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nelle prossime decadi, è più probabile che sia un virus molto contagioso e non una guerra. Non missili ma microbi“, ha detto Gates. Le sue parole oggi suonano come una funesta profezia su quanto sta accadendo col coronavirus, anche perché l’imprenditore aveva sottolineato che i paesi investono in armamenti più di quanto facciano per la sanità e non sono preparati ad affrontare eventuali epidemie.

Ora Gates è tornato a insistere su questo punto: occorre che i paesi aumentino la loro capacità e velocità nella ricerca e produzione di farmaci e vaccini. La Bill & Melissa Gates Foundation, insieme a Mastercard e Wellcome, ha lanciato l’iniziativa Covid-19 Therapeutics Accelerator per promuovere l’identificazione, la valutazione e lo sviluppo su larga scala di terapie per il Covid-19. A disposizione ci sono 125 milioni di dollari per trovare farmaci e prodotti biologici per il trattamento immediato dei pazienti risultati positivi al Covid-19 o ad altri agenti patogeni virali a lungo termine.

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