Venture capital, primo closing a 150 milioni per il fondo Purple di Panakès Partners - CorCom

LIFE SCIENCE

Venture capital, primo closing a 150 milioni per il fondo Purple di Panakès Partners

Dopo il medtech si estende l’area di attività di investimento al biotech. Previste erogazioni a società all’avanguardia nell’innovazione globale con il potenziale per trasformare la salute dei pazienti, con un’attenzione particolare sull’Italia

21 Lug 2021

Veronica Balocco

Panakès Partners, il principale venture capital italiano nel settore Life sciences, ha annunciato il first closing a 150 milioni di euro del fondo Purple, il secondo fondo lanciato dalla società. 

Panakès Purple Fund è attualmente il più grande fondo di venture capital italiano in fase attiva di investimento in e il più importante dedicato al solo settore Life sciences in Italia, con un focus di investimento in Italia ed Europa, oltre a Regno Unito, Svizzera, Israele e Us. È il secondo fondo di venture capital dedicato alle scienze della vita lanciato da Panakès Partners, dopo che con il primo fondo lanciato nel 2016 aveva raccolto circa 80 milioni di euro per sostenere aziende del settore medtech. Il primo fondo è stato investito in 12 start-up innovative, che hanno ricevuto quasi 200 milioni di euro di finanziamenti, grazie ai quali hanno portato sul mercato già 5 prodotti medicali innovativi e una decina in fase di sperimentazione clinica.

Interventi di nuovi investitori

Hanno partecipato al nuovo fondo la totalità degli investitori nel primo fondo oltre a nuovi investitori, tra i quali  i due anchor investors Fei e il Fondo di fondi FoF VenturItaly di Cdp Venture capital Sgr (tra i principali investitori in Venture Capital Europeo). L’investimento del Fei è sostenuto sia dall’iniziativa InnovFin Equity della Commissione europea, sia dal European guarantee fund (Feg). A questi anchor investors hanno contribuito diverse fondazioni bancarie e fondi pensione italiani, oltre a numerose aziende e family offices italiani del settore delle scienze della vita, tra cui Menarini, famiglia Cogliati (gruppo Elemaster), famiglia Colombo (gruppo Sapio), famiglia Rovati (Rottapharm biotech), famiglia Petrone (gruppo Petrone), famiglia Re (gruppo Digitec), famiglia Bassani (gruppo Movi), e altre.

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Attenzione alle malattie epidemiche

I capitali raccolti saranno investiti in round A e oltre, per sostenere, prevalentemente in Italia e in Europa, aziende e imprenditori impegnati nello sviluppo di prodotti innovativi nei settori della diagnostica, dei dispositivi medicali e delle terapie biotecnologiche con anche attenzione al settore delle malattie epidemiche. Si sosterrà la crescita di aziende e imprenditori che rimodelleranno il mondo medico, rispondendo a bisogni medici reali, salvando vite e fornendo una migliore qualità della vita per i pazienti e gli operatori sanitari, con un impatto complessivamente positivo che produrrà valore intrinseco sia per gli investitori che per la società.

Momento “eccellente” per investire nelle scienze della vita

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato, per il quale teniamo a ringraziare gli investitori che ci hanno dato fiducia. Il momento è eccellente per investire nelle scienze della vita: oltre 500 aziende ci hanno già presentato richieste di finanziamento nei primi sei mesi del 2021”, ha dichiarato Fabrizio Landi, presidente di Panakès e socio fondatore insieme a Diana Saraceni e Alessio Beverina. “Il fondo resterà aperto per ulteriori sottoscrizioni fino alla fine dell’anno, con un target di raccolta che potrà arrivare a 180 milioni di euro. Allargandoci al settore biotech, contiamo di contribuire alla crescita di realtà attive nello sviluppo di nuovi farmaci, di molecole terapeutiche e di nuove terapie e vaccini”, ha concluso Landi, ricordando che “gli operatori italiani, che aderiscono al fondo Purple, possono anche beneficiare della detrazione fiscale prevista per chi investe in startup”.

“L’ingresso in Panakès Purple fund rappresenta una ulteriore iniezione di fiducia nel gestore Panakès, di cui il gruppo Cdp ha contribuito a supportare la nascita alcuni anni fa e che ha dimostrato una solida credibilità internazionale” – commenta l’amministratore delegato e direttore generale di Cdp venture capital Sgr Enrico Resmini – “Oggi siamo lieti come Cdp venture capital di investire nuovamente in questo secondo fondo che estende la propria attività anche al settore del biotech, in cui la garanzia di capitali è fondamentale per il finanziamento alla ricerca e alla progettualità di lungo termine”.

“Siamo felici di supportare ancora una volta Panakès, dopo il nostro precedente investimento nel loro primo fondo – aggiunge Alain Godard, amministratore delegato del Fei -. Panakès è riuscita a costruire un marchio forte in Italia e altrove, grazie alla sua esperienza nel campo del medtech. Con l’estensione agli investimenti in biotech e l’allargamento del team, Panakès potrà ulteriormente supportare le aziende europee delle scienze della vita, in particolare quelle italiane, fortemente sotto servite in termini di finanziamenti in venture capital. Siamo lieti di poter utilizzare sia il mandato InnovFin della Commissione europea che il sostegno diretto degli Stati membri dell’Ue nell’ambito del Fondo europeo di garanzia per supportare ulteriormente questo segmento di mercato”.

In arrivo nuovi professionisti

Per sostenere l’ampliamento al settore biotech, è previsto a breve l’ingresso di nuovi professionisti con significative esperienze in area terapeutica e una solida esperienza in aziende farmaceutiche, che andranno a rafforzare il team di Panakès partners, attualmente composto da 11 professionisti. Recentemente Barbara Castellano è stata promossa al ruolo di partner, mentre il team di gestione della Sgr è stato rafforzato con l’arrivo di un nuovo Cfo, Lorenzo Giordano, e di un financial assistant, Andrea Steffanini.

Anche l’advisory board di Panakès è stato ampliato e rafforzato con la nomina di esperti del settore Biotech e Digital health: Fabio Pammolli, professore di Economia, Finanza e Management science al Politecnico di Milano, e Sergio Abrignani Md PhD professore ordinario presso l’Istituto nazionale di genetica molecolare (Ingm) di Milano.


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