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STRATEGIE

5G, il passo indietro di Intel: fuori dal business dei modem per smartphone

Dopo l’accordo Qualcomm-Apple, che mette fine alla guerra dei brevetti, per il chipmaker di Santa Clara non ci sarebbero più spazi di profittabilità nel settore. Confermati gli investimenti sulle infrastrutture di rete

17 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

Intel abbandona la produzione di modem 5G per gli smartphone. L’annuncio del colosso dei chip americano arriva a poche ore di distanza dal patteggiamento tra Apple Qualcomm  che ha messo fine a anni di battaglie legali sullo sfruttamento dei brevetti.

La pace tra il chipmaker di San Diego e l’azienda degli iPhone cambia tutte le carte in tavola per Intel: Apple e Qualcomm seppelliscono l’ascia di guerra e tornano a collaborare, ovvero Qualcomm potrà fornire i suo modem 5G agli smartphone della Mela. Intel perde il suo potenziale cliente numero uno e si chiama fuori.

Nessun riferimento al contesto nel comunicato ufficiale di Intel, ma le affermazioni del ceo Bob Swan non lasciano dubbi: il chipmaker di Santa Clara non vede “un percorso chiaro verso la profittabilità e ritorni positivi” per l’attività dei modem 5G per smartphone. Di conseguenza Intel “annuncia l’intenzione di uscire dal business dei modem 5G per smartphone e di completare una valutazione delle opportunità per i modem 4G e 5G nei Pc, nei dispostivi della Internet of things e altri device data-centrici”. Intel continuerà invece a investire nel suo business delle infrastrutture di rete 5G.

L’azienda rispetterà gli impegni già presi con la linea esistente di modem 4G per smartphone “ma non si aspetta di lanciare prodotti modem 5G nel segmento smartphone” e i lanci programmati per il 2020 sono annullati.

“Siamo entusiasti delle opportunità nel 5G e nella ‘cloudification’ della rete”, sottolinea il ceo Swan, ma nell’attività dei modem smartphone è evidente ora per Intel che non c’è modo di ottenere un ritorno sugli investimenti. Il 5G “continua ad essere una priorità strategica per Intel”, continua Swan, “e il nostro team ha sviluppato un portafoglio di prodotti e brevetti per il wireless di grande valore. Stiamo valutando le nostre opzioni per realizzare il valore che abbiamo creato, incluse le opportunità in un’ampia gamma di piattaforme data-centriche e dispositivi nel mondo 5G”.

In base all’accordo raggiunto tra Apple e Qualcomm, la Mela verserà una somma (non svelata) al chipmaker per l’uso delle sue tecnologie e le due aziende continueranno a lavorare insieme. Uno dei prodotti di punta di Qualcomm è il modem 5G Snapdragon X50, disegnato per supportare le nuove reti 5G. Questo accordo mette fine sostanzialmente all’annosa disputa e permette l’avvio dell’accordo di licenza della durata di sei anni (rinnovabile a due) partito formalmente lo scorso 1 aprile con cui Qualcomm fornisce ad Apple i chip modem 5G. Il rally del 20% del titolo Qualcomm in Borsa all’indomani del patteggiamento con Apple (la migliore giornata in Borsa per l’azienda dal 1999) è la dimostrazione che per il mercato il chipmaker di San Diego è il vero vincitore dell’accordo mentre finisce nell’angolo Intel, il “terzo incomodo” del complesso litigio giudiziale tra le due aziende.

Intel l’anno scorso è stata fornitore esclusivo dei chip per iPhone e ha equipaggiato l’intera gamma 2018: iPhone Xs, Xs Max e Xr. Ma Apple aveva già segnalato che non si sarebbe più rifornita da Intel per il futuro, intenzionata, probabilmente, a guardarsi intorno per trovare vendor già avanti sui modem 5G: Intel era in ritardo con lo sviluppo del modem 5G per telefoni cellulari e aveva annunciato solo a novembre 2018 un prodotto pronto per la seconda metà del 2019.

La pace con Qualcomm potrebbe anche velocizzare l’arrivo sul mercato del primo iPhone 5G, che Apple ha programmato per il 2020, in ritardo rispetto ai competitor. Pochi gli spazi che restano per Intel, considerato che altri big dei cellulari, come Samsung e Huawei, sono in grado di costruirsi i chip da sé.

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