IL PROGETTO

Intel accelera sul piano chip. In Italia la maxi-fabbrica europea?

Il produttore americano starebbe valutando la possibilità di aprire lo stabilimento nel nostro Paese. E intanto promette benefici per tutta l’Ue grazie alla distribuzione delle attività di manufacturing e R&D. Ma servono 8 miliardi di aiuti pubblici. La replica dell’azienda: “Mai chiesta una cifra specifica”

12 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

Chip

C’è anche l’Italia nella rosa dei Paesi europei dove Intel investirà per stabilire una delle sedi della maxi-fabbrica dei chip che il colosso americano ha in cantiere nel vecchio continente.

Il ceo di Intel, Pat Gelsinger, si è incontrato sia col primo ministro italiano Mario Draghi sia col presidente francese Emmanuel Macron per discutere della crisi dei chip. L’intenzione del chipmaker, scrive il Financial Times, è di portare il suo progetto da 20 miliardi di euro in più Paesi dell’Ue, in modo da generare ricadute positive su più territori e agevolare il supporto politico e finanziario della Commissione europea al progetto.

Otto miliardi di euro è infatti quanto Intel sta cercando di raccogliere in sussidi pubblici per la costruzione della fabbrica europea di semiconduttori.

La replica di Intel

Intel fa sapere a CorCom che riguardo agli incentivi per i semiconduttori in Ue, Intel non ha richiesto una cifra specifica. “Come ha affermato il nostro ceo, i leader dell’Ue devono mettere in atto gli investimenti necessari per assicurare un settore di semiconduttori vibrante, costruire una fornitura resiliente ed espandere l’innovazione nel lungo termine – si legge nella nota inviata al nostro giornale – Attualmente, una fabbrica di semiconduttori in Europa o negli Stati Uniti costa il 20-40% in più rispetto ai Paesi asiatici. Noi guardiamo all’Europa e agli Stati Uniti per aiutare a riequilibrare la supply chain globale di silicio, e siamo incoraggiati dalla risposta che abbiamo ricevuto dai leader di governo.”

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Manufacturing e R&D su più sedi

La proposta di Intel è portare la sua capacità produttiva ma anche i suoi servizi a supporto della fabbricazione di chip in diversi Paesi dell’Unione europea. “Potremmo fare la produzione in una sede e il packaging in un’altra”, ha detto l’azienda americana. Anche la ricerca e sviluppo potrebbe essere distribuita in più Paesi. In più Intel aumenterebbe gli acquisti dai fornitori europei di componenti.

Germania, Olanda, Francia e Belgio sono i paesi più “papabili” per le 8 sedi produttive, secondo il FT. A quanto ha dichiarato la Francia, Intel vuole portare in Europa fabbriche in grado di produrre i nuovi chip a 10 nanometri o anche tecnologie superiori.

Gli obiettivi dell’Europa

Il progetto si inquadra sulla scia della spinta multimiliardaria di Intel per affrontare i rivali asiatici nella produzione a contratto. “Quello che chiediamo sia ai governi degli Stati Uniti sia a quelli europei è che per noi sia più competitivo produrre in Europa rispetto all’Asia”, ha detto Gelsinger.

Per l’Europa si tratta di ridurre la dipendenza dalle importazioni sia per far fronte ai rallentamenti sulla supply chain sia per motivi di sicurezza strategica. L’obiettivo dell’Ue è arrivare a rappresentare, entro il 2030,  il 20% della produzione globale di semiconduttori.

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