Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

L'OPERAZIONE

Dell, l’ipotesi Ipo (ri)prende quota. Sarà la volta buona?

Dopo la buona trimestrale presentata a inizio mese il colosso IT sarebbe in procinto di incontrare le banche underwriter per il rientro a Wall Street. Sulla decisione pesa l’attivismo dell’investitore Carl Icahn contrario a “scorciatoie” come il buy-out delle tracking stock di VMware proposto a luglio

24 Set 2018

Patrizia Licata

giornalista

Per Dell Technologies l’ipotesi Ipo comincia ad assumere forma concreta: secondo quanto riportano Reuters e il Wall Street Journal, il colosso americano dell’IT sta prendendo in considerazione il ritorno in Borsa (dopo il delisting del 2013) senza passare per meccanismi indiretti come l’acquisizione della tracking stock della controllata VMware proposta a luglio. Dell avrebbe fissato degli incontri con le banche per discutere dell’eventuale Ipo e cercare i potenziali sottoscrittori, svelano i media Usa.

Le buone performance finanziarie presentate a inizio mese hanno fornito una spinta a riconsiderare l’ipotesi Ipo: Dell ha chiuso il secondo trimestre con revenue in aumento del del 18% a 22,9 miliardi di dollari, mentre gli utili sono saliti del 13% a 2,46 miliardi. Per l’anno fiscale 2019, Dell si aspetta revenue fino a 92 miliardi di dollari e entrate nette pari a 5,3 miliardi. Il piano di ristrutturazione da 21,7 miliardi messo in campo dall’azienda texana sembra produrre i frutti sperati e potrebbere convincere il ceo Michael Dell a decidere per il ritorno in Borsa.

Ma è soprattutto il pressing dell’investitore attivista Carl Icahn e di hedge fund come Elliott Management Corp e Canyon Capital Advisors a pesare sulle decisioni di Dell. A luglio i Cda di Dell e VMware hanno proposto il buy-out dei detentori di titoli Class V di Vmware (le tracking stock, sigla DVMT), un’operazione cash and equity da oltre 21 miliardi di dollari, di cui 9 miliardi in contanti. Con questa struttura, Michael Dell assumerebbe un maggior controllo della sua azienda e metterebbe nell’angolo l’investitore attivista Carl Icahn.

L’accordo avrebbe dovuto chiudersi nel quarto trimestre, ma Icahn non ha dato l’ok e il Chief financial officer di Dell, Tom Sweet, ha dichiarato la scorsa settimana che se l’offerta per le tracking stock viene respinta l’azienda manterrà lo “status quo”. Nemmeno sull’ipotesi Ipo ci sono conferme, chiarisce Reuters, ma un veto degli investitori più potenti (di cui l’operazione DVMT cercava proprio di limitare l’influenza) potrebbe rendere il rientro in Borsa l’ipotesi più facilmente percorribile per Michael Dell.

A inizio anno l’idea dell’offerta pubblica iniziale era stata messa da parte dal gruppo texano a causa del forte indebitamento che avrebbe potuto scoraggiare gli investitori sul mercato. Tra le ipotesi alternative Dell ha preso in considerazione anche un acqui-merger (reverse merger) con VMware: nei fatti, sarebbe stata VMware a comprare Dell e il meccanismo della “fusione inversa” avrebbe permesso a Dell di tornare in Borsa senza passare per una quotazione formale e di ricevere la liquidità necessaria per pagare parte del debito.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

D
dell
I
ipo
V
vmware

Articolo 1 di 5