5G e rete unica nel mirino dei top manager delle Tlc d’Europa - CorCom

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5G e rete unica nel mirino dei top manager delle Tlc d’Europa

Il chairman di Telefonica, José María Álvarez-Pallete, accende i riflettori sulla necessità di una revisione delle regole a livello continentale: “Bisogna spingere la quinta generazione mobile”. E il patron di Iliad, Xavier Niel, punta il dito contro il progetto italiano AccessCo: “Spero non si farà, serve concorrenza”

02 Feb 2021

Patrizia Licata

giornalista

I grandi gruppi europei delle tlc prendono una posizione decisa sul futuro delle telecomunicazioni: digitalizzazione e 5G sono al centro della strategia per gli anni a venire e, affinché la digital society diventi davvero realtà, l’Europa dovrà fare un passo indietro sulla regulation. E puntare sulla libera concorrenza.

“L’Europa deve modificare la sua regolamentazione tradizionale per affrontare la rivoluzione del 5G”; “I regolatori devono essere “coraggiosi, osare, dimenticare la regulation tradizione e adottare regole idonee per il mondo digitale”, ha affermato il chairman di Telefonica, José María Álvarez-Pallete, intervenuto a un dibattito organizzato dal Centre for regulation in Europe (Cerre). Gli operatori dovranno avere una “mente aperta” alla condivisione di tutto ciò che non incide sulla differenziazione per il consumatore, ma “abbiamo bisogno del supporto dei regolatori”, ha ribadito il presidente del colosso telecom spagnolo.

È invece Xavier Niel, patron di Iliad intervistato oggi da Repubblica, a intervenire sul tema della concorrenza. Le regole dovranno essere tali da lasciare campo libero: per questo l’imprenditore ha detto di non vedere con favore la newco AccessCo nel nostro Paese. “Amo la concorrenza e quindi spero che non ci sarà la rete unica in Italia“. Il progetto AccessCo è stato presentato da Tim e Cdp e prevede l’integrazione degli asset della newco FiberCop con quelli di Open Fiber.

Troppe regole sono “un errore strutturale”

La regulation resta la grande frustrazione degli operatori di rete europei”, ha affermato Álvarez-Pallete. “Se la regolamentazione continua a concentrarsi sul tenere i prezzi bassi, l’industria non sarà in grado di affrontare gli investimenti per la fibra e le implementazioni 5G o i nuovi servizi dati, e i cittadini europei saranno lasciati indietro nella transizione digitale”.

Il chairman di Telefonica ha sottolineato che le tlc sono l’unico settore in “deflazione costante” da diversi anni. “Offriamo più qualità e più servizi, ma i prezzi hanno continuato a scendere a causa della concorrenza artificialmente introdotta nel settore delle telecomunicazioni. Questo è un errore strutturale e c’è bisogno di un nuovo approccio industriale”.

“Siamo gli unici che possono investire e creare un clima di innovazione che permetterà all’Europa di mantenere la sua sovranità digitale“, ha proseguito Álvarez-Pallete. “Ma l’Europa deve permettere al settore di crescere e diventare più forte per essere competitivo su scala globale”.

Per questo il chairman di Telefonica ha anche chiesto all’Ue di creare un “level playing field” tra tutti gli attori sul mercato e nuove regole per il mondo digitale. In breve, deregulation per le telco e regole uguali per gli Over the top.

Ma il presidente del  gruppo spagnolo ha anche chiesto di smettere di estrarre denaro dalle telco tramite le aste dello spettro, di rivedere le regole sulla concorrenza per permettere il consolidamento di mercato e facilitare, anziché ostacolare, l’innovazione europea nei servizi.

AccessCo, Iliad dice no. Ma potrebbe essere della partita

Amo il vostro Paese, ci vado spesso”, ha detto invece Niel sul tema della concorrenza. Ma sulla rete unica il fondatore di Iliad non condivide la scelta italiana. Non è “quella fatta in Francia per la fibra ottica” e “Auspichiamo che anche in Italia non venga percorsa questa strada. È una decisione che spetta ad attori privati e alle autorità della concorrenza, al livello nazionale ed europeo”.

Ma, se il cantiere della rete unica andrà avanti, Iliad potrebbe entrare nella partita. “In funzione delle condizioni proposte valuteremo se partecipare”.

L’Italia è ormai il secondo mercato per il gruppo telefonico francese. Iliad punta a 7 milioni di utenti mobili grazie a “una politica estremamente aggressiva, portando la trasparenza sui prezzi, qualcosa di nuovo nel mercato italiano”. I prezzi resteranno bassi con un’offerta “con molto traffico dati”. La rete di Iliad viene costantementeampliata e nell’estate, ha confermato Niel al quotidiano romano, sarà lanciata la nuova offerta sul fisso.

La polemica sulla rete unica italiana

Le perplessità sull’operazione AccessCo ha varcato i confini italiani per raggiungere l’Europa. L’eurodeputato  del Partito Popolare europeo Antonius Manders ha presentato a inizio anno un’interrogazione alla Commissione Ue per verificare la coerenza del progetto con il nuovo Codice delle Comunicazioni entrato in vigore a dicembre e con la normativa antitrust.

Secondo l’eurodeputato olandese si paventano “segnali di ritorno al monopolio in alcuni mercati delle tlc” e il progetto italiano potrebbe rappresentare un “precedente” in grado di “contagiare” altri mercati europei “ostacolando l’obiettivo del Codice europeo di realizzare un mercato interno delle comunicazioni elettroniche”. Manders chiede di chiarire se sia “lecito che l’operatore storico (Tim, ndr) mantenga una qualche forma di controllo sulla nuova entità risultante dalla fusione, rimanendo così un operatore integrato verticalmente con il pieno controllo del mercato all’ingrosso”.

In un  tweet il presidente di Open Fiber Franco Bassanini ha replicato che “la Vestager si è già espressa: la rete unica si può fare, ma deve essere indipendente e neutrale, dunque non verticalmente integrata. Se no, continuerà la concorrenza e vinca il migliore!”.

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