5G, Gamberini (Tim): "Fondamentale la domanda delle imprese" - CorCom

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5G, Gamberini (Tim): “Fondamentale la domanda delle imprese”

Il Cto accende i riflettori sul progetto di smart agriculture nei vigneti delle Langhe dove si produce il Barolo. La quinta generazione mobile grande occasione di sviluppo tecnologico in Italia, ma “i limiti elettromagnetici sono un ostacolo enorme”

16 Dic 2020

Patrizia Licata

giornalista

Il 5G come grande occasione di sviluppo tecnologico per il sistema-Paese: così è il nuovo standard mobile per Michele Gamberini, Chief Technology & Information Officer di Tim, intervenuto nell’edizione di dicembre di Telco per l’Italia.

“Sono molteplici le tecnologie che ruotano intorno al 5G e che rafforzano l’attuazione dei casi d’uso”, ha sottolineato Gamberini. “Edge computing per i servizi in prossimità del cliente capaci di garantire sicurezza e abilitare ‘ultra-reliable use cases’, intelligenza artificiale e machine learning per analisi e predizioni in tempo reale, Internet of things e cloud” sono tra le innovazioni abilitate dal 5G e che ne portano alla luce tutti i vantaggi.

Nelle Langhe il primo vigneto 5.0

La sperimentazione in ambito smart agriculture avviata da Tim con Cantina Voerzio Martini ha visto il ricorso proprio a molteplici tecnologie associate al 5G: dalle soluzioni IoT all’impiego di droni per l’acquisizione e la rilevazione in tempo reale dei dati sui raccolti fino all’intelligenza artificiale. È la prima volta per un vigneto in Italia. Cantina Voerzio Martini nei suoi oltre 12 ettari di vigne produce alcuni dei migliori vini delle Langhe piemontesi, in particolare il Barolo.

“Questa use case dimostra come si può migliorare la qualità della produzione vinicola con la tecnologia 5G integrata a strumenti innovativi come droni, sensori, Ai, Big data e blockchain“, ha affermato Gamberini. “La sperimentazione riguarda la raccolta, tramite sensori nella vigna, di dati sulle condizioni meteorologiche, del terreno e delle piante. I dati vengono catturati da dispositivi mobili e analizzati in una control room tramite una piattaforma cloud per ottenere una gestione ottimale del vigneto e del raccolto”.

Tutte le informazioni sono garantite e protette all’interno della piattaforma blockchain di Tim. Questo permette di certificarle, assicurandone così l’origine e la sicurezza, attribuendo una sorta di marchio Docg (Dato di origine certificata e garantita) immutabile nel tempo.

Il futuro dell’agricoltura e allevamento di precisione

I droni, in particolare, fanno uso di tecnologie brevettate da Tim “beyond the visual line of sight” e monitorano le condizioni delle vigne in tempo reale. “Nel prossimo futuro Tim prevede di usare il 5G su trattori connessi che si muovono per i campi e per dispositivi wearable applicati all’allevamento del bestiame“, ha indicato Gamberini.

“In queste sperimentazioni Tim collabora con altri attori ed è questa la grande novità del 5G: è una tecnologia che richiede  un grande lavoro di partnership“, ha sottolineato il Cto del gruppo italiano. “Il mestiere dell’operatore cambia; cambia il modo di vendere il prodotto e di interagire col mondo esterno”.

Il 5G in Italia: “Introduzione graduale per segmenti di industria”

Per Gamberini il 5G “sarà un anno importante per il 5G in Italia”. Ma, “siccome è molto diverso dalle tecnologie mobili che lo hanno preceduto e ha molte use case per il mondo enterprise, l’introduzione sarà graduale e differenziata per settori e singole aziende. Va stimolata la consapevolezza dell’industria e delle imprese sui vantaggi del 5G come soluzione per il futuro”. Gli operatori, ha proseguito Gamberini, “si impegnano sulla realizzazione delle reti”, ma andando a sviluppare la copertura “in funzione delle esigenze commerciali e industriali”, ovvero a seconda della domanda delle imprese e delle applicazioni verticali che chiederanno servizi supportati dal 5G.

Tuttavia per Tim resta un ostacolo fondamentale: “Ci sarebbe bisogno di un intervento da parte autorità per rivedere i limiti sull’esposizione ai campi elettromagnetici. In Italia sono i più bassi d’Europa e rappresentano un vero ostacolo alla diffusione di tutte le tecnologie di comunicazione mobile”, ha concluso Gamberini.

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