LA PROPOSTA

5G, assist di Amendola agli Usa. Mentre la Francia “sfida” Trump

Il ministro degli Affari europei definisce “interessante” l’ipotesi di supportare, anche con una partecipazione azionaria, Ericsson e Nokia. Intanto oltralpe Le Maire annuncia: “Non escluderemo Huawei”. In Germania Merkel incontra i vertici dei player europei. E la cinese replica duramente alle nuove accuse di cyber-spionaggio di Washington

13 Feb 2020

Federica Meta

Giornalista

Il governo italiano “apre” all’ipotesi Usa di sostenere player europei per lo sviluppo del 5G, in alternativa a Huawei. “C’è una riflessione dell’ amministrazione Usa sulla possibilità di sostenere altri soggetti, come Nokia ed Ericsson, che possano lavorare sul 5G in alternativa a Huawei – ha puntualizzato il ministro degli Affari europei, Enzo Amendola, parlando con la stampa a conclusione della sua missione negli Stati Uniti – Credo sia una suggestione molto interessante e speriamo di vedere dei progressi”. Amendola ha comunque ribadito che non ci sono preoccupazioni da parte degli Usa sulla partecipazione di Huawei alla realizzazione della rete 5G.  “L’Italia già da settembre ha preso tutte le misure necessarie per la sicurezza”, ha evidenziato Amendola riferendosi al varo del perimetro cibernetico.

Oggi, intanto, la cancelliera tedesca Angela Merkel incontra i vertici di Nokia ed Ericsson.

La proposta Usa

L’idea a cui fa riferimento il ministro Amendola è stata lanciata dal Procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr: gli Stati Uniti e i suoi alleati potrebbero comprare quote di controllo nei vendor europei Nokia ed Ericsson per contrastare il predominio di Huawei e della Cina sul mercato delle attrezzature di rete 5G.

L’Attorney general ha detto che qualche alto funzionario del governo ha suggerito che i timori riguardanti Huawei “potrebbero essere risolti dagli Stati Uniti sostenendo Nokia e/o Ericsson, tramite una quota di controllo americana sia diretta che tramite un consorzio di imprese americane e di paesi alleati”.

L’investimento degli Usa in Nokia e Ericsson – Barr lo ha definito “il vasto mercato e possente muscolo finanziario dell’America – potrebbe rendere le due aziende europee dei concorrenti formidabili e “eliminare i timori sulla loro capacità di resistere” alla concorrenza cinese, ha affermato Barr. “Noi e i nostri più vicini alleati certamente abbiamo bisogno di prendere seriamente in considerazione questo approccio”.

Nokia e Ericsson hanno una capitalizzazione di mercato congiunta di circa 50 miliardi di dollari e non è chiaro con quali fondi il governo americano potrebbe comprare quote di controllo nei due vendor, né se le due aziende o i regolatori europei approverebbero un’operazione del genere. Il governo americano raramente investe in aziende quotate; ancora più rari sono gli investimenti in aziende estere.

Nuove accuse di Washington contro Huawei

Secondo un’esclusiva del Wall Street Journal Huawei può accedere di nascosto alle reti degli operatori telefonici attraverso le “back door” che sarebbero a uso esclusivo delle forze dell’ordine. Il quotidiano statunitense scrive che gli Stati Uniti hanno mantenuto segrete queste informazioni fino alla fine del 2019: poi, le hanno condivise con alcuni alleati, tra cui la Germania e il Regno Unito.

La legge prevede le “back door” per permettere alle forze dell’ordine di avere accesso alle reti; accesso che invece è vietato alle aziende costruttrici. Secondo Washington, Huawei avrebbe mantenuto la capacità di accedere alle reti all’insaputa degli operatori. “Abbiamo le prove che Huawei ha la capacità segreta di accedere a informazioni sensibili e personali nei sistemi che vende in tutto il mondo” ha spiegato il consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien. Gli Stati Uniti non hanno fornito dettagli sulle loro accuse, se non che Huawei avrebbe usato questi accessi vietati già nel 2009, con le reti 4G. La società cinese ha respinto le accuse: “Non abbiamo mai e non faremo mai niente che possa compromettere o mettere in pericolo la sicurezza delle reti e dei dati dei nostri clienti”.

La difesa di Huawei

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Ma il colosso cinese respinge le accuse. “Come evidenziato dalla fuga di notizie del caso Snowden, gli Stati Uniti hanno avuto accesso segretamente alle reti di telecomunicazioni in tutto il mondo, spiando gli altri Paesi per molto tempo – si legge in una nota – Il rapporto reso noto questa settimana dal Washington Post su come la Cia abbia usato una società di criptaggio per spiare altri stati per decenni, ne è un’ulteriore prove”. Secondo Huawei, le accuse i di usare intercettazioni legali non sono altro che “una cortina fumogena – non seguono alcuna logica accettata nel settore della cyber security. Huawei non ha mai e mai avrà accesso segretamente alle reti di telecomunicazioni, né ha la possibilità di farlo. Il Wall Street Journal è chiaramente a conoscenza del fatto che gli Stati Uniti non possono fornire alcuna prova per supportare le proprie accuse, eppure hanno scelto di pubblicare ancora una volta le menzogne diffuse da alcuni funzionari statunitensi. Questo rispecchia il pregiudizio del Wall Street Journal contro Huawei e mina la sua credibilità”.

“Il ruolo di Huawei nel settore delle telecomunicazioni è quello di fornire apparecchiature conformi agli standard 3GPP/Etsi, esattamente come qualsiasi altro fornitore – spiega – Huawei è obbligata a seguire gli standard di intercettazioni legali previsti in tutto il settore, come 3GPP’s TS 33.107 per le reti 3G, e TS 33.128 per le reti 5G. Questi sono gli unici obblighi di Huawei in relazione all’intercettazione legale”.

La compagnia sottolinea che la gestione e l’uso effettivo delle intercettazioni legali sono condotti unicamente dagli operatori e dalle autorità regolatorie e che le interfacce di intercettazione si trovano sempre in sedi protette dell’operatore, e sono gestite da dipendenti che sono controllati dal governo dello stato in cui operano.

“Gli operatori hanno regole molto rigide per operare e gestire queste interfacce – puntualizza la nota – Huawei non sviluppa o produce alcuna attrezzatura di intercettazione oltre quelle prevista dalle intercettazioni legali”. Inoltre l’azienda, essendo solo fornitore di apparati,  non ha nessuna possibilità di accedere alle reti dei clienti senza la loro autorizzazione e senza la possibilità di essere rilevati. Noi non abbiamo la possibilità di aggirare gli operatori, prendere il controllo e prelevare dati dalle loro reti senza essere scoperti da tutti i normali firewall o sistemi di sicurezza. Infatti anche il Wall Street Journal ammette che i funzionari statunitensi non possono fornire dettagli concreti riguardo alle cosiddette backdoors”.

“La cyber security e la protezione della privacy dell’utente sono priorità assolute di Huawei. Le osservazioni fatte dai funzionari statunitensi ignorano completamente gli enormi investimenti e l’efficace lavoro fatto da Huawei e dagli operatori per la gestione dei rischi in tema di cyber security – conclude la nota – Siamo molto indignati dal fatto che il governo statunitense non abbia risparmiato alcuno sforzo nello stigmatizzare Huawei usando i temi della cyber security. Se davvero gli Stati Uniti dovessero scoprire violazioni da parte di Huawei, noi chiediamo ufficialmente agli Stati Uniti di rivelare prove specifiche invece di usare i media per diffondere voci del tutto infondate.

La Francia non escluderà Huawei dal 5G

Intanto la Francia annuncia che non escluderà i cinesi dalla realizzazione delle reti 5G. A dirlo il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire.Huawei non verrà esclusa dalla 5G in Francia – ha spiegato ai microfoni di  Rmc-Bfmtv –  E’ perfettamente comprensibile che si possa ad un certo punto privilegiare un operatore europeo, ma se Huawei ha migliori offerte da presentare ad un momento o l’altro dal punto di vista tecnico, dal punto di vista dei costi, potrà avere accesso alla 5G in Francia”.

Le Maire ha quindi evidenziato che se ci saranno delle “installazioni critiche, delle installazioni militari, delle zone nucleari a prossimità, defineremo un certo numero di restrizioni per proteggere i nostri interessi di sovranità”. La decisione di Parigi segue a stretto giro quello di Londra. Il governo di Boris Johnson ha annunciato che  Huawei sarà autorizzata a partecipare alla realizzazione della rete wireless 5G ma sarà esclusa dalle parti “core” del sistema.

Nella dichiarazione, che non menziona chiaramente Huawei, il ministero della Cultura, dei media e del digitale Uk ha annunciato che i player “ad alto rischio” saranno “esclusi dalle parti sensibili della rete 5G “e saranno soggetti a un limite del 35% sulla loro partecipazione a parti non strategiche, essenzialmente le antenne”.

“I ministri hanno convenuto che gli operatori britannici dovranno aggiungere ulteriori garanzie ed escludere i fornitori ad alto rischio da determinate parti delle loro reti di telecomunicazione che sono cruciali per la sua sicurezza”, spiega la nota. I produttori in oggetto saranno quindi “esclusi da tutte le infrastrutture cruciali per la sicurezza nazionale”, da “funzionalità centrali e sensibili della rete”, da “aree geografiche sensibili, in particolare vicino a siti nucleari e basi militari”, e con “una quota limitata al 35% nella rete periferica”, vale a dire le antenne a rele” per la trasmissione del segnale.

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