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5G, Tim si “aggiudica” la metà dei progetti di ricerca Mise

La telco guidata da Gubitosi al fianco dell’Università di Cassino, Agid e Politecnico di Bari. Wind Tre in campo nel progetto Siae. L’università di Cagliari si affida a Linkem e Tiscali e il Comune di Catanzaro a Vodafone

13 Gen 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

È Tim la telco che si è “aggiudicata” la metà dei progetti finanziati nell’ambito del Programma di supporto alle tecnologie emergenti 5G del Mise . La società guidata da Luigi Gubitosi figura infatti in tre dei sei progetti: Università di Cassino (classificatasi a pari merito con la Siae), Agid e Politecnico di Bari. Il progetto della Siae vede invece in campo Wind Tre, quello dell’Università di Cagliari il duo Linkem-Tiscali mentre è Vodafone la telco protagonista del progetto del Comune di Catanzaro.

I sei progetti vincitori fanno capo all’Asse II – Progetti di ricerca e sviluppo dedicato ai progetti di Pubbliche amministrazioni, Enti pubblici, Agenzie, Enti di ricerca e Università. E la dotazione finanziaria è di 5 milioni di euro. Ecco i 6 progetti vincitori

Tim in campo con l’Università di Cassino, Agid e Politecnico di Bari

L’Università di Cassino spinge sulla smart urban mobility

L’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, capofila della proposta progettuale Smart Urban Mobility Management, si è piazzata, a pari merito con il progetto della Siae, al primo posto della classifica dei finanziamenti. Il progetto capitanato dall’ateneo cassinate è sviluppato in collaborazione con Tim e con il Consorzio Nazionale Interuniversitario delle Telecomunicazioni e permetterà di realizzare una rete 5G presso il Comune di Artena (città metropolitana di Roma) e di avviare sperimentazioni su tematiche di smart mobility, utilizzando le potenzialità della rete 5G, della Internet of Things, e sfruttando algoritmi avanzati di analisi ed autenticazione dei dati basati sull’Intelligenza Artificiale e sull’uso della blockchain. Responsabile e referente scientifico del progetto è il professor Stefano Buzzi, ordinario di Telecomunicazioni presso l’Università di Cassino. “Il progetto permetterà di implementare simultaneamente connessioni a banda ultralarga e connessioni a bassa latenza ed alta affidabilità, permettendo di confrontare i trade-off sperimentali di prestazioni con quelli predetti dagli studi teorici. Questa è certamente una grande opportunità di crescita per i nostri studenti e i nostri giovani ricercatori”, sottolinea il docente. L’importo complessivo del progetto è pari a 1,25 milioni di euro, di cui l’80% erogato dal Mise ed il 20% a carico dei proponenti il progetto. Il finanziamento di pertinenza dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale per l’esecuzione del progetto ammonta a circa 400.000 euro.

Smart community, Agid battezza a Ivrea la piattaforma nazionale

Sarà Ivrea, nominata a luglio 2018 dall’Unesco “Città Industriale del XX secolo”, la città “pilota” del progetto che punta alla realizzazione della piattaforma nazionale per la gestione delle comunità intelligenti. L’iniziativa, in capo ad Agid, potrà contare sulle competenze del centro di eccellenza sulla ricerca in ambito Intelligenza Artificiale e Internet of Things del Politecnico di Torino e su quelle del raggruppamento Tim-Olivetti-Trust Technologies. Da parte loro il Comune di Ivrea e Confindustria Canavese apporteranno le competenze complementari del tessuto socio-economico-industriale necessarie per la messa a terra degli obiettivi dell’attività progettuale.

Il progetto – che avrà inizio nel primo trimestre 2020 e avrà la durata di 24 mesi – punta a replicare l’efficacia della filosofia promossa da Olivetti nei confronti dei propri dipendenti, estendendo il concetto di appartenenza e di progresso socio-culturale a tutti i cittadini, individuando di fatto un landscape community. L’utilizzo delle tecnologie abilitanti per la gestione della piattaforma, è basato sui seguenti principali obiettivi: attuare una transizione da una governance gerarchica e centralizzata ad una governance partecipata mediante l’utilizzo di strumenti di eVoting e crowdfunding; sostituire il modello a filiere verticali (ambiti applicativi come smart energy, smart mobility, etc.) in favore di una più efficiente architettura scalabile e interoperabile basata su microservizi;supportare le attività progettuali autonome e spontanee attraverso la definizione e l’erogazione di un modello Platform-as-a-Service (PaaS) e SmartCities-as-a-Service (SCaaS); integrare, ridisegnare e ottimizzare l’erogazione dei servizi pubblici esistenti, facendo uso delle tecnologie abilitanti quali Blockchain ed IA; usare i principi dell’economia comportamentale per progettare un sistema premiale che induca il cittadino ad assumere comportamenti virtuosi, monitorandone i progressi mediante tecniche di sentiment analysis e web-reputation; realizzare il primo ecosistema nazionale in cui l’amministrazione possa lanciare la nascita di una moneta virtuale (che nel progetto chiameremo Ivrea-Coin perché relativa al territorio pilota scelto), attraverso cui il cittadino possa acquistare i servizi erogati dall’amministrazione, le Pmi possano stimolare la rinascita di una economia circolare derivante dall’utilizzo di tale moneta e dove l’amministrazione locale possa reinvestire il plusvalore generato da questa moneta nell’ottimizzazione e nell’efficientamento dei servizi offerti al cittadino e per alimentare un meccanismo premiale che induca una maggiore partecipazione ed un comportamento virtuoso mediante un processo di crescita incrementale.

Bari città 5G: blockchain, Iot e AI le leve per innovare reti e servizi

Si chiama Barium5G il progetto che punta all’applicazione della tecnologia 5G a scenari sviluppati in collaborazione con enti pubblici per le Smart city. Il progetto del Politecnico di Bari vede in campo Tim, Università di Bari e la startup innovativa Idea 75: l’obiettivo è individuare soluzioni innovative, sostenibili e replicabili su larga scala per attività come la gestione efficiente degli impianti di illuminazione pubblica, l’analisi e la certificazione dei dati provenienti da flotte di autoveicoli attraverso blockchain, la tracciabilità nella filiera produttiva, l’ottimizzazione della logistica dell’ultimo miglio con tecniche di Intelligenza Artificiale. L’idea alla base del progetto è utilizzare l’infrastruttura di rete 5G per lo sviluppo anche dell’Internet delle cose. La rete 5G, inoltre, funzionerà come elemento comune capace di valorizzare l’utilizzo di tecnologie emergenti come Blockchain e algoritmi di Explainable Artificial Intelligence per l’analisi dei dati. L’auspicio è quello di ottenere, grazie a questa importante innovazione tecnologica, già sperimentata con successo a Bari, un’ottimizzazione della mobilità, la diminuzione delle congestioni al traffico, il miglioramento delle condizioni ambientali, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico. Oltre a ciò si punta a rendere replicabile la sperimentazione in altri contesti urbani.

Blockchain su 5G: Wind Tre al fianco della Siae

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Il progetto della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori) “Gestione dei diritti d’autore su reti 5G con Blockchain” è risultato primo, a pari merito con 27 punti, insieme con quello presentato dall’Università di Cassino. Il progetto – messo a punto in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza” e Blockchain Core – vedrà protagonista Wind Tre. L’azienda guidata da Jeffrey Hedberg fornirà le risorse di rete necessarie per implementare meccanismi di transazione automatizzati. L’iniziativa vuole assicurare una gestione più efficiente e trasparente della filiera del diritto d’autore e, quindi, una più efficace ed equa remunerazione dei contenuti creativi, cercando al contempo di limitare anche gli effetti della pirateria. “L’obiettivo di Siae – sottolinea il Direttore generale Gaetano Blandini – è quello di favorire il passaggio verso un modello che ha veramente il potenziale di far tornare i creatori al centro. Il progetto rappresenta quindi un primo passo verso la creazione di una rete che tuteli veramente il diritto d’autore e i contenuti creativi”.

“Wind Tre mette a disposizione la propria tecnologia e le proprie competenze per arricchire la fruizione di contenuti multimediali, con qualità e modalità del tutto nuove, ma anche per favorire la tutela del diritto d’autore – sottolinea Enrico Barsotti, Ceo Office Director di Wind Tre –. Nell’era degli ecosistemi 5G, il ruolo dell’operatore di tlc, infatti, non è più solo quello di fornire connettività, ma anche, e soprattutto, quello di proporsi come abilitatore di servizi innovativi”.

Monitoraggio intelligente su 5G: Linkem e Tiscali i partner dell’Università di Cagliari

Sperimentare l’introduzione di sistemi di sensing distribuito – prevalentemente focalizzati nell’ambito della green economy – finalizzati al monitoraggio distribuito sicuro, affidabile ed intelligente. Questo l’obiettivo del progetto “Monitoraggio intelligente su tecnologie 5G” dell’Università di Cagliari -valore complessivo di oltre 1 milione di euro –che vede protagoniste Linkem e Tiscali. Due gli use cases che saranno realizzati: uno sulla mobilità sostenibile e l’altro sulla gestione del servizio idrico nell’area urbana ed extraurbana di Cagliari, nonché in aree interne del territorio sardo, in particolare grazie al supporto delle amministrazioni locali dei comuni di Guspini ed Iglesias. Le due telco collaboreranno per abilitare e supportare lo sviluppo del progetto.

Il primo sistema di monitoraggio intelligente è dedicato alla mobilità sostenibile con l’obiettivo di monitorare il movimento delle folle al fine di fornire informazioni chiave per la pianificazione e gestione di servizi pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento al trasporto pubblico. Il progetto prevede l’adozione di dispositivi di sensing distribuito installati in zone specifiche della città e zone extraurbane nonché all’interno dei mezzi di trasporto pubblico, per estrarre una molteplicità di informazioni al fine di determinare le caratteristiche del contesto ambientale dall’analisi di immagini e suoni catturati nell’ambiente circostante.

Il secondo progetto sistema riguarda la gestione del servizio idrico in ambito urbano e consiste nell’installazione di dispositivi di rilevazione nelle abitazioni. Si punta al monitoraggio puntuale dei consumi dell’acqua all’interno dell’abitazione tramite l’installazione di sensori acustici e di vibrazione nelle tubature degli scarichi dell’abitazione e l’utilizzo di algoritmi di elaborazione per analizzare le informazioni acquisite; il monitoraggio della qualità dell’acqua all’interno dell’abitazione mediante l’utilizzo di dispositivi ad hoc; la misurazione dei consumi per applicazioni di smart metering. L’Università di Cagliari, in qualità di capofila, porta in dote al progetto le competenze in termini di ricerca e sviluppo principalmente su IoT, blockchain ed analisi del segnale radio. Al progetto partecipano anche l’Istituto Nazionale Di Fisica Nucleare (Infn) – che metterà a disposizione l’infrastruttura cloud e strumenti per l’AI – nonché le pmi innovative GreenShare e Flosslab che si occuperanno dello sviluppo e sperimentazione dei due use-case.

Hanno manifestato il proprio interesse alla realizzazione del progetto e degli use cases la Regione Sardegna, il Comune di Cagliari, i Comuni di Guspini e Iglesias, Ctm (azienda di trasporto pubblico locale), Abbanoa (gestore unico del Servizio Idrico Integrato).

Il Comune di Catanzaro punta sulle pmi con il 5G di Vodafone

Favorire e incrementare l’utilizzo delle tecnologie emergenti da parte delle Pmi, realizzate grazie alle infrastrutture 5G in capo alle pubbliche amministrazioni. E sperimentare soluzioni innovative di  comunicazione e multimedialità nelle due più grandi aree verdi della città di Catanzaro: il Parco della Biodiversità e Villa Margherita. Questi gli obiettivi del progetto del Comune di Catanzaro risultato fra i sei vincitori del bando Mise. Finanziato con 500mila euro il progetto

del capoluogo calabrese vede in campo anche la Provincia di Catanzaro, l’università Magna Graecia, il consorzio Biotecnomed e una serie di startup. E sarà Vodafone la telco che consentirà la realizzazione del progetto attraverso le reti 5G. “Si tratta di un tassello fondamentale nell’ottica della ricerca finalizzata al potenziamento delle infrastrutture di comunicazione e trasmissione dati online che hanno dirette ricadute sullo sviluppo dell’economia nei territori”, commenta il sindaco Sergio Abramo facendo particolare riferimento alle piccole e medie imprese e alle start up innovative. Una delle specificità del progetto è la sperimentazione di soluzioni di comunicazione e multimedialità nel Parco della Biodiversità e villa Margherita. Soluzioni innovative saranno applicate alle strutture museali ed espositive con particolare attenzione alla fruizione dei soggetti con disabilità fisiche, visive e auditive.

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