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IL PIANO

5G, Trump fa marcia indietro: “Non ci sarà nessuna rete di Stato”

Il presidente Usa lancia una strategia a lungo termine per la leadership mondiale: “Sosterremo l’impegno del settore privato”. Task force per la governance delle frequenze

29 Ott 2018

Il governo Trump lancia la sfida alla Cina sul 5G. Il presidente Usa firma un memorandum con cui lancia una strategia a lungo termine per le frequenze in vista delle reti wireless di prossima generazione: in cantiere la formazione di una task force per la governance degli white spaces, che studi la possibilità di condivisione dello spettro. E nessun impegno a favore di reti 5G “di Stato” contrariamente a quanto trapelato a gennaio scorso. “L’America intende rimanere il leader mondiale nelle reti 5G – ha detto il portavoce della Casa Bianca -. Daremo priorità agli impegni per accelerarne lo sviluppo nel settore privato”.

L’obiettivo è garantire che ci siano frequenze a sufficienza per gestire la crescente domanda di traffico Internet e wireless. La Casa Bianca ha annunciato che sta rivedendo i memorandum presidenziali firmati da Barack Obama nel 2010 e nel 2013.

A gennaio era emerso che gli Usa stavano lavorando a una rete nazionale per combattere il cyberspionaggio cinese. La proposta, dell’ente federale per la sicurezza degli Stati Uniti, il National Security Council, era arrivata sul tavolo del Presidente Donald Trump, come una delle soluzioni per fronteggiare la minaccia di un controllo delle comunicazioni telefoniche e online degli enti governativi americani da parte di Pechino, secondo quanto riportato da Reuters. L’agenzia di stampa citava anche un articolo pubblicato da Axios.com che includeva documenti estratti da una presentazione di un funzionario del National Security Council in cui si ipotizzava la formazione di un consorzio di carrier nazionali per costruire la rete 5G di Stato.

Secondo Axios.com, Washington avrebbe dovuto valutare non solo l’acquisto di parte della rete mobile nazionale esistente ma anche la realizzazione ex novo di una rete ultra-veloce di cui poi “affittare” l’accesso alle telco mobili, il tutto in funzione anti-Cina, paese definito come “il dominante attore malevolo nel dominio dell’informazione”.

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