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PRIMO PIANO

Huawei Italia e il centro ricerche di Milano nella “lista nera” americana

Fra le 46 nuove entità aggiunte alla Entity List dal Dipartimento del Commercio Usa, ci sono anche la filiale tricolore dell’azienda cinese nonché il laboratorio di R&D, primo al mondo per la ricerca globale

21 Ago 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

La filiale italiana di Huawei e il laboratorio di ricerca e sviluppo di Segrate dell’azienda cinese sono fra le 46 nuove entità che il Dipartimento del Commercio Usa ha appena aggiunto alla “Entity List”, la lista nera delle aziende considerate pericolose per la sicurezza nazionale. Il laboratorio italiano è stato il primo inaugurato a livello mondiale da Huawei e risulta fra gli 11 aggiunti alla lista. Alla guida del laboratorio una delle figure chiave della compagnia, Renato Lombardi, impegnato nello studio delle tecnologie delle microonde usate nella comunicazione mobile e satellitare. Attualmente, nel laboratorio lavorano un centinaio di dipendenti ad alta specializzazione.

“Mentre continuiamo a sollecitare i consumatori ad abbandonare i prodotti Huawei, riconosciamo che necessario più tempo per prevenire eventuali interruzioni”, ha dichiarato il Segretario al Commercio Wilbur Ross nell’annunciare l’aggiunta delle 46 entità. “Allo stesso tempo, lavoriamo costantemente presso il Dipartimento per garantire che eventuali esportazioni verso Huawei e le sue affiliate non violino i termini dell’elenco delle entità o della Licenza generale temporanea”.

Il Dipartimento ha anche deciso di concedere una ulteriore proroga di 90 giorni per concedere all’azienda di poter importare negli Usa attrezzatture nell’ambito dei contratti in essere con gli operatori americani. Decisione che non è stata accolta positivamente dall’azienda.  “Huawei si oppone alla decisione del Dipartimento del Commercio Usa di aggiungere ulteriori 46 filiali alla cosiddetta Entity List – si legge nella nota -. La decisione, in questo particolare momento, ha motivazioni politiche e non ha nulla a che vedere con la sicurezza nazionale. Tali azioni violano i principi di base della competizione sul libero mercato e non rispondono all’interesse di nessuno, neanche a quello delle aziende statunitensi. I tentativi di danneggiare Huawei non aiuteranno gli Stati Uniti a raggiungere la leadership tecnologica”.

Ma soprattutto Huawei chiede al governo Usa “di porre fine a un ingiusto trattamento e di rimuovere Huawei dalla Entity List”. “L’estensione della Licenza Generale Temporanea (la proroga dei 90 giorni, ndr) non cambia il fatto che Huawei sia stata trattata in modo non equo”, evidenzia Huawei. La società ci tiene inoltre a puntualizzare che “la decisione odierna non avrà comunque un impatto sostanziale sul business”.

Cliccare qui per visualizzare tutte le aziende inserite nella Entity List

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