Huawei Italia e la confusione mediatica su nomine e 5G - CorCom

IL CASO

Huawei Italia e la confusione mediatica su nomine e 5G

L’arrivo di Wilson Wang nel ruolo di Ad, non ancora ufficializzato, si deve alla normale rotazione triennale dei vertici, nessun retroscena. De Vecchis resta alla presidenza. E non c’è alcun ripensamento in casa Tim sul 5G: l’azienda cinese è in campo sulla rete Ran ma resta fuori dalla Core

22 Dic 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Nessun avvicendamento al vertice a sorpresa. Nessun cambio alla presidenza. E nessun ripensamento di Tim in merito agli appalti sul 5G. Le “notizie” annunciate dal quotidiano la Repubblica su Huawei Italia creano confusione a 360 gradi.

Primo: la Repubblica ipotizza che il cambio di Ad sia finalizzato “a recuperare  la piena fiducia del nostro Paese e restituire a Huawei il ruolo di partner chiave del governo di Roma”. Chi conosce Huawei, sa bene che l’avvicendamento al vertice nell’azienda cinese è triennale e dunque non c’è alcuna “dietrologia” sul cambio di Ad. Il mandato triennale di Thomas Miao è in scadenza: il manager è al vertice della filiale italiana da febbraio 2018 e dunque l’arrivo di Wilson Wang – non ancora ufficializzato – è normale avvicendamento.

Secondo: il quotidiano la Repubblica ipotizza l’imminente uscita di scena di Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Italia. Secondo quanto risulta a CorCom De Vecchis resterà in azienda affiancando il neo deputy gerneral manager Massimo Mazzocchini, in carica da ottobre.

Terzo: la rete 5G. A caratteri cubitali la Repubblica titola sulla retromarcia di Tim. Totalmente errato. Riguardo alla rete Core, Huawei resta fuori dalla partita mentre sulla Ran l’azienda era e resta in sella. Tim aveva in una prima fase ipotizzato di portare a due (dagli attuali tre -Ericcson, Nokia e Huawei) i fornitori della porzione Ran, ma Huawei non è mai stato soggetto a rischio nella scelta (era Nokia l’azienda che rischiava di uscire fuori dalla partita). In un secondo momento però Tim ha deciso di mantenere la configurazione a tre fornitori in ottica multivendor anche tenendo conto delle linee guida della Commissione europea.

Quarto: riguardo al centro di Cybersecurity di Huawei a Roma l’annuncio risale a settembre scorso. Il centro sarà inaugurato a settembre del 2021 ma il progetto, come annunciato dal presidente De Vecchis, risale a un anno fa.

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