IL CASO

Apple e il Covid in Cina: slittano le consegne di iPhone

Tempi di attesa più lunghi a causa del lockdown scattato nell’area industriale in cui è localizzato l’impianto produttivo del colosso dell’elettronica Foxconn che a sua volta lancia l’allerta sul quarto trimestre. “Stiamo lavorando con il Governo per riprendere le attività il prima possibile”

07 Nov 2022

Patrizia Licata

giornalista

iphone

Le restrizioni anti-Covid in Cina pesano sulla supply chain di Apple, con probabili rallentamenti nella consegna di iPhone 14 Pro e  iPhone 14 Pro Max. Il lockdown deciso da Pechino nell’area di Zhengzhou, nella Cina centrale, ha colpito la produzione nella fabbrica di Foxconn, la più grande del contractor taiwanese e il principale stabilimento di assemblaggio per la Mela. La stessa Apple ha informato delle attese ripercussioni sulle vendite, perché l’impianto cinese di Foxconn sta operando a capacità significativamente ridotta.

Anche Foxconn ha fatto sapere, separatamente, di aver implementato le misure anti-Covid nella fabbrica di Zhengzhou e ha annunciato un peggioramento dell’outlook per il quarto trimestre dell’anno. 

A rischio le consegne di iPhone 14 Pro

“Come abbiamo fatto durante la pandemia di Covid-19, diamo la priorità alla salute e alla sicurezza dei lavoratori nella nostra catena di approvvigionamento”, ha dichiarato Apple. “Continuiamo a vedere una forte domanda per i modelli iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max. Tuttavia, ci aspettiamo spedizioni di iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max inferiori rispetto a quanto previsto in precedenza e i clienti subiranno tempi di attesa più lunghi per ricevere i loro nuovi prodotti”, prosegue la nota. Nello stabilimento di Zhengzhou lavorano circa 200.000 persone.

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Gli analisti di Counterpoint stimano un impatto sulla produzione di iPhone 14 Max compresa fra il 10% e il 30%. La fabbrica di Zhengzhou assembla più dell’80% degli iPhone.

La resilienza di Apple

Il warning di Apple potrebbe significare una flessione delle vendite di iPhone nel mese di dicembre. La casa di Cupertino aveva già segnalato un possibile rallentamento nella fine dell’anno. Il colosso americano resta comunque una delle aziende più resistenti alla crisi: in una vera “settimana nera”, dal 25 al 28 ottobre le cinque maggiori tech company Usa (Gafam, ovvero Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft) hanno bruciato 700 miliardi di dollari in Borsa, ma Apple ha contenuto la perdita è di “soli” 39 miliardi, grazie a una trimestrale che ha nel complesso soddisfatto gli analisti.

Sul versante opposto si colloca Amazon, che dal 25 al 28 ottobre ha perso 228 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, di cui quasi 130 miliardi all’apertura dei mercati di venerdì 28, dopo la pubblicazione della trimestrale. Microsoft, Alphabet e Meta hanno visto le loro azioni crollare sulla scia dei report finanziari deludenti per Wall Street, lasciando sul tappeto, rispettivamente, 179 miliardi, 152 miliardi e 102 miliardi di dollari.

Il lockdown nella fabbrica di Zhengzhou

La fabbrica di Foxconn a Zhengzhou è stata interessata da una recrudescenza di contagi che hanno portato all’inasprimento delle misure anti-Covid. Temendo un severo lockdown e isolamento della struttura, alcuni dei dipendenti si sono affrettati a lasciare lo stabilimento, in autobus o anche a piedi. La settimana scorsa l’area industriale di Zhengzhou è stata resa inaccessibile dall’esterno per alcuni giorni. Al momento all’interno della fabbrica sono applicate restrizioni agli spostamenti dallo stabilimento all’area dormitorio e viceversa.

“Foxconn è impegnata in uno sforzo congiunto col governo per contenere i contagi e riprendere il più velocemente possibile la piena capacità produttiva“, ha dichiarato l’azienda.

Gli impatti sul business di Foxconn

Nel report finanziario appena pubblicato Foxconn ha indicato che i guadagni dell’ultimo trimestre dell’anno potrebbero essere rivisti al ribasso, a causa dei lockdown che hanno colpito le sue linee di assemblaggio a Zhengzhou.

A ottobre il colosso tecnologico ha registrato ricavi per 776,6 miliardi di dollari di Taiwan, pari a un calo del 5,5% rispetto a ottobre 2021, ma in aumento del 41% anno su anno. Inoltre i ricavi dei primi dieci mesi del 2022 sono di 5.441 miliardi di dollari di Taiwan, una crescita del 16,9% anno su anno. L’incremento rispetto ai periodi comparabili del 2021 rappresenta un record, sottolinea l’azienda nella nota per i media, ma Foxconn ha indicato che, se in precedenza le previsioni per il quarto trimestre erano “cautamente ottimistiche”, adesso a causa della pandemia che impatta sulle attività a Zhengzhou, l’azienda ha rivisto al ribasso l’outlook del quarto trimestre.

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