Asstel in pressing sul Codice delle comunicazioni elettroniche - CorCom

L'AUDIZIONE

Asstel in pressing sul Codice delle comunicazioni elettroniche

In vista del recepimento delle norme europee, il presidente Massimo Sarmi accende i riflettori su semplificazioni e certezza regolatoria: “Bisogna attrarre investimenti e garantire la sostenibilità dell’industria delle Tlc”

06 Ott 2021

Patrizia Licata

giornalista

Sul recepimento del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche europeo è “indispensabile definire regole omogenee a livello comunitario, avendo cura di non porre l’Italia in una condizione diversa rispetto agli altri Paesi europei”. Lo ha dichiarato Massimo Sarmi, presidente di Asstel Assotelecomunicazioni, nel corso dell’audizione presso la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera.

“In particolare, il recepimento deve migliorare l’equilibrio complessivo del mercato italiano per renderlo più attrattivo sia verso gli investitori, sia verso gli headquarter delle multinazionali”, ha aggiunto Sarmi. “Alla luce infatti degli ambiziosi obiettivi che il nostro Paese si è dato per accelerare ed estendere le reti VHCN sull’intero territorio nazionale, l’impegno delle istituzioni per il settore, anche nel recepire il nuovo quadro normativo, deve riguardare la sostenibilità dell’industria, il processo di digitalizzazione e la semplificazione delle norme e delle procedure sotto il profilo consumeristico e per quanto attiene alle autorizzazioni amministrative per la realizzazione delle reti” .

Continuità con il Pnrr e il Piano Italia a 1 Giga

“Riteniamo che il recepimento del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione della direttiva Ue 2018/1972 del Parlamento europeo e del Consiglio costituisca un passaggio normativo fondamentale per il settore Tlc e, conseguentemente, per la realizzazione dei progetti di trasformazione digitale contemplati dal Pnrr stesso entro il 2026 e nella cui direzione si inserisce positivamente il Piano Italia a 1 Giga compreso nel progetto Reti Ultraveloci”, ha proseguito Sarmi.

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“In un momento come quello attuale nel quale la filiera Tlc è impegnata a realizzare un progetto così ambizioso come il Piano Italia 1 Giga, il recepimento del Codice europeo deve rappresentare un’opportunità e quindi non comportare ulteriori oneri a carico del settore, in un contesto in cui da tempo l’Associazione denuncia forti difficoltà per la sua sostenibilità”, ha continuato il presidente di Asstel Assotelecomunicazioni, concludendo: “È necessario un ripensamento di questi aspetti e auspichiamo che le nostre istanze e preoccupazioni trovino ascolto e accoglimento da parte del legislatore nazionale”.

Fare presto sulle reti ultraveloci per le realizzare gli obietti di rilancio del Pnrr è una delle priorità per l’industria Tlc, come chiarito da Sarmi già lo scorso giugno, in audizione al Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, nell’ambito delle attività per i Piani di sviluppo delle reti ad altissima velocità del Pnrr.

Esprimiamo grande apprezzamento per l’aumento delle risorse destinate dal Pnrr per la diffusione su scala nazionale delle reti a banda ultra-larga. Pianificare la copertura omogenea dell’intero territorio nazionale con le reti Vhcn è il fondamento per assicurare la parità di opportunità di lavoro e studio e in prospettiva la coesione sociale, in una economia che si avvia verso la trasformazione digitale dell’industria e dei servizi”, ha detto Sarmi.

Ma per Asstel affinché il Pnrr realizzi le ambizioni di rilancio dell’economia nazionale, “è necessario assicurare la disponibilità di reti Vhcn, ovvero Ftth, Fwa e 5G nei tempi previsti per la realizzazione dei progetti di trasformazione digitale contemplati dal Pnrr stesso, ovvero entro il 2026. In questa direzione positivamente si inserisce il Piano Italia a 1 Giga compreso nel progetto Reti Ultraveloci”.

“Pertanto, accogliamo con favore le proposte di semplificazione in merito al procedimento di autorizzazione per l’installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica e l’attenzione per l’infrastrutturazione digitale contemplate nel DL Governance Pnrr e Semplificazioni, da tempo auspicate dall’Associazione”, ha concluso Sarmi.

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