Banda ultralarga, la Ue: "Lavoriamo a stretto contatto con l'Italia" - CorCom

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Banda ultralarga, la Ue: “Lavoriamo a stretto contatto con l’Italia”

Un portavoce della Commissione europea riferisce a CorCom che sul piano Bul per le aree C e D il dialogo è “costruttivo”. Resta aperta la questione dei voucher per stimolare la domanda

13 Apr 2016

Mila Fiordalisi

“La Commissione sta lavorando a stretto e contatto e in maniera costruttiva con il governo italiano sul tema della banda ultralarga”: è quanto riferisce a CorCom un portavoce della Commissione europea in merito alle tempistiche relative alla notifica, da parte dell’Italia, del piano per la realizzazione della rete di proprietà pubblica nelle aree C e D.

Il documento è stato prenotificato a Bruxelles prima della fine dell’anno e avrebbe dovuto essere formalmente notificato, per ottenere l’ok finale da parte della Commissione europea, già da diverso tempo. Il 7 aprile scorso il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli – in occasione della conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui il premier Matteo Renzi ha tenuto a battesimo il piano banda ultralarga di Enel Open Fiber – ha dichiarato che era attesa “a giorni” la risposta da parte dell’Europa. In realtà secondo quanto risulta a CorCom il piano sarebbe sostanzialmente approvato, ma sarebbero ancora in corso alcune verifiche in merito al rispetto della normativa sugli aiuti di stato. Verifiche che però necessitano di essere concluse prima del 29 aprile, quando – in occasione dell’Internet day – si darà il via alle prime gare per le aree a fallimento di mercato. Intanto l’Agcom ha rilasciato le Linee guida per l’accesso alle nuove reti, uno step fondamentale in vista della messa a punto dei bandi di gara.

In discussione, sempre secondo quanto risulta a CorCom, la questione dei voucher per stimolare la domanda di nuove connessioni in fibra, un tema cruciale considerato che è proprio sull’attivazione delle connessioni che si gioca la remunerazione delle infrastrutture, per il pubblico nelle aree C e D (se la rete resta spenta non possono esserci introiti di sorta) e per gli operatori infrastrutturati (e non) in quelle A e B. Si consideri che nelle 224 città del Piano Enel, quelle a più alta redditività di mercato, si concentra il 48% della popolazion. Va da sé, dunque, che la partita si fa dura . Se da un lato Telecom Italia può contare sul vantaggio competitivo frutto dell’abbinata rete-connettività e sulla possibilità di “migrare” direttamente i propri clienti dal rame alla fibra, dall’altro la discesa in campo di Enel – sebbene la società non sia in diretta concorrenza con Telecom da un punto di vista dell’offerta al cliente finale – pone il problema della “ridondanza” delle reti. Enel Open Fiber ha già siglato un accordo commerciale con Vodafone e Wind per “l’accensione” della rete, a dimostrazione di quanto sia importante la sinergia fra rete e servizio al cliente finale. E ora si discute anche sulle sinergie con Metroweb con cui la società starebbe per siglare un’intesa per la creazione di una newco in cui potrebbero convergere altri operatori, inclusa Telecom Italia, seppur l’azienda per il momento abbia deciso di restare alla finestra.