IL POLICY BRIEF I-COM

Banda ultralarga: Lazio prima regione per fibra agli edifici, seconda per 5G

Raggiunto il 50,4% delle famiglie contro una media nazionale del 34%. Si sale al 96,5% per l’Fttc, ma la Calabria è in testa. Per la quinta generazione mobile medaglia d’argento con il 17,4% a fronte di una media nazionale del 7%. A guidare la classifica è l’Emilia-Romagna

30 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

I-Com Lazio fibra banda larga

Il Lazio è la prima regione in Italia per copertura delle reti di banda ultralarga in fibra ottica Fttp (Fiber to the premises o fino all’edificio dell’utente finale) con il 50,4% delle famiglie raggiunte rispetto al 34% rilevato in media su tutto il territorio nazionale. Nella copertura in fibra con reti Fttc (Fiber to the cabinet), ossia quelle in fibra fino all’armadio stradale e che proseguono in rame fino all’abitazione dell’utente, il Lazio ha raggiunto il 96,5% delle famiglie della regione. Un dato, quest’ultimo, che la fa posizionare al secondo posto a livello nazionale, al di sopra della media italiana del 93%, e subito dopo la Calabria (98,9% dei nuclei familiari raggiunti).

Il Lazio è anche la seconda regione (prima l’Emilia-Romagna con il 14,9%) più coperta dalle reti 5G con il 14,7% del territorio regionale, a fronte di una media nazionale del 7% (dati emersi dalla consultazione Piano Italia 5G del 2021). Le intenzioni di investimento degli operatori appaiono piuttosto positive: nel 2026, anche senza intervento pubblico – messo a rischio dal bando recentemente andato deserto – il segnale 5G dovrebbe raggiungere il 96,1% del territorio laziale.

Sono alcuni dei dati contenuti nel Policy brief dal titolo “Oltre la ripresa. Il Lazio tra innovazione e opportunità” realizzato dall’Istituto per la competitività (I-Com) – il think tank guidato dall’economista Stefano da Empoli– nell’ambito delle attività dell’Osservatorio I-Com sulle relazioni tra territorio e imprese (Orti). Lo studio (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO) si concentra in particolare sui temi del digitale e dell’innovazione ed è stato presentato in un webinar organizzato in partnership con Eolo e Open Fiber.

Il Lazio conta anche 1.700 le startup innovative, il 12,1% del totale nazionale che attualmente si attesta a 14.077. Si tratta di una percentuale che posiziona la regione al secondo posto nel nostro Paese, subito dopo la Lombardia e prima della Campania, che ne ospitano rispettivamente 3.749 e 1.290. La situazione non cambia se rapportiamo il numero delle piccole imprese innovative alla popolazione: sotto questo profilo nella regione ce ne sono 297 ogni milione di abitanti, 79 in meno rispetto alla Lombardia che è prima in classifica, ma comunque al di sopra della media nazionale.

Le disparità tra Roma e le altre province

L’elevato livello di famiglie del Lazio coperte con reti Fttp rispetto alle altre regioni italiane è attribuibile alla buona performance della capitale, mentre le province di dimensioni inferiori appaiono indietro. I dati disaggregati su base provinciale mostrano come diverse province presentino una copertura di rete ad almeno 100 Mbps inferiore al 40% delle famiglie.

Per quanto concerne la copertura Fttc con velocità superiore ai 100 Mbps, il Lazio è rappresentato nella classifica delle top 10 nazionali solo da Roma, che registra il quinto miglior risultato del Paese per questo tipo di tecnologia, con l’82% delle famiglie coperte. Le altre province laziali presentano dati estremamente inferiori, facendo emergere una forte disomogeneità a livello di diffusione della copertura Fttc tra la Capitale e le altre città. Latina è l’unica altra provincia del Lazio a superare una copertura di metà delle famiglie residenti (57%), mentre Viterbo, Frosinone e Rieti hanno una copertura di circa una famiglia su tre.

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Lazio quarta regione per copertura Fwa

Proprio per favorire la copertura del territorio, in particolare nelle aree interne, un ruolo di primaria importanza è giocato dall’Fwa (Fixed wireless access), una tecnologia ibrida di accesso che utilizza connessioni in fibra ottica e stazioni radio base. L’Fwa copre attualmente circa l’86,5% delle famiglie laziali, una quota che supera di molto la media nazionale del 72,1%. In testa alla classifica troviamo Piemonte (95,5%), Liguria (94,3%) e Lombardia (91,7).

Nell’Fwa i valori sono piuttosto elevati per tutte le province. Dopo Roma, che figura al 23mo posto nazionale per copertura (90% delle famiglie raggiunte), seguono Latina (80%) e Viterbo (70%), ma anche Rieti (70%) e Frosinone (69%) presentano valori più elevati di molte altre province italiane.

Connessioni a 1 Giga, fondamentali gli interventi pubblici

Analizzando le proiezioni al 2026 relative all’elaborazione dei dati forniti da Infratel sulla velocità di accesso alla rete, calcolati in termini di numeri civici, emerge come le prime regioni per copertura ad almeno 1 Gbps – senza gli interventi previsti dal Piano Italia 1 Giga – sarebbero il Friuli Venezia Giulia (84% di civici coperti), la Sicilia (79%) e il Trentino Alto Adige (78%). Anche il Lazio sembrerebbe proiettato verso un dato piuttosto positivo, il quinto migliore di tutto il Paese, con il 75% dei civici raggiunti contro una media nazionale del 68%. A livello provinciale, la Top 20 ad 1 Gbps vede spiccare un numero cospicuo di province del Nord-Est, tra cui Bolzano e Udine, con una copertura superiore all’87%. Roma figurerebbe al 17mo posto con l’80% dei civici raggiunti, mentre Rieti al 45mo con il 71%. Seguirebbero poi, in ordine, Latina (62,8%), Viterbo (58,4%) e Frosinone (56,2%).

Per converso, esistono molteplici aree in digital divide le quali, senza l’intervento pubblico, in buona parte, continuerebbero ad esistere. Secondo i dati provenienti dal bando Italia 1 Giga, relativo ai civici messi a bando per regione, nel Lazio i civici che al momento risultano certamente sguarniti sono almeno il 28% dei civici totali. Per quanto ancora significativo, questo dato è lievemente al di sotto di quello della maggioranza delle regioni italiane, le quali presentano un tasso medio del 32% dei civici scoperti (e che resterebbero scoperti di qui al 2026 senza intervento pubblico).

In questo scenario, particolare attenzione meritano i piccoli comuni (dei 378 Comuni del Lazio, 254 sono sotto i 5000 abitanti) e le aree interne della regione, che svolgono un ruolo chiave in un’ottica di coesione territoriale. Le regioni con il minore digital divide prospettico risultano la Lombardia (18% dei civici sguarniti) e la Sicilia (20% di civici non coperti ad almeno 300 Mbps entro il 2026).

Aree bianche, il Lazio procede spedito sul Piano Bul

Per quanto concerne le aree bianche come identificate dal precedente Piano Bul, la relazione sullo “Stato di avanzamento del piano strategico per la banda ultralarga” pubblicata da Infratel nel febbraio 2022 vede il Lazio procedere piuttosto spedito rispetto a diverse altre regioni del Paese: dal punto di vista progettuale i risultati indicano 532 progetti approvati su 592 previsti in Ftth e 349 approvati su 358 previsti in Fwa.

Per quanto concerne la fase realizzativa delle infrastrutturazioni in fibra, al 31 gennaio 2022 risultavano emessi 268 ordini di esecuzione, che coinvolgono 199 comuni del Lazio, e che hanno portato all’apertura di 264 cantieri. Risultano invece chiusi, ovvero con Cuir (Comunicazione ultimazione impianto di rete) 191 cantieri, mentre il numero dei comuni “completati” è giunto a quota 143. Per i cantieri wireless risultano 145 ordini emessi, 141 cantieri aperti e ben 122 chiusi. Anche dal punto di vista economico nel Lazio si viaggia a ritmi piuttosto serrati: secondo i dati Infratel l’avanzamento economico del progetto a livello regionale ha superato il 95% (contro una media nazionale del 75%), con 92,46 milioni di euro impiegati rispetto ai 96,85 milioni necessari per il completamento delle opere.

Lazio prima regione per le startup “rosa”

La maggior parte delle startup innovative del Lazio opera nel campo dei servizi alle imprese (84,4%). Il resto è attivo nell’ambito della manifattura (7,7%), del commercio (2,9%) e, in misura residuale, nell’agricoltura (0,6%).

Quanto, invece, ai profili imprenditoriali che hanno deciso di avviare una startup nel nostro Paese, a Roma le aziende “rosa, ossia quelle con almeno il 60% di donne socie o le società di capitali con quote e componenti degli organi di amministrazione di sesso femminile per almeno i due terzi, rappresentano il 13,6% del totale (209 su 1.535), una quota superiore a quelle presenti in altre grandi città come Milano (12,2%, ovvero 322 su 2.629), Bologna (13,4%, 46 su 343) e Torino (8,9%, 46 su 514).

Lo stesso può dirsi delle startup la cui proprietà è detenuta in prevalenza da individui di età inferiore ai 35 anni: nel quarto trimestre del 2021 erano il 19,4%, ovvero 298. Anche in questo caso, la Capitale fa registrare un dato migliore rispetto Milano (18,5%, 487 su 2.629), posizionandosi al settimo posto della classifica dei capoluoghi di regione con più startup innovative giovanili.

Mercato del lavoro e imprese, trend positivo trainato dalla Capitale

Il Policy Brief dedica inoltre un focus al mercato del lavoro. Sebbene la pandemia abbia determinato una battuta d’arresto importante dei trend dell’economia regionale, nell’ultimo decennio i dati sono stati complessivamente positivi. Dal 2010 al 2020 il Lazio è stata la prima regione per crescita degli occupati: +143.000, pari a un tasso di crescita del 6,52%, a fronte di una media italiana dell’1,67%. Notevole è stato soprattutto l’incremento dell’occupazione femminile, aumentata tra il 2013 e il 2020 del 5,7% (contro il 3,4% di quella maschile). Secondo gli ultimi dati disponibili, il tasso di occupazione della regione è stato del 64,7%, superiore di 2,1 punti percentuali alla media nazionale.

Infine, gli analisti dell’Istituto sottolineano la forte vocazione imprenditoriale laziale. Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere, nel 2021 la regione si è posizionata al primo posto in Italia sia per tasso di crescita delle imprese (+2,16%), sia in termini di saldo attivo delle nuove attività, riportando un considerevole +14.201 (sono state 37.618 le iscrizioni a fronte di 23.417 cessazioni). Se analizziamo il dato a livello provinciale, emerge che questi incoraggianti segnali economici riguardano in particolar modo la Capitale, che vanta il miglior saldo imprenditoriale nazionale (+11.834 imprese nel 2021) e il terzo miglior tasso di crescita di tutto il Paese (+2,38%, dopo Napoli e Sassari), staccando la media nazionale (+1,42%).

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