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AREE BIANCHE

Banda ultralarga, terminati i lavori nel 74,1% dei 668 Comuni del Piano Infratel

Il punto della situazione in occasione del Cobul: il progetto portato avanti direttamente dalla in-house del Mise oltre il giro di boa. 356 i Comuni collaudati e servizi attivi in 45: saliranno a 290 entro fine 2019

17 Lug 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Nel 74,1% dei 668 Comuni interessati dai lavori di infrastrutturazione ultrabroadband portati avanti direttamente da Infratel gli interventi sono stati terminati: è quanto emerso- secondo quanto risulta a Corcom – in occasione dell’odierna riunione del Cobul, il comitato per la banda ultralarga che ha deliberato l’avvio dei lavori nelle aree grigie nonché dell’erogazione dei voucher triennali (per Pmi, scuole e centri impiego) per stimolare la domanda della connettività in fibra.

Secondo quanto risulta a Corcom dei 668 Comuni in capo a Infratel – gli interventi riguardano le regioni Abruzzo, Calabria, Puglia, Lazio, Sardegna e Toscana – ammontano a 356 quelli collaudati ed i servizi sono attivi in 45 Comuni (in Lazio e Sardegna). E secondo stime entro fine 2019 si raggiungerà il tetto dei 290 Comuni con servizi attivi.

In occasione del Cobul è stato fatto anche il punto sul piano in capo a Open Fiber, l’azienda vincitrice dei tre bandi Infratel per la realizzazione delle nuove reti nelle aree bianche. Come già evidenziato nei giorni scorsi nel corso di un’interrogazione parlamentare ammontano a 170 i comuni completati, di cui 32 anche di punto di consegna neutro (Pcn) -ossia dotati degli apparati per il collaudo e la successiva attivazione del servizio. Dei 32 comuni risulta consegnata a Infratel la documentazione per 22 comuni (ma il Concessionario ha 30 giorni di tempo dalla data di fine lavori per la consegna della stessa). E ancora, per 9 dei 22 comuni la documentazione risulta incompleta: per i restanti 13 sono stati effettuati 5 collaudi, di cui 3 negativi e 2 con prescrizioni. Altri 8 sono in corso di programmazione entro una settimana.

Il rallentamento del piano è dovuto in larga misura agli ostacoli di tipo burocratico legati alla permessistica comunale e regionale: secondo quanto emerso dal Cobul è necessario dunque procedere con una semplificazione dei processi autorizzativi.

In una nota Open Fiber ha a sua volta fatto il punto dei lavori: connessi ad oggi alla fibra ottica circa 6,2 milioni di unità immobiliari, di cui nelle aree Infratel circa 1,6 milioni. In dettaglio nelle aree nere (A e B) la commercializzazione è stata avviata in 84 città, numero che a fine anno – secondo quanto annuncia la società – si attesterà a circa 150 (il piano ne prevede complessivamente 271). Nelle aree bianche (C e D) oggetto dei bandi pubblici dalla fine del 2018 è stata avviata una sperimentazione commerciale in 4 Comuni, in questi giorni in corso di estensione ad ulteriori 70 Comuni, fa sapere la società. Nelle aree dei bandi Infratel, sono oltre 1.350 i Comuni in cui sono in corso i lavori. Open Fiber ricorda di aver presentato ad Infratel i progetti definitivi per tutti i Comuni oggetto di intervento e 1.651 progetti esecutivi (quelli che servono per avere l’ordine di avvio lavori). Di questi 1.559 sono stati analizzati e approvati dalla stessa Infratel. I Comuni completati ad oggi sono circa 250 ma le procedure di collaudo prevedono passaggi amministrativi per cui i Comuni collaudabili (in possesso cioè di un certificato di ultimazione lavori – Cuir) sono 170. I lavori per la rete Infratel, ricorda ancora Open Fiber, sono iniziati “solo a metà 2018, dopo una valanga di ricorsi e la definizione delle regole di gara, che sono diventate cogenti solo a fine dicembre 2017, con gare lanciate nei primi giorni di gennaio 2018. Ad oggi tutti i parametri, inclusi quelli per la rendicontazione dei fondi UE, sono stati rispettati”, dichiara la società. “Nonostante l’enorme complessità del progetto, – sottolinea infine la società – le attività procedono spedite”.

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