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PRIMO PIANO

Iliad, dopo il mobile la fibra. Convergenze parallele con Fastweb o con la “nascente” Sky?

In un documento l’Ad Levi indica l’opzione wholesale per il debutto nel fisso con un modello Capex “light”. E la società capitanata da Calcagno stima fino al 15% di marketshare nel mercato “all’ingrosso”. Gli interessi a una partnership potrebbero dunque farsi più che reciproci. Ma non è da escludersi un asse con l’azienda guidata da Ibarra

13 Nov 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Che Iliad sia intenzionata a lanciarsi, prima o poi, nel mondo del fisso è quasi una certezza. Meno certe le tempistiche dell’operazione, ma l’integrazione fisso-mobile in ottica di convergenza è l’unica strada possibile in un mercato, come quello italiano, sempre più agguerrito. Ma come farà Iliad a sbarcare nel mercato del fisso? Le opzioni sul piatto non sono molte, anzi si possono ridurre a tre: procedere attraverso un accordo con un operatore che fornisce l’accesso wholesale, stringere una partnership commerciale per un’offerta congiunta fisso-mobile, opzione apparentemente semplice ma di fatto complessa considerando che bisognerebbe “unire” i brand o comunque “accoppiarli” in qualche modo, acquisire un operatore attivo nel mercato del fisso, alias Tiscali o Fastweb, ipotesi quest’ultima allo stato dei fatti piuttosto improbabile.

L’ipotesi wholesale: Fastweb l’operatore ideale

La prima opzione, quella più veritiera, è peraltro suffragata da un documento Iliad datato maggio 2019 – presentato in concomitanza con la pubblicazione del “piano 2024 Odyssey” – in cui l’Ad della filiale italiana Benedetto Levi a pagina 73 illustra le opportunità di ingresso nel mercato del fisso. Tre gli elementi messi nero su bianco che secondo Levi sono da tenere in considerazione: interessanti offerte all’ingrosso disponibili da più fornitori; possibiità di ingresso nel mercato fisso con un modello capex leggero; limitata convergenza fisso-mobile nel mercato italiano.

Open Fiber, Telecom Italia e Fastweb i tre operatori wholesale indicati da Levi (ossia i tre wholesale italiani). Scartando l’ipotesi Open Fiber – almeno stando a quanto riferisce il quotidiano Repubblica – il cerchio si stringe dunque su Tim e Fastweb. Ma fra le due è Fastweb quella che più sta spingendo sul wholesale al punto da aver annunciato in estate un vero e proprio “piano wholesale”. E in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi a Corcom, il Chief Wholesale Officer di Fastweb Fabrizio Casati ha annunciato che l’azienda punta fino al 15% di marketshare.

L’ipotesi partnership commerciale: Tiscali la “favorita”. Ma all’orizzonte c’è Sky

Se si dovesse prendere in esame l’ipotesi di una partnership commerciale l’unico attore con cui andare “a nozze” sarebbe inevitabilmente Tiscali: entrambi gli operatori ne uscirebbero infatti avvantaggiati considerando che potrebbero aggiungere il “pezzo” mancante in ottica di convergenza fisso mobile. Fastweb da parte sua ha appena ottenuto l’autorizzazione in qualità di quinto operatore mobile e ha già un’ampia offerta in tal senso, dunque non ne trarrebbe alcun vantaggio. E peraltro anche sul business model i due operatori sono molto lontani: Fastweb non ha mai puntato sui prezzi al “ribasso” e da sempre ha fatto leva sulla qualità dell’infrastruttura per posizionarsi sul mercato. Non da escludersi l’opzione Sky, la new entrant nel mercato delle Tlc, che ha già siglato un accordo sulla fibra con Open Fiber e che con Iliad potrebbe trovare una sponda per un’offerta aggressiva e competitiva.

L’ipotesi acquisizione: Fastweb e Tiscali i “bocconi” più ghiotti

Last but not least l’ipotesi acquisizione: i possibili “bocconi” sono anche in questo caso solo due, Fastweb e Tiscali. Ma dovrebbe proprio trattarsi di una super-offerta. Swisscom ha da sempre rimandato ai mittenti le speculazioni sulla possibile vendita della “costola” italiana la cui valutazione sarebbe decisamente esosa per un new entrant come Iliad che, nonostante numeri in crescita, dovrà fare i conti con pesanti investimenti per la realizzazione del proprio network.

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