L'APPROFONDIMENTO

Rete unica Tim-Open Fiber, che succede se non si trova la quadra?

Rimbalzano le indiscrezioni di stampa a partire dalla quota in capo a Cdp: dal 70% si scende al 40% e ai due fondi Kkr e Macquaire andrebbe il 30% ciascuno. In casa Tim si profila anche un’ipotesi alternativa in caso l’accordo non andasse a buon fine: un partner finanziario per Netco. Rumors anche su Dazn: potrebbe uscire di scena. Sky e Amazon le new entry?

Pubblicato il 03 Giu 2022

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Cdp in quota con il 40% e il restante 60% diviso equamente fra Kkr e Macquaire: questa la nuova ipotesi frutto di indiscrezioni di stampa sulla configurazione della rete unica di Tlc. Nei giorni scorsi Cassa depositi era data al 70% ma la quota era sembrata sin dall’inizio improbabile considerato il peso dei due fondi nella partita: Kkr ha il 37,5% in Fibercop, la wholesale company di Tim che rappresenterebbe il perno dell’operazione newco dopo lo scorporo – tutto da fare e da definire nei dettagli – a cui lavora l’Ad di Tim Pietro Labriola nell’ambito del nuovo piano industriale. L’australiana Macquaire da parte sua vanta il 40% in Open Fiber.

Un partner finanziario per Netco e il “caso” Bruxelles

Il memorandum siglato nei giorni scorsi fra Tim e Cdp (azionista al 60% in OF) ha fissato in 5 mesi il tempo necessario per arrivare a un accordo vincolante (la deadline è il 31 ottobre), ma niente è scontato. Il vero nodo è rappresentato dalla valorizzazione della rete Tim: Vivendi ha già fatto sapere di non essere disponibile a “svendite”. Sempre stando a indiscrezioni di stampa Labriola starebbe lavorando a un’ipotesi alternativa nel caso saltasse tutto: un partner finanziario in Netco per proseguire dunque su progetto di co-investimento. Progetto però su cui si è già scatenata la polemica due giorni fa con tanto di scontro in casa Agcom: già notificato a Bruxelles starebbe per essere formalmente ritirato a causa della richiesta di Tim di adeguare i prezzi all’inflazione.

Il piano industriale e il nodo Dazn: in campo Sky e Amazon?

La questione dello scorporo non è l’unica sul tavolo di Labriola: è su Dazn che sono puntati i riflettori da mesi a seguito del flop dell’accordo in termini di revenues e abbonati. Stando a indiscrezioni dell’ultim’ora si starebbe valutando addirittura di rescindere il contratto dopo l’ipotesi del maxi sconto da 340 a 100 milioni annui e rientro in campo di Sky c’è un altro papabile partner che si profilerebbe all’orizzonte: Amazon attraverso la piattaforma Prime, che però non sarebbe interessata all’intero campionato.

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