I RUMORS

Rete unica Tim-Open Fiber: offerta vincolante a gennaio 2023

Secondo indiscrezioni di stampa entro fine novembre sarà sottoposta la prima proposta per poi stringere sul piano definitivo a inizio del prossimo anno. Il titolo Tim balza in Borsa

24 Ott 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

merger-acquisizioni

Offerta non vincolante entro fine novembre per poi passare a quella vincolante entro metà gennaio 2023: questa secondo indiscrezioni di stampa la nuova timeline per il dossier rete unica Tim-Open Fiber a seguito della richiesta di slittamento della deadline (fissata inizialmente al 31 ottobre) da parte di Cassa depositi e prestiti, Macquaire e Open Fiber fatta pervenire a Tim nell’ambito degli accordi presi a maggio scorso con la firma del memorandum of understanding che ha dato il via ufficiale al progetto di integrazione degli asset di rete di Tim e Open Fiber.

La notizia della nuova timeline ha fatto balzare in Borsa il titolo Tim che in mattinata ha segnato un +7,65% 0,1913 euro segnando anche un massimo a 0,1947 euro per poi chiudere la giornata a  6,36% a 0,19 euro.

Tim dovrà riconvocare il cda

Il board della Cassa Depositi e Prestiti avrebbe esaminato il dossier e avrebbe fissato a fine novembre la nuova deadline che dovrà però essere sottoposta al vaglio di Tim. Il cda dei giorni scorsi non ha deliberato sull’eventuale proroga e stando a quanto si apprende la decisione sarebbe stata dovuta all’assenza dei consiglieri di Vivendi Arnaud de Puyfontaine e Frank Cadoret. Secondo fonti stampa avevano già anticipato al Presidente Salvatore Rossi la propria indisponibilità a partecipare per impegni preesistenti e si sarebbero detti “sorpresi” della convocazione del cda su un tema così strategico pur in considerazione della loro assenza. Il nuovo cda è stato convocato per il 28 ottobre, prima dunque della scadenza della deadline del Mou fissata al 31 ottobre.

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L’Opa di Cdp? Gli analisti: improbabile

L’ipotesi di un’Opa da parte di Cdp per salire al 100% di Tim è considerata improbabile da buona parte degli analisti. Il nodo più complicato da sciogliere resta quello dell’azionista Vivendi, che difficilmente cederebbe a un’offerta considerata non remunerativa: se gli analisti valutano Netco fra i 12 e i 18 miliardi i francesi salgono a 30 miliardi o giù di lì. I riflettori sono piuttosto puntati sull’interesse dei fondi a partire da Cvc per Tim Enterprise, la divisione che riunisce data center, cloud e Internet of Things.

Il destino del presidente Salvatore Rossi

Secondo Bloomberg Vivendi vedrebbe con favore l’uscita del presidente del gruppo, Salvatore Rossi. Secondo i francesi – riferisce sempre Bloomberg – Rossi non rappresenterebbe gli interessi di tutti gli azionisti. Vivendi, secondo la ricostruzione dell’agenzia statunitense, la scorsa settimana si sarebbe scontrata con Rossi sulla convocazione del Cda per discutere la potenziale vendita della rete, riunione alla quale i consiglieri designati dai francesi non si sono presentati.

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