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IL PIANO

Voucher banda ultralarga: più risorse per le famiglie e meno per le imprese?

Secondo quanto risulta a Corcom il governo starebbe prendendo una strada diversa da quella a cui si lavorava fino a qualche mese fa. Pd e 5Stelle divisi. Patuanelli ha annunciato di voler sbloccare gli 1,3 miliardi al palo da 2 anni, ma la misura rischia di non essere messa nero su bianco nella Manovra

10 Ott 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Più risorse per le famiglie, meno per le imprese. I voucher per la banda ultralarga messi nero su bianco nella nota di aggiornamento dal Def stanno prendendo una strada diversa da quella annunciata fino a qualche mese fa. Secondo quanto risulta a Corcom sulla questione non ci sarebbe accordo fra Pd e 5Stelle.

“Si intende concedere voucher a favore di famiglie a basso reddito, piccole e medie imprese, scuole e centri per l’impiego, in tutte le aree del Paese, per un importo complessivo pari almeno a 1,3 miliardi di euro (esattamente l’importo stanziato dal Cipe con la delibera 71 del 2017 ma mai sbloccato da allora)”, ha detto ieri in audizione alla Camera il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Ma non sono state date indicazioni sulle tempistiche, ossia da quando saranno disponibili i voucher e se effettivamente i fondi al palo da due anni saranno sbloccati nella Legge di Bilancio, o se bisognerà aspettare ancora. Il piano a cui lavorava il governo Lega-5Stelle prevedeva di stanziare 550 milioni per le imprese e altrettanti per le famiglie nonché 200 milioni per le scuole. Adesso invece si starebbe puntando ad ampliare il “plafond” per le famiglie. Non è chiaro inoltre se i voucher saranno resi disponibili solo per le attivazione degli abbonamenti in fibra o anche per le altre tecnologie della categoria ultrabraodband su rame.

Patuanelli ha invece confermato che saranno disponibili già a cavallo della stagione natalizia i voucher da 50 euro, per l’acquisto di televisori e decoder digitali in vista dello switch off verso lo standard Dvb-T2 in programma a luglio 2022, come anticipato in occasione di Telco per l’Italia da Marco Bellezza, consigliere per l’Innovazione dell’ex ministro dello Sviluppo e attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Il ministro ha fatto intendere che la priorità è accelerare sulla realizzazione del piano di infrastrutturazione nelle aree bianche: “è evidente che c’è un ritardo”, ha detto in audizione attribuendo il mancato rispetto della roadmap in particolare alla burocrazia, “ci sono autorizzazioni e regolamenti edilizi diversi in ogni Comune, e questo non aiuta Open Fiber nell’opera di realizzazione di un’opera strategica per il Paese”, ha puntualizzato. E in contemporanea si intende aprire ufficialmente la fase 2 del Piano, quella che riguarda le aree grigie, aree in cui si concentra la maggior parte delle imprese italiane, distretti industriali inclusi.

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